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Intervista a Max Fuschetto: "Popular Games" un viaggio influenzato dalla cultura Arbereshe

Intervista a Max Fuschetto: "Popular Games" un viaggio influenzato dalla cultura Arbereshe

Siamo all'ascolto di un lavoro che incontra e gioca con diversi stili dalle atmosfere folk, alle composizioni di musica classica alla musica elettronica. Popular Games un lavoro che ha come filo conduttore la passione dell'Autore nella coniugazione di sonorità raffinate e composizioni colte.

Incontriamo Max Fuschetto autore di Popular Games. Un disco che sembra vivere un contrasto un disco che fonde composizioni fra elettronica, folk ed altro con una copertina “bucolica”. Quale il punto d'incontro?

Popular Games nasce dall’interesse per il suono e le forme in cui esso può strutturarsi; a volte si dimentica che gli stili sono soprattutto forme musicali, in questo disco ho voluto esplorare una serie di modi in cui il suono può organizzarsi e per farlo sono ricorso ad un insieme di elementi che sono patrimonio musicale comune.

Intervista alla Bandadriatica: "Maremoto" un viaggio fra musica e paesaggi

Il nuovo lavoro di Bandadriatica s'intitola Maremoto. Un viaggio fra musica e paesaggi marittimi.

Incontriamo Claudio Prima per conoscere questo nuovo disco.

Maremoto è un disco incentrato sull'incontro?

L’arte dell’incontro ce l’ha insegnata, con pazienza, il mare. Il tempo necessario a conoscersi, a capirsi, a parlarsi, è un tempo necessariamente lungo. Aver preso il mare e aver deciso di andare ad incontrare sull’altra sponda i nostri referenti stilistici e musicali è stata una scelta fondamentale per la genesi di questo disco. Incontrarsi musicalmente significa rimanere da soli uno di fronte all’altro con lo strumento nelle mani. Avere qualcosa da dire e da ascoltare, fare musica insieme per la prima volta. Sentire che c’è un solco comune nelle proprie parole e nelle proprie note. E volerlo seguire fino in fondo, perdersi e aiutarsi sulla strada del ritorno. Ogni brano di questo disco è figlio di un incontro. Tormentato, sensuale, necessario come ogni incontro, e come ogni moto del mare.

Un cd e un dvd dal titolo Rotta per Otranto. Racconti di questo viaggio fra musica e paesaggi marittimi?

E’ stata un’esperienza fondamentale. Sentirsi come i marinai che hanno imparato a parlarsi sulle navi di un tempo, pur provenendo da sponde e culture profondamente diverse tra loro. Si sono trovati a dover convivere lontano dal proprio paese e hanno dovuto sviluppare per sopravvivere nuove lingue e nuovi modi di comunicare. A questi marinai ci siamo ispirati per tracciare la rotta di questo viaggio che tocca una Dubrovnik inaspettata, rinata in 10 anni dalle macerie di una guerra folle che l’aveva rasa al suolo. Dubrovnik che rinasce con tutte le sue storie da raccontare, le sue klapa (cori) di voci maschili antiche e profonde, Ivo Letunic e la sua lijerica che suona e canta insieme riportandoci alle origini della musica croata, Mateo Martinovic che risuona con il piano melodie che ci fanno capire che il nostro viaggio alla ricerca della musica adriatica sta toccando la sponda giusta. In Albania è diverso, Tirana ha una forza tutta in potenza, ti assale e ti stravolge. Durazzo invece è un porto commerciale quasi deserto e a noi non può che ricordare chi è partito da lì per donarsi alle nostre fortune, o a quelle del mare. E’ un porto pieno di malinconia e il nostro concerto nella Torre Veneziana ne è intimamente intriso. A Tirana e a Durazzo la chitarra di Bojken Lako riporta la tradizione albanese ad una dimensione ruvida e attuale e le grida della gente ci chiamano all’ordine. C’è una gran voglia di cominciare a ballare.

Un titolo provocatorio?

Una definizione letterale. Il movimento del mare come segno di rimescolamento e di rigenerazione, percezione concreta che abbiamo vissuto facendoci cullare o scuotere dalle onde, in navigazione. Questo disco è figlio di questa sensazione. Il primo “Contagio” era un disco fatto di suggestioni vissute a distanza, quest’ultimo vive di esperienze dirette, intessute sulla pelle. Il contagio avviene per contatto culturale, sotteso, il maremoto ti travolge, ti inonda di sensazioni che abbiamo cercato di tradurre in musica. E’ peraltro quest’ultimo un disco molto più movimentato del precedente, con ritmiche spinte e sonorità più dure a tratti rock, progressive. Sperimentale e inaspettato. Ma sempre con una storia da raccontare. Come quelle che si vivono o si apprendono in viaggio.[...]

