Davide Tosches

Davide Tosches: "Il lento disgelo"

Davide Tosches: "Il lento disgelo"

Prosegue in questo secondo lavoro la linea sonora di Davide Tosches presentata in Dove l’erba è alta. L'ascolto è dato da attimi di sonorità intense che si intrecciano perfettamente con il richiamo della natura, un richiamo forte che spinge l'individuo a confrontarsi con gli altri ma non prima di aver letto nel suo essere più profondo.

Stiamo ascoltando Il lento disgelo per Controrecords / New Model Label, un cd che potremmo definire “fuori stagione” ma solo analizzando l'aspetto ciclico del tempo. I suoni avvolgenti, le liriche oniriche ed incentrate all'individuo alla sua essenza. Questi gli elementi di un lavoro che rifinisce l'aspetto sonoro non trascurando quello estetico.

Al cd si apprezzano diverse partecipazioni da: Dan Solo (Marlene Kuntz, Petrol), Carlo Actis Dato, Ramon Moro, Mao, Federico Sirianni, Roberto “Robbo” Bovolenta (El Tres, Amici di Roland), Andrea Ruggiero (Giorgio Canali, Operaja Criminale e molti altri), giusto per citare i più conosciuti.

Intervista a Davide Tosches: "Dove l'erba è alta"

È al suo primo esordi discografico Davide Tosches, dopo Stressmog! un disco auto prodotto, il suo nuovo lavoro s'intitola: Dove l'erba è alta un disco dai suoni avvolgenti che stabilisce un intenso rapporto con la natura.

Il compositore e scrittore Giancarlo Onorato parlando del lavoro lo definisce come “Una musica di suoni e non di note”.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Davide Tosches per raccontare questo percorso musicale.

Mi fa piacere iniziare l'intervista con la domanda: "Dove l'erba è alta"?

A me invece fa piacere ringraziarti per l'intervista come prima cosa. Dove l'erba è alta è un luogo dove non ci sono tracce di civiltà, è un posto dove posso sentirmi a casa ma sono comunque ospite perché non voglio dare alcun disturbo agli animali e alle piante. È sempre più necessario che come uomini civilizzati impariamo a rispettare gli spazi delle altre creature senza credere che il mondo sia esclusivamente nostro. Se perdiamo di vista questo valore rischiamo di distruggere quasi tutto quello che abbiamo di importante e che spesso non consideriamo. La natura è il luogo dal quale veniamo, non è una cosa esterna alle città, al nostro modo di vivere e alle nostre nevrosi. È un dato di fatto, ma è anche un invito a non perdere di vista le cose fondamentali nella quotidianità, per evitare conflitti con noi stessi e con gli altri, uomini, animali o piante che siano.[...]

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