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Intervista ai Sintomi di Gioia: "Segnalibro" racconti di vita quotidiana

Intervista ai Sintomi di Gioia: "Segnalibro" racconti di vita quotidiana

Un quartetto rock-cantautoriale, si descrivono con queste parole. Il primo disco s'intitola Segnalibro, dieci racconti di vita quotidiana.

Incontriamo al microfono di Patrizio Longo i Sintomi di Gioia con Luca Grossi, la voce, per raccontare questa avventura. Quali sono i vostri “Sintomi di gioia”?

Sono solo dei sintomi. Quindi non c’è una gioia incondizionata, la malattia, ma c’è una sensazione, una continua riflessione un pò così come accade spesso.

Quando avete iniziato questa avventura?


Fausto ed io tredici anni fa circa. I Sintomi di gioia sono nati nel 2000.

Dove la scelta di utilizzare strumenti rivolti alla musica classica per sonorità rock?

Il rock è classico. Noi abbiamo usato il violoncello anche come strumento solista ma è doveroso sottolineare che gli archi hanno sempre fatto parte della sonorità rock in generale. Basta pensare ai Beatles giusto per citare la storia.

Intervista a Matteo Remitti & Stefano Fiz Bottura: "Giovanni Lindo Ferretti: canzoni, preghiere, parole, opere, omissioni"

Intervista a Matteo Remitti & Stefano Fiz Bottura: "Giovanni Lindo Ferretti: canzoni, preghiere, parole, opere, omissioni"

Un percorso individuale non semplice quello di Giovanni Lindo Ferretti fatto da scelte spesso forti ed estreme contro il sistema, soprattutto quello cristiano per poi redimersi ed accoglierlo come credo di vita.

Insieme con Massimo Zamboni, in un incontro casuale, avvenuto in una discoteca in Germania, hanno portato ed affermato il punk progressivo in Italia.

È decisamente una figura carismatica ed ha rappresentato un riferimento per migliaia di giovani italiani anni ottanta, quello della contro cultura.

Un viaggio dagli Appennini italiani alla Berlino divisa del dopoguerra, da Sarajevo alla Mongolia, dal punk filosovietico degli anni Ottanta.

A distanza di venticinque anni dalla pubblicazione di Ortodossia (1984) il disco che presentava al pubblico i CCCP – Fedeli alla linea, Matteo Remitti e Stefano Fiz Bottura hanno voluto raccontare in Giovanni Lindo Ferretti: Canzoni, preghiere, parole, opere, omissioni (2010 – Arcana) il singolare percorso di questa personalità a volte inquieta.

Perché la scelta di rendere tributo alla personalità di Ferretti con questo libro?

Non direi proprio che sia un "tributo". È un tentativo di mettere in fila le cose, una biografia artistica, probabilmente non del tutto convenzionale. Avevamo tutte le intenzioni di evitare un'opera agiografica, da un lato, e i facili attacchi a testa bassa, dall'altro, considerato che ultimamente su Ferretti si sentono solo estremizzazioni in uno di questi due sensi. D'altra parte, abbiamo scritto pagine che non sono certo equilibrate, né pacate, né equidistanti. Anzi. E non solo per l'alta frequenza di esperienze raccolte o vissute da noi in prima persona. Poi, al solito, se il tentativo sia riuscito o meno non possiamo deciderlo noi.

Intervista ai Gualeve: sonorità creative dal rock progressive al noise

Intervista ai Gualeve: sonorità creative dal rock progressive al noise

Come spesso accade per le band sono alcuni amici che si ritrovano a condividere passioni ed intraprendere nuove direzioni. Sono i Gualeve a percorrere questa strada, accomunati dalla passione per la musica e per la scrittura.

Il loro primo cd s'intitola L'età del ferro. Un disco che sembra essere stato influenzato dal rock progressivo dei CCCP – Fedeli alla linea.
Suonano una musica che li presenta ragazzi introversi. Mirano ad affermare il loro suono raccontando descrivendo stati d'animo e i bisogni dei alcuni giovani salentini.

Incontriamo Alessandro Gatto per raccontare di questa band e del primo disco. Quale il messaggio che volete promuovere in L'età del ferro?

Non c'è un messaggio preciso che si vuole dare, tutto è affidato alla libera interpretazione dell'ascoltatore, ciò che si sente maggiormente fruire dall'album è un disagio sociale che viviamo.

L'album si apre con un pezzo intitolato Come può,nel testo del brano si ha un chiaro riferimento al contrasto tra uomo e natura, l'uomo infatti si pone delle domande di cui non avrà mai risposta.

Dopo Come può c'è il pezzo che dà il titolo all'album, L'età del ferro, anche qui si trova di nuovo l'eterno scontro tra la natura e il progresso umano; Epitaffio di un'amore parla delle passioni che consumano, L'oro di Mida parla dell'avidità umana, la canzone Vendetta e perdono è nata quasi per gioco e impersonifica lo scontro tra la vendetta e il perdono, infine l'album si chiude con La n°6 che parla dell'impotenza dell'uomo e delle cose soggette all'usura del tempo.

Jimi Hendrix: "Foxy Lady"

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http://www.youtube.com/watch?v=OqQOaA2LPRo

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