elettronica

Intervista a Manuel Gottsching: "la musica come specchio dell'animo"

Inventore di generi musicali, Artista indiscusso e compositore. Le sue brillanti produzioni nonostante il passare del tempo continuano a fare scuola alle nuove generazioni chi si avvicinano alla musica. Alchimista indiscusso e virtuoso come pochi al microfono di EXTRANET abbiamo incontrato Manuel Gottsching che racconta il passaggio dagli Ash Ra Tempel alle produzioni da solista.

Ho sempre avuto una curiosità ascoltando i suoi lavori. Non se considerarla un poli-strumentista, direi anche virtuoso, un compositore oppure un abile sperimentatore?

Entrambe le cose, spero. Per prima cosa devi imparare il tuo strumento (uno o più) per conoscere come produrre un qualsiasi suono. Come secondo aspetto per realizzare una composizione devi iniziare a comprendere strutture formali e teorie musicali. Solo così sarai finalmente in grado di iniziare con i tuoi esperimenti.

Rappresenti il punto di unione fra la musica New Age, all'epoca sconosciuta, e la scena Dance moderna?

Non la vedo in questo modo. Ho iniziato a sviluppare musica prima che fossero coniati questi termini. Per creare il mio stile personale ho attinto dalla musica classica, blues, rock, soul, funk, latin e naturalmente dal minimal. Inoltre, visto il mio interesse verso le nuove tecnologie ho utilizzato innumerevoli equipaggiamenti elettronici per miscelare e filtrare i suoni.[...]

Interview with Manuel Gottsching

I always have been curious listening to your works: should I con sider you as a multi-instrumentalist, a composer or a skilled experimentalist?

All of that, I hope :-) First you have to learn to play your instrument (one or more) to know how to produce any sound at all. For a composition you have to begin to understand formal structures and musical theories, and finally you are able to start with your own experiments.

Do you represent a link between New Age music and the modern Dance music scene?

I don't think in terms like this. I began to develop my music years before these terms were existing. To create my own style I used elements of classical music, blues, rock, soul, funk, latin, and of course minimal music. And because I was always interested in new technologies I used a lot of electronic equipment to make it all happen. Therefore I might be well named as one of the representatives for the development of music in the last 30 years. But my album "New Age Of Earth" (1976) has nothing to do with New Age music, this musical term was invented years later, and E2-E4 was never intended to be a piece of Dance music. "New Age Of Earth" contains elements of minimal music, blues and pieces for classical string orchestras performed and combined with a variety of more and less abstract electronic sounds. On the other hand "E2-E4" represents my great interest in the development of sequenced/pattern like music at the time, which is definitely the basis for many music that people play today with their computers programs.[...]

Intervista a Francesco Spinelli dei Casa: "Remake fra giochi linguistici e computer music"

Al microfono di EXTRANET ritornano i Casa per parlare del nuovo disco “Remake”. Un tema inaspettato per chi era aveva gustato il primo lavoro “Vita Politica”.

La Band apre un nuovo progetto creando un'interazione con i principali compositori di musiche elettroniche presenti in Italia.

Curiosità per i Casa sempre attenti alle diverse sfaccettature della musica rock in relazione all'arte contemporanea. “Remake” utilizza come immagine di copertina un lavoro di Pietro Grossi precursore della “computer music”

Strana la scelta di impostare un nuovo album su una canzone contenuta nel precedente?

Stavamo lavorando agli arrangiamenti dei brani inediti quando ci balenò l’intuizione di un progetto che ci avrebbe coinvolti in un ambito concettuale e non esecutivo. Quella di deporre gli strumenti per lasciar parlare interpreti a noi affini mi pare un’operazione inedita e coraggiosa. “Remake” non è un album di remix di un nostro brano: l’abbiamo inteso come la possibilità da parte di terzi di trasfigurare un pezzo in nostra vece. “Delegare” è pur sempre una scelta alla quale attribuire un’intenzione “originativa” e, dunque, artistica. Il magma eterogeneo che ne risulta si ricollega alle teorie del maestro Pietro Grossi per il quale ciascun messaggio fonico costituisce di per sé il punto di partenza per crearne altri.

La copertina di “Remake” utilizza, appunto, un’opera grafica di Pietro Grossi: perché questa scelta?

Trovo scandaloso che la maggior parte dei musicisti attivi nell’ambito dell’elettronica ignori la figura di uno dei primi e più radicali pionieri della computer music. Lavori come “Progetto 2-3”, “Collage” o “Unending music” sono opere di base, che riscrivono la maniera di concepire composizione e ascolto di un brano. Il suo catalogo dovrebbe venire riproposto in edizioni cd che rendano merito all’opera di un artista che fu umile e illuminato al contempo. Un ringraziamento sentito per la partecipazione al progetto “Remake” va all’associazione Pietro Grossi e alla moglie del maestro, Marcella Grossi Chelotti, donna di squisita intelligenza e di grande fascino.[...]

Alva Noto - live in Kyoto

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Alva Noto live in metro - Kyoto - 2006

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