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Intervista a Max Gazzè: "Quindi?"

Intervista a Max Gazzè: "Quindi?"

«La richiesta di una conclusione o l'invito a proseguire, a specificare. Tra chi insegue l'emozione della partenza e chi persegue la certezza dell'arrivo, c'è chi preferisce semplicemente il viaggio.»

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Max Gazzè. Bentrovato!

Grazie, bentrovato a te!

Quindi? Una parola che racchiude l'essenza del nuovo lavoro?

Sì, un concetto, un essenza... è una parola che non significa nulla, se non un invito a proseguire o a terminare una conversazione: un momento di sospensione in cui è racchiusa l'essenza del significato di Quindi?.

Mentre iniziamo il nostro incontro, viene diffuso alla radio il nuovo singolo, A cuore scalzo. Quale il messaggio?

A cuore scalzo, più che un significato letterale, rappresenta l'associazione di idee in cui si può trovare il significato... ciò che l'associazione di questi due termini comunica.

Il segreto della tua musica sta nel costruire strutture musicali semplici e testi ricchi di spunti per riflessioni?

Sì, certo... è chiaro che a me piace la musica che abbia una melodia, una complessità anche armonica. In passato ho fatto dei testi in cui c'era da decodificare un significato, in cui si doveva andare un po' oltre quella che era l'espressione superficiale del testo. Però credo che le canzoni debbano avere una loro condizione al di là della necessità di dover tradurre un linguaggio. Per cui canzoni di quest'ultimo album, come Mentre dormi, narrano qualcosa. Come un amore primordiale, qualcosa che non ha bisogno di decodifica, arriva così com'è. Invece, nei testi più complicati, a volte è più importante l'assonanza, la musicalità stessa del testo, al di là del significato letterario.

Intervista a Martino Corti: "Stare qui" un percorso che sembra già scritto?

Intervista a Martino Corti: "Stare qui" un percorso che sembra già scritto?

Un ragazzo che si avvicina al mondo del canto accompagnando il nonno e lo zio che suonano il piano. Durante il percorso di studi incontra Mara Maionchi ed il marito Albero iniziando così una collaborazione artistica, nella nota factory. Perfeziona così uno stile lontano dai propri ascolti adolescenziali dal sapore di musica oltre oceano.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Marino Corti, per raccontare del suo primo album Stare Qui. Bentrovato Martino?

Buon giorno a tutti, ciao Patrizio.

Potremmo iniziare questo racconto dicendo che è un'avventura iniziata nella tua infanzia?

È vero, fin da piccolo amavo cantare accompagnato da mio nonno o da mio zio che erano pianisti..Ricordo che cantavo sempre Generale di De Gregori.

Un gioco che diventa lavoro?

Più che un gioco una passione che diventa lavoro.. Il mio sogno e credo quello di tutti, è sempre stato quello di riuscire a fare nella vita una cosa che mi piacesse, dove poter dare e ricevere tanta energia..Se riuscirò a vivere cantando e suonando avrò realizzato il mio sogno!

Racconti d'Autore l'intervista a Don Backy: l'Essere contro corrente

Racconti d'Autore l'intervista Don Backy: l'Essere contro corrente

Ha conquistato i giovani in Italia degli anni 60/70, con il suo aspetto fuori dai canoni sociali del periodo e con la sua musica, che aveva come tema principale l'Amore universale.

La sua creatività è riuscita ad esprimerla non solo nella forma canzone ma anche scrivendo libri e disegnando fumetti. Un artigiano della creatività.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Don Backy. Iniziamo a parlare del nuovo libro, Storia di altre storie: (1970 - 1980). La foto personale di quel periodo?

