Intervista ai TenMidnight

TenMidnight che musica suonate?

Siamo cinque musicisti (alcuni non più giovanissimi) che si trovano insieme con la comune passione di suonare. E fin qui, niente di strano. Ma ad essere un po' strana è la nostra musica. Possiamo definirla "Rock Progressive", ma in effetti essa sfugge un po' anche a questa definizione. Alcuni elementi della nostra musica non sono del tutto assimilabili al prog: ad esempio, l’uso dei cori, di cui facciamo uso abbondante, e di una voce piuttosto aggressiva (cori e voce sono tutti gentilmente forniti dal nostro batterista Robby). Una nostra "mania" consiste infatti nel cercare di andare al di fuori degli schemi musicali, per stupire l'ascoltatore con soluzioni particolari, inaspettate. Altre volte invece lo stupiamo perché facciamo esattamente quello che si aspetta che facciamo… Insomma, non disdegniamo né i “concatenamenti-di-tempi-dispari-sincopati-e-in-controtempo”, né la bella melodia orecchiabile.

Il vostro primo CD ha preso il titolo dal nome del gruppo, "TenMidnight"?

Sì, era una scelta quasi obbligata… Ci chiamiamo così perché ci troviamo a suonare dalle 10 a mezzanotte, quando siamo finalmente liberi dai rispettivi lavori. Per la copertina abbiamo quindi pensato ad una ambientazione notturna. E abbiamo messo una automobile, una vecchia Cadillac, perché le canzoni trattano, più o meno, il tema del viaggio. Nel retrocopertina, la Cadillac si mette a volare. Il viaggio non è soltanto ideale: lo abbiamo fatto anche all'interno delle nostre personalità. Tra di noi infatti siamo molto, molto diversi. Per esempio, Robby, il batterista, è energia pura, istintiva e inarrestabile… mentre Ivan, uno dei due chitarristi, è calmo e paziente: in genere l'uno crea le ritmiche, l'altro i riff. E’ fondendo insieme i nostri caratteri, prima ancora che la nostra musica, che si crea quell'amalgama così particolare.

Raccontate qualcosa del vostro modo di comporre?

In genere partiamo da un'idea musicale, che può essere per l'appunto un riff, o una successione di accordi, o una ritmica. Ci suoniamo un po' sopra, improvvisando. Questa è la parte più divertente, istintiva. Spesso è in questa fase che tracciamo in linea di massima anche la melodia vocale, che poi verrà decisa da Robby. In seguito, definiamo meglio che cosa vogliamo ottenere da quell'idea; aggiungiamo e sviluppiamo altri spunti, a poco a poco. E intanto… cerchiamo di complicare quello che stiamo facendo. Con scale, cambi di tempo e di ritmo, variazioni, ecc. A volte occorrono ore per risolvere un certo passaggio: e se non siamo soddisfatti, rimandiamo tutto alla settimana seguente e al lavoro individuale. Fino a quando non si trova la soluzione giusta. O meglio, la soluzione che più ci piace.

Qual'è il vostro passato musicale? E quali sono i vostri gusti in fatto di musica?

Siamo nati come gruppo soltanto nel 2003, ma due di noi (Robby, batterista, e Bob, tastierista) hanno suonato insieme fin da ragazzini, nei gloriosi anni '70, nel gruppo bolognese dei "Joint". Allora il Prog era ascoltato e valorizzato anche dal grande pubblico, e molti gruppi giovanili facevano il verso alla PFM, al Banco, ai Genesis, ai Jethro Tull… Beh, i Joint avevano in repertorio , tra gli altri, un brano intitolato "Estinzione azoica", che durava 22 minuti. Allora era normale... Ognuno di noi ha comunque militato in diversi gruppi, facendo generi musicali ben diversi tra loro, dalla ballata medievale "stile Branduardi" al Rock demenziale, dalla musica balcanica al blues… Siamo piuttosto poliedrici. E anche i nostri gusti musicali sono decisamente vari. Tiziano, il bassista, predilige i Dream Theatre, i Weather Report e Bach; Robby tifa per i Queen, gli Sweet, i Kansas, i Saga… Gabriele, chitarrista e flautista, ama la PFM, John Coltrane e Blackmore; Ivan ascolta molto i Deep Purple, e Bob adora i Genesis, ELP, Mike Oldfield, i Pink Floyd… senza dimenticare Chopin.

Che cosa pensate del Prog Rock contemporaneo?

Senz'altro è una musica complessa, poco conosciuta a ancor meno suonata. Ma chi la conosce la ama alla follia. Ci sono appassionati italiani che ascoltano gruppi prog finlandesi, polacchi, argentini, giapponesi. L'Italia è una terra che ha una tradizione importante di ascoltatori e di gruppi che fanno prog. Certamente, non dobbiamo pensare che questi gruppi siano molto conosciuti al di là della cerchia degli appassionati. Ma il livello medio è assolutamente di rilievo: diverse band italiane sono davvero eccezionali, e sono molto apprezzate anche all'estero. L'offerta musicale di questo genere, sicuramente di nicchia, si è allargata grazie alla facilità delle comunicazioni: si possono ascoltare brani dei CD dei gruppi di tutto il mondo via Internet, e si può ordinare l'album e farselo spedire dall'altro lato del pianeta. E chi ascolta il Rock Progressive in genere gode come un riccio a scovare gruppi sconosciuti per ascoltarli!

Quali i vostri obbiettivi?

Intanto il primo obiettivo lo abbiamo raggiunto: volevamo incidere un album, e l'abbiamo inciso, confezionato, impacchettato, distribuito al puro prezzo di costo. Sono 48 minuti di musica. Il nostro primo CD: ne hanno parlato diverse testate specializzate, sottolineandone sempre, tra le luci e le ombre, l'energia e la spontaneità. Hanno trasmesso un nostro brano durante una trasmissione di musica prog. Un giornalista, in una e-mail, ci ha scritto che in Italia non ci sono gruppi che fanno la musica che facciamo noi. E tutte queste cose ci hanno fatto davvero piacere. Pensiamo che il nostro principale "impegno" sia semplicemente continuare a fare qualcosa che ci piace. Molti di noi hanno già superato l'età in cui si può sperare che il "successo" ti cambi la vita. Tuttavia, per noi suonare è un divertimento che richiede passione, tenacia, costanza, pazienza… Si perdono ore di sonno. Ma secondo noi ne vale la pena.

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