teatro

Al Teatro Belli: in scena "Radical Choc" di Marco Maltauro

Al Teatro Belli: in scena "Radical Choc" di Marco Maltauro

Al Teatro Belli di Roma, dal 22 al 27 Maggio va in scena Radical Choc. La messinscena di Marco Maltauro è piuttosto “choc”, quella sì rivoluzionaria.

Giorgio Colangeli è scatenato interprete di questa commedia erotico-politica.

Marito e moglie, un tempo innamorati, un tempo comunisti. Cosa rimane? I tradimenti e le accuse reciproche.

La domanda è: “come sei diventato?” e “come sei diventata?”. Le grandi passioni finiscono, sembra, ma tutto si spiega, tutto si capisce, in un clima molto chic, tutto si giustifica.

Lui, ex dirigente del PCI, ha un’amante, che è la sorella della moglie. Questa giovane amante rappresenta dunque il “nuovo”. Dal pubblico al privato le trame si confondono.

Intervista audio a Sergio Cammariere: "in questo lavoro concentro tutte le mie anime"

Intervista audio a Sergio Cammariere: "in questo lavoro concentro tutte le mie anime"

8:23 minutes (5.76 MB)

Un compositore dalle note raffinate, soffici e caleidoscopiche questi solo alcuni degli elementi caratterizzanti la sua personalità. Abbiamo avuto modo di incontrarlo ed apprezzarlo durante diverse escursione sonori che spaziano fra i differenti stili sonori dal jazz alla bossa alle composizioni per pianoforte. Nel 2008 racconta al nostro microfono del tour Cantautore Piccolino, successivamente l'artista prende una pausa per dedicare la propria sensibilità ed esperienza al cinema ed al teatro, come agli esordi.

Leggi intervista a Sergio Cammariere per racontare del suo omonimo lavoro.

Intervista a Franca Valeri: "La sora Cecioni"

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Attenta lettrice della società e delle sue dinamiche, i suoi personaggi usano come elemento caratterizzante l'ironia per raccontare con eleganza e stile la società contemporanea. Questo carattere ironico lo ha evidenziato frequentando i salotti milanesi degli anni '50 che erano la fucina dei personaggi successivamente messi in scena.

I suoi personaggi si raccontano fra cinema, televisione e radio dove presenta, al grande pubblico, il personaggio della Signorina Cesira, che diventerà in tv nel 1954 la Signorina Snob, ritratto delle ipocrisie della borghesia milanese e alla quale seguirà la romana Signora Cecioni nel programma La regina ed io, 1960.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Franca Maria Norsa in arte Franca Valeri per ripercorrere un percorso artistico che si racconta fra radio, televisione, cinema, teatro per una icona dei nostri tempi. Bentrovata signora Valeri!

Buongiorno![...]

Intervista audio a Franca Valeri: "La sora Cecioni"

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7:14 minutes (4.97 MB)

Attenta lettrice della società e delle sue dinamiche, i suoi personaggi usano come elemento caratterizzante l'ironia per raccontare con eleganza e stile la società contemporanea. Questo carattere ironico lo ha evidenziato frequentando i salotti milanesi degli anni '50 che erano la fucina dei personaggi successivamente messi in scena.

I suoi personaggi si raccontano fra cinema, televisione e radio: la "Signorina Cesira" viene presentata prima in radio e nel 1954 diventerà in tv la "Signorina Snob", ritratto delle ipocrisie della borghesia milanese; le seguirà la romana "Signora Cecioni" nel programma "La regina ed io" del 1960.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Franca Maria Norsa in arte Franca Valeri per ripercorrere un percorso artistico che si racconta fra radio, televisione, cinema, teatro per una icona dei nostri tempi.

Intervista ad Oblivion: "I nostri Promessi Sposi"

Un successo inatteso quello che stanno riscontrando gli Oblivion nel reinterpretare un classico senza tempo di Alessandro Manzoni: I Promessi Sposi.

Incontriamo Lorenzo Scuda per raccontare di questo esperimento teatrale fra parole e musica.

Come si incontrano gli Oblivion?

Gli Oblivion si incontrano nel 2002 all'Accademia di Musical di Bologna e nel 2003 mettono in scena il loro primo spettacolo in omaggio al grande artista e autore futurista Rodolfo De Angelis. Da quel momento in poi il nostro lavoro insieme si è articolato in diversi omaggi a protagonisti della scena musicale e teatrale italiana del 900 quali il Quartetto Cetra, Giorgio Gaber, addirittura il Trio Lescano. Per arrivare alle ultima produzioni in cui abbiamo definito con precisione un nostro linguaggio "originale che fosse la sintesi di tutti i "maestri" che avevamo incontrato con l'aggiunta di un nostro personale sguardo sulla realtà che ci circonda.

Mi racconti come è nata l'idea di mettere in scena I Promessi Sposi in una chiave differente?

Da quando abbiamo conosciuto i Cetra ci siamo scoperti amanti dei "centoni" e delle parodie e abbiamo lavorato a diversi testi fra cui l'Otello e l'Inferno di Dante. Poi a Novembre mentre allestivamo la nostra nuova produzione sentivamo il bisogno di inserire anche lì una parodia importante, ma che fosse veloce, fulminea, sintetica e che prendesse in giro un caposaldo della letteratura italiana. I Promessi Sposi ci è sembrata la scelta ideale.[...]

