Presentatevi a vicenda.

Daniele Valentini basso, Pako Longo voce e chitarra, Giorgio Duca chitarra, Sandro Salomone batteria.

Come e quando nasce il vostro progetto?

Pako: Il progetto nasce per necessità come direbbero in molti. Desiderio di esprimersi ma nella fattispecie, nasce dalla casuale risposta ad un annuncio messo nella bacheca del mitico Bandiera.

Daniele: I Coma (prima di esserlo) meno Pako avevano affisso la richiesta di cantanti e Pako ha risposto. I Comaberenice cmq nascono nel 2004, estate 2004.

“Comaberenice”, come nasce il vostro nome?

Pako: Il nome è ovviamente il cruccio di ogni band soprattutto italiana che tiene a non utilizzare una caratterizzazione nominale straniera (letter of a saint, piuttosto che loud and proud) e deve quindi smascherare se stessa con un nome.

Sandro: Comaberenice è nato per via del mito della nascita della chioma di Berenice costellazione che sembra aver preso vita dall’avvicinamento di stelle distanti anni luce tra loro.

Daniele: L’idea era quella di rendere chiaro il nostro incontro e l’origine del nostro suono. Punti lontani tra loro e legati… dalla magia.

Quali sono i punti intoccabili per i Comaberenice?

Daniele: La nostra musica. Il suono, l’atmosfera. La voglia di trasmettere emozioni. Insomma, dovete venire ad un nostro concerto e trasformarvi in parte della band.

Com’è il vostro rapporto con gli altri membri della band?

Sandro: Siamo una famiglia… con tutto quello che ne consegue.

Qual’è il significato del logo della band?

Giorgio: E’ una stella bianca stilizzata in un cielo nero, elementi diametralmente opposti. I due lati della medaglia Comaberenice, i due demoni che ci sfamano a vicenda.

“L’ Oceano Facile”, il vostro album di debutto, come è nata l’idea di un concept album?

Giorgio: Scrivendo i pezzi. L’esigenza era quella di estrapolare… di strappare via dai nostri pensieri un’idea… non le solite 10 canzoni ma una storia… che però non fosse nemmeno la solita storia raccontata come un diario. Un viaggio. Fatto di ricordi spesso confusi ma forse più vivi, più devastanti.

Chi e cosa vi ha maggiormente ispirato?

Pako: Direi, e credo di rispondere per tutti, quello che circola nelle vene, quello che ferisce i nostri occhi, quello che colma i nostri sensi. La vita che abbiamo incontrato, vissuta o semplicemente riflessa.

In quale canzone vostra e di altre band vi rispecchiate maggiormente?

Preferiremmo rispecchiarci nei nostri lavori.

Daniele: io dico “Spore di fuliggine”

Sandro: per me forse “Strada senza memoria”

Giorgio: “Frontiera”

Pako: idem. “Frontiera”

Quali aspettative avete per il vostro disco e quali sono le difficoltà maggiori a vostro giudizio per una band emergente in Italia?

Daniele: Le difficoltà sono assolutamente date dalla diffidenza degli addetti ai lavori e dalla mancanza di credibilità che un gruppo emergente ha, spesso causato dalla enorme diffusione di musica originale che non ha filtri e quindi lascia tutti in un unico calderone di mediocrità.

Sandro: Le nostre aspettative per il disco sono quelle di poterlo portare in giro con un tour promozionale (al quale stiamo lavorando) e farci notare da media e addetti ai lavori (quelli diffidenti!!!)

Rinuncereste a cantare in italiano per questioni logistiche legate all’ esportazione all’estero o per “accattivare” eventuali ascolti meno attenti?

Pako: No. O almeno, lo faremmo se fosse un qualcosa in più. L’italiano certo non ha la “duttilità” dell’inglese ma è una lingua carica di sfumature che vale la pena di esportare.

Quali secondo voi le caratteristiche che deve avere un gruppo emergente per poter interessare?

Daniele: Grinta, coraggio, e forse una forte credibilità da riuscire a trasmetterla…

Sandro: Personalità e originalità

Descrivete il vostro live. A chi non ha ancora avuto modo di vedervi?

Giorgio: E’ un oscillante precipitare di emozioni, immagini. È rock che ti colpisce allo stomaco.

Come reputate i metodi di diffusione tramite il passa parola?

Pako: Forse la forma di pubblicità più reale e meno corrotta.

Spazio libero. Dite quello che volete?

Daniele: Fateci suonare e non perdetevi nemmeno un concerto.

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