swing

Il ritorno in dvd del Quartetto Cetra

Il ritorno in dvd del Quartetto Cetra

Sono stati interpreti, con le loro musiche, di una società che cambia nello stile e nelle abitudini rappresentandola con le loro musiche e reintepretazione di classici della letteratura. Parliamo di Enrico De Angelis, Giovanni Giacobetti (detto Tata), Iacopo Jacomelli e Enrico Gentile un quartetto vocale, che prende il Quartetto Egie, dalle quattro iniziali dei nomi dei componenti. Per cambiare successivamente Quartetto Ritmo, quando andò via Iacopo Jacomelli ed al suo posto arrivò Virgilio Savona.
Sarà nel nel 1941 che con l'arrivo di Felice Chiusano (cantante dell'EIAR) che subentrerà a Enrico Gentile si cambierà il nome, definitivamente, in Quartetto Cetra.

Era il periodo dei 78 giri prima e dei 33 dopo per una carriera longeva nel tempo dove alla base c'era la passione per il jazz e lo swing che si ascoltava dalle stazioni radio americane rigorosamente in AM.

Il loro stile riesce, ancora oggi, a creare un'atmosfera che vive nei ricordi di due generazioni ed è apprezzata amche dai giovani per i toni allegri e spensierati delle interpretazioni.
Numerosi i brani che Il Quartetto porta al successo da: Il Visconte di Castelfombrone a Un disco dei Platters, Che centrattacco, Nella vecchia fattoria a Vecchia America per un'indimenticabile Un bacio a mezzanotte ed I ricordi della sera, Però mi vuole bene.

I Cetra si fanno conoscere alla radio ma con l'arrivo nel 1954 della televisione conquistano anche questo nuovo strumento con lo show: In quattro si viaggia meglio ed ancora ebbero successo anche in Biblioteca di Studio Uno, regia di Antonello Falqui, per la reintepretazione di classici della letteratura, come Il conte di Montecristo o I tre moschettieri. Una band che ha segnato la storia dello spettacolo in Italia anticipando i più moderni show.

Intervista a Lelio Luttazzi: "il ritorno a Trieste"

Lo scorso 27 aprile ha ricevuto dal Sindaco di Trieste, sua città natale, la Civica Benemerenza.

Una seconda “giovinezza” quella che il Maestro sta vivendo con il lavoro DVD+Libro: Il Giovanotto Matto di Pupi Avati e un Cd Classics in Swing. Un progetto degli anni '50 ritenuto in quel periodo “moderno”.

Al microfono di Patrizio Longo, incontriamo Lelio Luttazzi. Benvenuto maestro!

Grazie, buongiorno!

Il 25 aprile ha festeggiato il suo compleanno presso la sede del Comune di Trieste. Per l'occasione il sindaco le ha conferito la Civica Benemerenza. E' stato un evento importante anche per festeggiare la sua carriera?

No, non è un momento importante per la mia carriera, anzi. Anche perché avevo mollato un po' di anni fa. Adesso ho ripreso... o meglio, mi hanno fatto riprendere... grazie al dvd diretto da Pupi Avati, che mi pare che sia in vendita ancora adesso e che pare sia andato molto bene. Quindi, siccome da cosa nasce cosa, devo ancora fare qualche lavoretto. Però tutto questo mi ha procurato il più bel compleanno della mia vita, perché sfido chiunque a festeggiare il proprio ottantaseiesimo compleanno in un comune come quello di Trieste, con un sindaco affabile come quello di Trieste, e con un pubblico speciale come quello intervenuto per l'occasione.[...]

Intervista audio a Lelio Luttazzi: "il ritorno a Trieste"


7:43 minutes (3.1 MB)

Lo scorso 27 aprile ha ricevuto dal Sindaco di Trieste, sua città natale, la Civica Benemerenza.
Una seconda “giovinezza” quella che il Maestro sta vivendo con il lavoro DVD+Libro: "Il Giovanotto Matto" di Pupi Avati e un Cd "Classics in Swing". Un progetto degli anni '50 ritenuto in quel periodo “moderno”.

Foto: Andrea LASORTE

Intervista a Renzo Arbore

Una serata indimenticabile. Il vento soffia forte ed ho l'impressione che butti a terra il backstage, dove siamo con il maestro Renzo Arbore. Nonostante il suo grande successo che lo reso internazionale Arbore conferma la propria disponibilità e signorilità. Avevo incontrato il Maestro a marzo 2003 in occasione del suo lavoro "Vintage ma non lo dimostra". Fotografia di un'Italia ricca di canzoni che come afferma lo stesso Artista:"...se fossero state scritte in inglese avrebbero avuto lo stesso successo delle canzoni di  Porter o Garfiled". [...]

Intervista audio a Renzo Arbore


7:19 minutes (2.93 MB)

Renzo Arbore intervistato da Patrizio Longo in occasione della sua visita a Gallipoli (LE).

Il testo dell'intervista è su:
http://www.patriziolongo.com/interviste/554/interv...

Intervista audio a Renzo Arbore: Vintage ma non li dimostra


17:53 minutes (7.17 MB)

Renzo Arbore ai microfoni di Extranet: si parla di jazz, del disco Vintage! Ma non li dimostra, di radio e televisione.

Renzo Arbore l'intervista "Vintage! Ma non li dimostra"

“Vintage! Ma non li dimostra” è il suo nuovo lavoro. Un doppio album composta da 35 tracce che fotografa ricordi di un Italia ricca di sentimenti ed arte. Perché realizzare questo lavoro, nostalgia di un tempo passato?

Realizzo questo lavoro perché è un lavoro sentimentale. Direi che ho scelto le canzoni che mi piacciono molto accanto alle canoni napoletane che non ci sono, alle quali ho dedicato altri album. A me piacciono moltissimo le canzoni italiane di un certo tipo, quelle che discendono un po’ dal Jazz oppure quelle che io ho pensato non avessero avuto il riconoscimento artistico che meritavano. Insomma sono le canzoni che io canticchio a casa quando ritorno e trovo il pianoforte a aperto e mi diverto a ricordare “E se domani” oppure “Se tu non fossi qui” e a pensare che se fossero fatte in inglese sarebbero canzoni eterne come le canzoni di Porter o Garfiled ect. Recuperare le belle canzoni italiane, non soltanto quelle sentimentali ma anche quelle umoristiche, divertenti quelle con lo spirito Sud americano che ci sono state in questi anni. È più giusto fare un lavoro di questo tipo per uno della mia età e non cimentarsi con il Rap. Sarei un pò patetico probabilmente anche se mi piace quella musica mi piace la musica moderna. Vintage! [...]

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