Incantato dalla voce storica di Claudio Capone, narratore indimenticabile di SuperQuark, ed affascinato dal potere evocativo del suono, Michele Lettera si avvicina al mondo del doppiaggio e della recitazione fin da giovanissimo.

Inizia così il suo percorso artistico, che oggi lo vede riconosciuto come professionista del settore: attore, doppiatore, narratore e docente di dizione e public speaking.

Accanto al lavoro in studio, è molto seguito anche sui social, dove con pedagogica ironia commenta video e cadenze regionali, giocando con gli accenti italiani per educare divertendo.

Intervista a Michele Lettera

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Michele Lettera per raccontare questo viaggio tra suoni ed emozioni.

Durante l’incontro ripercorro le tappe più significative del suo percorso artistico. Tutto parte dall’infanzia, davanti alla televisione, rapito dalla timbrica profonda e magnetica di Claudio Capone: una voce che accende una scintilla destinata a diventare vocazione.

Intervista a Michele Lettera

Nell’incontro con Michele emerge un concetto chiave: la voce non è solo tecnica, ma soprattutto emozione. Respirazione, pause, dizione e intonazione sono fondamentali, ma prive di senso se non trasmettono verità. La tecnica, continua, serve a far arrivare meglio ciò che si prova davvero.

Non manca il racconto della gavetta, fatta anche di esperienze surreali e divertenti, come quando agli inizi prestava la voce alle prime radio sexy, registrando in casa con vicini ultraottantenni oltre la parete. Un episodio imbarazzante, oggi diventato un ricordo prezioso.

La svolta arriva con una telefonata inaspettata dalla RAI: una regista lo sceglie per la narrazione dei documentari, preferendolo a una delle voci storiche del settore. Da lì prendono forma spot pubblicitari, audiolibri e produzioni televisive di rilievo.

Alla domanda su cosa ami di più tra pubblicità e documentari, Michele non sceglie: entrambe continuano a emozionarlo come il primo giorno. Per lui il lavoro resta una missione emotiva.

Ampio spazio viene dato anche al lato social, dove attraverso il personaggio di Robertino gioca con la cadenza napoletana e gli accenti regionali, mescolando comicità e didattica. Un’attività diventata nel tempo un vero lavoro parallelo.

Tra i messaggi che riceve, molti arrivano da persone che vivono momenti difficili e trovano nei suoi contenuti qualche minuto di serenità. Un valore umano che per Michele supera qualsiasi numero.

Intervista a Michele Lettera

Non mancano le critiche, affrontate con ironia quando sterili e con dialogo quando costruttive.

Sul piano personale emerge una famiglia lontana dal mondo dello spettacolo ma sempre aperta alla valorizzazione delle sue passioni, fino all’emozione collettiva davanti alla TV per il primo documentario in RAI.

L’intervista si chiude con un momento suggestivo: Michele prende il microfono e interpreta un brano di documentario, dimostrando come una voce possa trasformare le parole in immagini.

Un viaggio intenso tra tecnica, ironia ed emozioni, dove la voce diventa strumento di racconto e connessione umana.

Al microfono di System incontriamo Michele Lettera in un viaggio tra suoni ed emozioni.

Foto Articolo: Michele Lettera

Foto Copertina: Maxwell Hunt su Unsplash

Un commento a “Michele Lettera: “lo strumento Voce””

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