Intervista a Claudio Prima

L'arte della recita per combattere la fame nel mondo. Questo l'obbiettivo dello spettacolo La grande cena di Camilla Cuparo con Ettore Bassi.
Incontriamo al microfono di Patrizio LONGO il compositore Claudio Prima che ha scritto le musiche e racconta questo viaggio fra i suoi numerosi progetti e le diversi passioni per gli strumenti musicali.

Mi racconti del tuo rapporto con il teatro?

Ho cominciato io stesso la mia attività artistica con il teatro. Ed è stata l’esperienza più importante della mia vita. Una riscoperta, un contatto primitivo con la mia espressività fino a quel punto completamente inesplorata. Vivere ancora oggi, da musicista, il palcoscenico di un teatro mi scatena interiormente un’energia autentica. Scrivere le musiche per una piece teatrale mi ha fatto rivivere con gioia le emozioni che avevo provato da attore e ha suscitato in me una gran voglia di riprovarci, vedremo.

Uno spettacolo che guarda al sociale?

La grande cena è uno spettacolo profondamente impegnato. Le tematiche trattate sono di straordinaria attualità. Ho apprezzato molto la schiettezza della scrittura e della regia di Camilla Cuparo, che in questo spettacolo affronta a viso aperto delle urgenze ambientali e sociali che saranno critiche negli anni a venire. E’ uno spettacolo che fa riflettere e che incute un fervido sentimento di inadeguatezza e scuote l’anima e la coscienza degli spettatori.[...]

Intervista a Lella Costa: da "Alice una meraviglia di paese" a "Ragazze"

In teatro con Ragazze il nuovo spettacolo che racconta e disegna la donna nella società moderna a confrontarsi con numerose sfide.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Lella Costa, ben trovata.

Grazie!

In teatro con Ragazze, dicevamo, per delineare il modello della donna di oggi e per far riflettere lo spettatore?

Innanzitutto per far divertire lo spettatore e la spettatrice. "Divertire" in senso ampio, non solo nel senso delle risate... anche se penso che si rida parecchio... anche raccontando storie, indicendo la riflessione senza fare proclami, o puntando su dibattiti e sul solo contenuto. Credo che negli spettacoli si debba divertire, incantare, trasportare altrove. M'interessava tornare ai temi del femminile che sono stati alla base del mio lavoro e che mi sono sempre molto cari. Negli ultimi mesi è maturata un'inquietudine nei confronti dei temi che riguardano le donne, quindi volevo fare uno spettacolo che riguardasse la contemporaneità senza però scendere nella cronaca o nelle battute sulle ministro. Anche perché credo che non riguardino gli spettatori. Ho ripreso il mito per eccellenza, quello di Orfeo ed Euridice, poi divago, creando uno spettacolo che nel complesso mi dicono essere affascinante.[...]

Intervista a Mauro Mercanti Band: "Sano come un sushi"

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo i Mauro Mercanti Band, prima Giovedì Non Posso a presentano il nuovo lavoro Sano come un sushi.

Iniziamo dal titolo Sano come un sushi. Perché questa definizione?

Perché siamo sani come pesci. Ma completamente a pezzi, come il sushi.

Avete una spiccata dote nella ricerca dei nomi da il Giovedì Non Posso per arrivare a Mauro Mercanti Band. Questo ha un significato?

Bè, Mauro Mercatanti Band non mi sembra poi ‘sto grande sforzo di fantasia…
Giovedì Non Posso effettivamente era un nome piuttosto buffo. Successe che una sera, appena formato il gruppo, restammo ore e ore a cercare un giorno alla settimana da dedicare – cascasse il mondo!!! – alla sala prove. Dopo un’estenuante trattativa ci accordammo sul giovedì. Le settimane successive fu tutto un fiorire di “rega’, mi spiace ma io giovedì non posso”. Da lì il nome. Più che altro un modo per prendersi per il culo da soli.[...]

Intervista a Tullio Solenghi: "L'ultima radio"

In tour nei principali teatri italiani con uno spettacolo che rende omaggio alla radio, quella libera, dal titolo “L'ultima Radio”. Monologo scritto da Sabrina Negri.

Una carriera indiscussa la sua, quella di un protagonista dello spettacolo in tv degli anni '80 e '90. Lo incontriamo durante il tour nelle vesti di un dj anni 80.

Al microfono di Patrizio LONGO insieme a Tullio Solenghi per raccontare di questa nuova avventura. Benvenuto Tullio!

Buongiorno! Grazie, grazie, bentrovati a tutti!

Ci troviamo per parlare de "L'ultima radio", il tuo monologo che guarda alle prime radio libere. Fai per caso riferimento al film "Talk Radio", di Oliver Stone?

Quella è una meta inarrivabile, perché la figura di Boghossian rimane nella memoria di quelli della mia generazione. Scolpita nella memoria. Di sicuro la mia è una via più nostrana, più casalinga, di percorrere gli itinerari che percorreva Boghossian nel film di Oliver Stone.[...]

Intervista audio a Cristiano Godano di Marlene Kuntz: "il nome della Band, forse un peccato di gioventù"


16:03 minutes (6.43 MB)

Festeggiano il settimo capitolo di una longeva avventura con un disco intitolato “Uno” e scelgono un ambiente più soft dove raccontare le emozioni di una band che ha fatto sognare milioni di ragazzi nel corso di questi anni passando dal rock-noise ad un simil-pop.

Abbandonati i suoni dei primi lavori in un cambio di direzione verso sonorità più pop non hanno deluso i fans i quali apprezzano l'aspetto a volte cantautorale distante dai primi lavori con le raffiche di noise di Catartica.

Al microfono di EXTRANET incontriamo Cristiano Godano dei Marlene Kuntz.

foto Andrea Verardi

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