Intervista a Claudio Prima

L'arte della recita per combattere la fame nel mondo. Questo l'obbiettivo dello spettacolo La grande cena di Camilla Cuparo con Ettore Bassi.
Incontriamo al microfono di Patrizio LONGO il compositore Claudio Prima che ha scritto le musiche e racconta questo viaggio fra i suoi numerosi progetti e le diversi passioni per gli strumenti musicali.

Mi racconti del tuo rapporto con il teatro?

Ho cominciato io stesso la mia attività artistica con il teatro. Ed è stata l’esperienza più importante della mia vita. Una riscoperta, un contatto primitivo con la mia espressività fino a quel punto completamente inesplorata. Vivere ancora oggi, da musicista, il palcoscenico di un teatro mi scatena interiormente un’energia autentica. Scrivere le musiche per una piece teatrale mi ha fatto rivivere con gioia le emozioni che avevo provato da attore e ha suscitato in me una gran voglia di riprovarci, vedremo.

Uno spettacolo che guarda al sociale?

La grande cena è uno spettacolo profondamente impegnato. Le tematiche trattate sono di straordinaria attualità. Ho apprezzato molto la schiettezza della scrittura e della regia di Camilla Cuparo, che in questo spettacolo affronta a viso aperto delle urgenze ambientali e sociali che saranno critiche negli anni a venire. E’ uno spettacolo che fa riflettere e che incute un fervido sentimento di inadeguatezza e scuote l’anima e la coscienza degli spettatori.[...]

Ginevra Di Marco in "Donna Ginevra"

Di prossima distribuzione il nuovo lavoro di Ginevra di Marco intitolato Donna Ginevra (Materiali Sonori, distribuzione Edel) presentato presso l’Auditorium Parco Della Musica di Roma.

Anche in questo disco ritroviamo una Ginevra che ama rendere omaggio a quella musica “d’autore“ che più o meno consapevolmente è caratterizzata da una forte matrice popolare, come è successo nel precedente, fortunato Stazioni Lunari prende terra a Puerto Libre.[...]

Tony Esposito: "un bravo impollinatore"


13:51 minutes (5.55 MB)

Prima di affacciarsi sulla scena degli anni '70 ha collaborato con numerosi artisti della nazionali ed internazionali fra cui: Pino Daniele, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini.

Indiscusso percussionista tanto da essere definito "King of percussions" e fra i primi artisti italiani degli anni '80 ad essere esporto all'estero.

Effige della creatività di questo talento la ritroviamo nelle prime pubblicazioni da solista "Rosso napoletano" (1975) e "Processione sul mare" (1976). Prima di abbandonare la sperimentazione ed intraprendere il percorso che lo porterà al successo. Gli anni '80 rappresentano, infatti, l'acme di Tony Esposito.
Un viaggio fra ritmiche provenienti da diverse culture ed innovazione. Abile costruttore di strumenti unici per melodia che hanno dato successo a canzoni come "Kalimba de Luna" diventata fotografia della scena partenopea anni '80.

Incontriamo il musicista al microfono di EXTRANET per ripercorrere questi momenti di grande successo fra sperimentazioni, ritmo e voglia di conoscere nuove culture.

Intervista a Tony Esposito: "un bravo impollinatore"

Prima di affacciarsi sulla scena degli anni '70 ha collaborato con numerosi artisti della nazionali ed internazionali fra cui: Pino Daniele, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini. Indiscusso percussionista tanto da essere definito "King of percussions" e fra i primi artisti italiani degli anni '80 ad essere esporto all'estero. Effige della creatività di questo talento la ritroviamo nelle prime pubblicazioni da solista "Rosso napoletano" (1975) e "Processione sul mare" (1976). Prima di abbandonare la sperimentazione ed intraprendere il percorso che lo porterà al successo. Gli anni '80 rappresentano, infatti, l'acme di Tony Esposito. Un viaggio fra ritmiche provenienti da diverse culture ed innovazione. Abile costruttore di strumenti unici per melodia che hanno dato successo a canzoni come "Kalimba de Luna" diventata fotografia della scena partenopea anni '80. Incontriamo il musicista al microfono di EXTRANET per ripercorrere questi momenti di grande successo fra sperimentazioni, ritmo e voglia di conoscere nuove culture.

Al ritmo delle percussioni di Tony Esposito

Vibrazioni Mediterranee è il progetto del percussionista Tony Esposito che all'attivo vanta numerose collaborazioni con artisti della scena nazionale ed internazionale fra cui: Pino Daniele a Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Gino Paoli, Roberto Vecchioni ed altri.
Questa produzione è basata sul ritmo ad affiancare il percussionista anche Martino De Cesare. Un set dai colori mediterranei come si comprende dal titolo per coniugare “tribalità” e raffinatezza.
Al microfono di EXTRANET a breve incontreremo l'artista che è stato nel Salento per la rassegna “Creatività. Giovani Artisti in Tour” organizzata da Mad Managment.
Nel corso della carriera Esposito è stato fra i pochi artisti italiani ad essere esportato all'estero negli anni '80 inoltre la passione per la sperimentazione li permette di ricevere il titolo di "King of percussions".

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