C’è una linea immaginaria che attraversa il Mediterraneo, sospesa tra il porto di Napoli, le derive del jazz metropolitano e l’ironia feroce della canzone d’autore.

Quella linea oggi prende il nome di 40N 14E, nuovo lavoro di Daniele Sepe, quarto capitolo dell’avventura di Capitan Capitone e i Fratelli della Costa e trentasettesimo album di una delle figure più irregolari, colte e libere della musica italiana contemporanea.

Daniele Sepe il vinile 40N 14E

Il titolo è una coordinata nautica, un punto al largo della costa napoletana, ma soprattutto una dichiarazione d’identità. Sepe non ha mai concepito la musica come un territorio statico: il suo è sempre stato un viaggio continuo tra culture, linguaggi e collisioni sonore. E il mare, presenza concreta e simbolica nella sua vita, diventa qui geografia interiore, spazio di osservazione del mondo e delle sue contraddizioni.

A dieci anni dalla nascita di Capitan Capitone e a cinquanta dalla sua prima incisione con gli Zezi, l’Autore torna al comando di un equipaggio sterminato di musicisti, cantanti e autori, costruendo un disco che suona come una radio pirata lanciata nel caos del presente. In 40N 14E convivono rock e funk, blues e trap, neomelodico e lirica, rap e teatro musicale, in un mosaico sonoro che rifiuta qualunque forma di purezza stilistica.

Ma il tratto distintivo resta la scrittura: colta senza essere accademica, politica senza trasformarsi in slogan, ironica senza mai diventare caricatura. Daniele Sepe osserva le degenerazioni culturali contemporanee con lo sguardo tagliente di chi conosce profondamente la tradizione popolare e sa quanto sia fragile il confine tra satira e realtà.

Nel disco trovano spazio anche omaggi rivelatori: Frank Zappa riaffiora in una sorprendente rilettura di Willie The Pimp in lingua napoletana, mentre gli Squallor vengono evocati attraverso Cornutone, in un dialogo ideale con la grande tradizione dell’irriverenza italiana. E poi c’è Clint East Sax, tributo insieme cinematografico e musicale a Clint Eastwood e Ennio Morricone, due immaginari fondamentali per comprendere l’universo estetico di Sepe.

Artista trasversale per definizione, Daniele Sepe continua a muoversi fuori da ogni recinto: jazzista, narratore, arrangiatore, autore di colonne sonore e instancabile costruttore di connessioni musicali. Da Lavorare Stanca fino alle collaborazioni con Stefano Bollani, Vinicio Capossela e Gonzalo Rubalcaba, la sua traiettoria racconta una musica che non ha mai smesso di interrogare il presente.

Con 40N 14E, Sepe conferma ancora una volta che Napoli, quando incontra l’intelligenza musicale e il coraggio dell’invenzione, può diventare una coordinata universale.

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