Il Dizionario del Festival di Sanremo di Eddy Anselmi non è soltanto un libro, ma un viaggio nella memoria collettiva della musica italiana.

In questa intervista con l’amico Eddy ripercorriamo la nascita e l’evoluzione di un’opera monumentale, tornata in libreria dopo diciassette anni in una versione aggiornata al 2025.

Intervista a Eddy Anselmi il Dizionario Festival di Sanremo

Un lavoro che unisce rigore storico e passione narrativa, capace di parlare tanto agli studiosi quanto ai semplici appassionati.

Sanremo diventa così uno specchio dell’Italia, dei suoi cambiamenti e delle sue contraddizioni. Tra protagonisti celebri e figure meno note, il Dizionario restituisce dignità a ogni storia.

Un atlante emotivo che racconta chi siamo stati e chi continuiamo a essere. Un libro da consultare, ma soprattutto da vivere.

Un viaggio che parte dalle cantine, dai conservatori, dai furgoni e dalle corriere. E arriva sul palco più famoso d’Italia. Eddy racconta il mestiere più che il mito, la disciplina più che la leggenda. Le vite, prima delle canzoni. E ci ricorda, forse, che ogni nota porta con sé una storia.

Al microfono di Patrizio Longo con Eddy Anselmi

Trascrizione intervista con Eddy Anselmi per il Dizionario del Festival di Sanremo 2025

In questi giorni in cui l’aria profuma già di Festival, abbiamo intrapreso con gli ascoltatori un viaggio speciale dentro la memoria musicale italiana, incontrando Eddy Anselmi e il suo straordinario Dizionario del Festival di Sanremo. Non un semplice libro, ma un vero album di famiglia della nostra canzone.

Intervista ad Eddy Anselmi per il Dizionario del Festival di Sanremo

Settantacinque edizioni di Sanremo per scrivere un mosaico di 2.828 vite con cantanti, autori, musicisti, conduttori, presenze celebri e altre quasi invisibili, ma tutte parte della storia. Storie di gavetta, di sogni che sbocciano e di altri che si fermano dopo una sola apparizione, di carriere luminose e di passaggi fugaci che però restano impressi nel tempo.

Mi ha raccontato inoltre Eddy come questo ritorno in libreria, dopo diciassette anni, nasca dal desiderio di rimettere ordine in un racconto che non smette mai di crescere. Nuove canzoni, nuove generazioni, nuove biografie: un lavoro continuo, come curare un giardino che ha bisogno di attenzione per non perdere bellezza e memoria.

Abbiamo riflettuto sul perché abbia scelto di partire dalle persone e non dalle classifiche. Perché Sanremo, prima di tutto, è fatto di vite: di chi studiava in conservatorio, di chi suonava in cantina, di chi oggi nasce artisticamente tra i banchi di scuola e nei piccoli studi di produzione. Un racconto italiano fatto di impegno, determinazione e trasformazioni sociali.

Ci siamo anche soffermati sul ruolo degli autori, un tempo veri protagonisti del Festival e oggi spesso nascosti dietro i riflettori dei cantanti, pur essendo l’anima delle canzoni che restano nella memoria collettiva.

Tra le storie più sorprendenti, Eddy ha condiviso quella di Alberto Cavaliere, deputato che vinse Sanremo come autore senza poter firmare ufficialmente il brano. Nel 1957 scrisse Corde della mia chitarra, ma, essendo un deputato della Repubblica italiana, il suo nome fu omesso dai titoli della canzone e dal disco.

Questa vicenda, rimasta ai margini della storia ufficiale del Festival, è oggi finalmente riportata alla luce, rivelando un episodio curioso e affascinante che intreccia musica e politica.

Parlando della manifestazione come specchio dell’Italia, è emerso un ritratto fatto di ambizioni, illusioni, successi e delusioni. Un lungo film composto da oltre duemila canzoni che, una dopo l’altra, raccontano il nostro costume, la nostra società, i nostri sogni.

Intervista a Eddy Anselmi per il libro Dizionario Festival di Sanremo

Abbiamo osservato anche come il Festival abbia saputo rinnovarsi, tornando ad abbracciare il pubblico giovane senza perdere il legame con la tradizione, diventando negli ultimi anni sempre più inclusivo e vivo.

Sul piano personale, Eddy mi ha confessato quanto ogni edizione di Sanremo sia intrecciata ai momenti della propria vita: alcune come colonne sonore luminose, altre come sfondo di periodi difficili. Ed è forse per questo che questo evento continua a parlarci così profondamente.

Il suo augurio è che questo libro arrivi a tutti: a chi ama la musica, a chi studia, a chi cerca ispirazione, a chi vuole guardare al passato per immaginare il proprio futuro.

Saluto Eddy con la consapevolezza di aver raccontato non solo un libro, ma una parte viva della nostra storia. Perché Sanremo, anno dopo anno, non racconta solo canzoni: racconta noi.

Foto: Ufficio Stampa

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