Sì, la mia storia magica musicale, diciamo. Più che altro, un affresco di tutto questo cinquantennio. Con questo secondo volume approdiamo al 1980, ma la mia intenzione è quella di arrivare quasi ai giorni nostri, infatti ho già iniziato a scrivere il terzo (1980/19..). La mia avventura personale racconta di un'Italia che non c'è più, anche nel sociale. Sullo sfondo di questo mio lungo cammino ci sono descritti molti episodi salienti, che hanno caratterizzato la vita di quel periodo. Per fare un esempio, c'è la citazione del primo lancio dello Sputnik nello spazio, con la cagnetta Laika a bordo. Ora vado a braccio, con quello che mi ricordo: la morte di Marilyn Monroe, di James Dean, l'avvento della televisione nel ‘54. I cambiamenti della moda: il taglio dei capelli alla Vergottini per le signore, le borse di Camerino... svariate citazioni che fanno ambiente, e raccontano un'Italia in bianco e nero che non esiste più. La mia storia è un pretesto, un po' come il viaggio di Dante guidato da Virgilio. Ecco, io sono il Virgilio del lettore, che a questo punto diventa il Dante al quale faccio vivere (o rivivere) quel tipo di Italia.

Intervista a Giuseppe Peveri alias Dente: "L'amore non è bello"

Dente

Parlando delle sue canzoni preferisce non dare ulteriori chiarimenti, affermando: «Volevo appunto che le canzoni rimanessero protagoniste assolute, che emergessero parole e melodie. Dei singoli brani, dei temi e di quello che ci sta dietro mi risulta difficile parlare perché sono canzoni autobiografiche e alle quali non vorrei aggiungere didascalie, perché per me stanno in piedi da sole.» Un carattere che sembra avere un aspetto ermetico che probabilmente evidenzia la sensibilità dell'autore.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Giuseppe Peveri in arte Dente per parlare dell'ultimo lavoro: L'amore non è bello (2009 – Ghost records).

Quando è stato pensato questo nuovo disco. Erano canzoni già scritte?

Il disco è stato registrato tra agosto e settembre 2008 raccogliendo canzoni scritte nell'arco dei due anni precedenti, quindi ci sono composizioni diciamo più o meno recenti.

Intervista a Davide Tosches: "Dove l'erba è alta"

È al suo primo esordi discografico Davide Tosches, dopo Stressmog! un disco auto prodotto, il suo nuovo lavoro s'intitola: Dove l'erba è alta un disco dai suoni avvolgenti che stabilisce un intenso rapporto con la natura.

Il compositore e scrittore Giancarlo Onorato parlando del lavoro lo definisce come “Una musica di suoni e non di note”.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Davide Tosches per raccontare questo percorso musicale.

Mi fa piacere iniziare l'intervista con la domanda: "Dove l'erba è alta"?

A me invece fa piacere ringraziarti per l'intervista come prima cosa. Dove l'erba è alta è un luogo dove non ci sono tracce di civiltà, è un posto dove posso sentirmi a casa ma sono comunque ospite perché non voglio dare alcun disturbo agli animali e alle piante. È sempre più necessario che come uomini civilizzati impariamo a rispettare gli spazi delle altre creature senza credere che il mondo sia esclusivamente nostro. Se perdiamo di vista questo valore rischiamo di distruggere quasi tutto quello che abbiamo di importante e che spesso non consideriamo. La natura è il luogo dal quale veniamo, non è una cosa esterna alle città, al nostro modo di vivere e alle nostre nevrosi. È un dato di fatto, ma è anche un invito a non perdere di vista le cose fondamentali nella quotidianità, per evitare conflitti con noi stessi e con gli altri, uomini, animali o piante che siano.[...]

Intervista a Roberto Vecchioni: "espressioni d'arte fra poesia in musica"

Intervista a Roberto Vecchioni: "espressioni d'arte fra poesia in musica"

È un punto di riferimento della musica italiana, ha scritto e collaborato con i più noti della scena nazionale. I suoi testi fotografano una società in continuo cambiamento. Ha calpestato i palcoscenici dei più rappresentativi festival da Sanremo al Premio Tenco di cui recentemente ha anche prestato la voce per la realizzazione di un Cd di inediti.

Non è solo un paroliere è anche uno scrittore e poeta contemporaneo con all'attivo diverse pubblicazioni.

Un uomo che racconta le proprie emozioni attraverso la parola nelle sue differenti forme espressive dal canto alla scrittura all'insegnamento.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo il professore Roberto Vecchioni che sta promuovendo il disco In-Cantus e il libro e Scacco a Dio espressioni di racconti fra musica e poesia. Bentrovato Signor Vecchioni!

Buonasera Patrizio, grazie per la chiamata!

