Ha stabilito fin dall’infanzia un rapporto speciale con la chitarra, sua fedele compagna.

L’impegno costante e la passione per la musica hanno portato questo compositore a collaborare prima nel progetto El-Ghor e successivamente ad intraprendere la carriera da solista.

Incontriamo Fucskia al secolo Luca Marino. per raccontare di questa passione e del primo lavoro come intitolato: Photophobie (2009).

A tuo avviso c’è differenza dall’imparare la musica come autodidatta e studiarla?

Sicuramente, la tecnica è un ottimo supporto alla creatività, ma quando questa viene a mancare ci si limita all’esecuzione di qualcosa di estremamente freddo e impersonale.

La tecnica, spesso vincolante e restrittiva, impone dei canoni che in qualche modo devono essere rispettati. Quindi non essere propriamente tecnici in fondo non penso sia tanto un male.

Quando finisce l’avventura con El-Ghor?

Forse quando inizia Fucksia. Ma in realtà non è proprio così. Le influenze degli El-Ghor e il supporto che mi è stato dato proprio dagli stessi mi ha formato e mi ha fatto crescere, non solo artisticamente.

Questa precedente progetto cosa ti ha fatto capire?

Quanto sia importante e vitale la musica. Ho suonato in altri gruppi prima degli El-Ghor ma solo con loro ho trovato la mia dimensione ideale. Un confronto vero e proprio che dura da anni e che spero duri ancora per molto tempo.

Mi racconti di Fucksia, una via verso la musica elettronica?

Fucksia è nato parecchi anni fa, un pò per gioco, un pò per esigenza personale. E’ nato come valvola di sfogo, insieme alla conoscenza dei primi programmi per fare musica. Passavo delle ore a cercare di ricreare tutte quelle melodie che mi risuonavano in testa ogni giorno, tentando di renderle concrete e funzionanti.

Hai pubblicato Photophobie (2009) un lavoro fra suoni ed immagini?

In realtà si. Ogni traccia di Photophobie è un’istantanea, una polaroid di un momento. Un modo per fermare un sentimento o una sensazione e renderla concreta. Ma la consapevolezza che riguardare poi quell’immagine possa suscitare una sensazione simile o uguale, penso mi faccia anche un pò paura, da qui Photophobie.

Quali sono i tuoi abituali ascolti?

Sono cresciuto con la musica punk, che è stato forse il mio primo input verso la musica suonata. Da lì poi ho spaziato in tutti i genere a me più consoni: l’indie, il rock, l’elettronica, il post-rock e il dark. Sicuramente molto importanti sono stati per me gruppi come Notwist, Lali Puna, Mum e vari di stessa matrice. Ma anche Ludovico Einaudi e i primi Green Day 🙂

Se dovessi definire il tuo stile quale aggettivo utilizzeresti?

Direi malinconico.

One thought on “Intervista a Luca Marino in arte Fucksia per “Photophobie” il primo disco”
  1. Ciao!
    Come ti è venuto in

    Ciao!
    Come ti è venuto in mente questo nome? Per la cronica è il mio cognome, comune a pochi miei parenti…

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