Iniziamo a parlare di In-Cantus un progetto fra musica e poesia. Quanto le piace sperimentare?

Tantissimo, credo che sia la cosa più importante. Vede, c'è una specie di elemento ricorrente nella mia vita: mi stanco subito della ripetitività. Voglio sempre fare qualcosa di nuovo. Anche nella canzone d'autore, ogni disco è sempre stato più vario di quello di prima. Poi, diventando vecchio, ho pensato: «Adesso basta con le melodie da musica leggera, per quanto si cerchi di farle alte.» Così ho provato il jazz, ho fatto due anni con Fariselli e Dalla Porta, centoventi concerti. Adesso invece provo il sinfonico, e non è una presunzione o un'assurdità: è un modo di provare che, fatto con dignità e umiltà, ha un valore emozionale che può arrivare a tutti. Soprattutto se le parole sono di adesso, di oggi, moderne, e parlano dell'umanità e del mondo.[...]

Intervista a Giuseppe Di Gennaro: "Multiforme Uno"

Parlando di sé afferma che leggendo l'impegno e il disimpegno sociale e miscelando tradizione ed innovazione definisce lo spazio compositivo. Attraverso questi principi l'Autore ha scritto Multiforme Uno il primo singolo.

Incontriamo Giuseppe Di Gennaro per conoscere quali i principi che hanno portato a scrivere questo lavoro.

Perché Multiforme Uno?

Ho pensato a lungo su come avrei potuto chiamare questo singolo e per fare questo non volevo e non potevo prescindere dal mio progetto preesistente. E’ importante dire che questo singolo comprende tre pezzi che ho selezionato da un progetto originario a 12 tracce, rimasto inedito, che avevo intitolato programmaticamente “Multiforme” e che ora, si è preferito non pubblicare per intero nell’ottica di una pubblicazione a più fasi. Multiforme Uno quindi per questi motivi. “Uno”, naturalmente, anche perché si tratta del mio primo singolo ufficiale che si potrà acquistare, colgo l’occasione, nei prossimi giorni su tutti i circuiti di vendita di musica sul web.[...]

La vita di Marianne Faithfull in un film

Nel 1994 Marianne Faithfull pubblica la propria autobiografia, quella di un'Artista considerata fra i più apprezzati cantanti e autori pop. Insieme a Mick Jagger, con cui è stata anche fidanzata, ha firmato per i Rolling Stones  indimenticabili successi come As tears go by (firmata Richards, Jagger) e Sister Morphine (firmata Faithfull, Jagger, Richards).

La vita della cantante britannica sta per diventare un film, come dichiarato dalla stessa autrice ai microfoni del network americano Bbc.

Il film sarà ispirato alla biografia del 1994 dove si raccontano anche gli aspetti professionali e le storie con Mick Jagger e Bon Dylan.

La cantane durante la presentazione ha annunciato: «Abbiamo trovato un regista che stimo e che vuole fare un film dal libro».

Intervista a Carlo Contocalakis

Al suo primo lavoro da solista Carlo Contocalakis, musicista di Napoli racconta di L’onda e il fiore.

Quando nasce il tuo lavoro intitolato L'onda e il fiore?

Il lavoro L’onda e il fiore nasce nell’estate 2007 come stesura di testi e melodie, dopo i buoni risultati ottenuti dal mio primo singolo Fuori dagli schemi, datato febbraio 2007. Esattamente un anno dopo, cioè nel febbraio 2008, si conclude il missaggio e il mastering del mio primo Ep, L’onda e il fiore per l’appunto, iniziando la fase di promozione e di preparazione per il live.

Un viaggio introspettivo che attraverso la musica esprime i dubbi dell’Artista?

Io direi i dubbi e nello stesso tempo le certezze. L’argomento che pervade il lavoro è sicuramente l’amore, con le sue perplessità e le sue paure, con l’ansia perché no di fare passi falsi e giocarsi così un pezzo della propria anima. Indubbio è che l’Artista esprime anche le certezze, legate alla consapevolezza di poter riassaporare sensazioni e attimi ineguagliabili, intrisi di vita e di energie positive che lo hanno ispirato ed accompagnato nel suo primo viaggio cantautorale.[...]

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