rock

Intervista a Silvia's Magic Hands: il folk arricchito dal suono metropolitano

Incontriamo James Wood III da Dorset (Inghilterra) e Giuseppe Lovreglio da Taranto (Italia) hanno fatto confluire le rispettive culture musicali, dando vita ai Silvia's Magic Hands. Una Band che ispirandosi al folk contamina lo stesso con ritmi metropolitani.

Il vostro incontro potremmo definirlo un incrocio di culture?

Definire il nostro incontro un incrocio di culture mi sembra non proprio esatto. Per quanto mi riguarda non vedo strascichi di Cultura Italiana in quello che ho messo nei pezzi. Il marchio di "fabbrica made in italy" non mi è mai appartenuto molto, sicuramente avverto le radici inglesi di James (voce e chitarra) ed i trascorsi anni '70 o primi anni '90 sporcati da suoni forse un pò più di matrice americana (miei e di Luca - batteria).[...]

Intervista a Marco Ancona: ecco a voi i Fonokit

Incontrammo i Bludinvidia nel 2004 per raccontare una fra le più interessanti band rock nella scena alternativa del Salento.

Un percorso musicale che si è concluso in occasione del festeggiamento dei dieci anni di carriera con lo spettacolo Bludinvidia Blog Live.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Marco Ancona leader dei Bludinvidia per raccontare una nuova avventura chiamata Fonokit.

Il nome, ci spiega Marco Ancona, è ripreso da una: «Tecnica usata dalla polizia per identificare una persona attraverso il suono della sua voce, consistente nel confrontare, mediante speciali apparecchiature elettroniche, la viva voce della persona con quella non identificata che risulta da una registrazione. Da FONO(identi)KIT».

Una nuova avventura quella dei Fonokit?

I Bludinvidia si sono fermati concettualmente nel 2007 decidendo di chiudere con quello spettacolo un pò particolare chiamato Bludinvidia Blog Live come ultima data del tour relativo all'ultimo album "Non è abbastanza ancora". Questo evento cadeva ai dieci anni esatti dalla prima nostra uscita discografica.

Dopo un mesetto abbiamo deciso di produrre del nuovo materiale e ci siamo messi a lavoro nel nostro studio, col senno di una sorta di "punto e a capo".

Abbiamo firmato un nuovo contratto e dopo praticamente due anni di lavoro è uscito questo nuovo singolo No money No cash col nome di Fonokit.

Si potrebbe definire una nuova avventura, io la sto avvertendo un pò così, anche se probabilmente per il pubblico che ha sempre seguito i Bludinvidia - di fatto - potrebbe non esserlo.

Vedono sempre me che canto e suono la chitarra e gli altri tre che suonano i propri strumenti, siamo sempre noi.[...]

Intervista ad Elizabeth O'Key per il nuovo lavoro "Momenti"

Incontriamo Elizabeth O'Key che sono Vanna (voce), Luigi (chitarra), Giovanni (basso) e Claudio (batteria). Una band campana che si definisce “emozionale”.

Di recente pubblicazione il primo album intitolato Momenti ed acquistabile dal sito della band.

In una sola frase gli Elizabeth O'Key sono una band: “emozionale”?

Gli Elizabeth O’Key esprimono semplicemente ciò che hanno dentro senza essere legati ad alcun tipo di moda o tendenza....

Su cosa si basa la vostra linea melodica?

La composizione della linea melodica è strettamente collegata all'interpretazione del testo. L'intento è quello di esprimere al meglio il significato di ogni singola parte del pezzo in modo da creare un incastro perfetto tra testo e musica.

Quando avete deciso dar vita alla band?

Affinché una band funzioni e duri nel tempo è importante conoscersi prima come persone e poi come parti di un gruppo. Io, Luigi e Claudio non abbiamo mai smesso di suonare insieme e quando in un secondo momento, nel 2006, è subentrato Giovanni, abbiamo raggiunto un'armonia perfetta ed un grado di maturazione tale che ci ha portati sempre di più a credere in ciò che facevamo fino alla realizzazione di Momenti.

Avete pubblicato Momenti (2009) il vostro primo lavoro con canzoni scritte in italiano, in inglese e strumentali. Quanto avete lavorato a questo disco?

Ci sono voluti ben tre anni di duro lavoro. Abbiamo preferito "non accontentarci", pazientare e fare in modo che tutto funzionasse alla perfezione, dalla cura dei pezzi all'immagine della band.[...]

Intervista ad Octopus, la regola del suono meticcio

Sono tre musicisti che dopo aver percorso differenti indirizzi musicali hanno deciso di far confluire le proprie esperienze, dando vita ad un trio chiamato Octopus.

Una line up che si basa sulla regola: "di avere un suono compatto e meticcio" come affermano tre musicisti.

Incontriamo Reepo, voce e chitarra degli Octopus per raccontare di questo primo lavoro.

Il vostro primo lavoro, quello degli Octopus. Quanto avete lavorato su questo disco?

In senso lato lavoriamo su questo disco da 4 anni; ci è sempre piaciuto scendere in sala prove e lasciare libero sfogo alla nostra creatività con jam e improvvisazioni d'ogni sorta. Abbiamo, poi, tenuto quello che ci piaceva, arrangiandolo e curandone l'esposizione musicale, in modo naturale. Ogni brano richiede il suo tempo: abbiamo chiuso alcuni pezzi in una, massimo due prove; altri, invece, ci hanno portato via mesi di lavoro prima di soddisfare pienamente il nostro gusto.

In un senso più ristretto, i tempi di registrazione dell'EP non sono stati troppo lunghi; diciamo che abbiamo subito ritardi standard per una band che si autoproduce: purtroppo, per avere un prodotto finito di buon livello e per lavorare con persone competenti, spesso l'artista autoprodotto si deve accontentare di disponibilità last minute e (nel peggiore dei casi) di indisponibilità dell'ultimo momento.

Direi che a noi è, comunque, andata bene: siamo molto soddisfatti di questo EP!

Un'anticipazione di quello che sarà il vostro album?

Sicuramente è così che anche noi abbiamo pensato a questo lavoro: un'anticipazione! Gli Octopus hanno molto materiale, per così dire, già chiuso e molto altro in cantiere. Abbiamo sentito l'esigenza di pubblicare qualcosa: abbiamo scelto i brani che ci sembravano più adatti e li abbiamo incisi; questa è la nostra presentazione, con l'album saremo intenzionati davvero a lasciare il segno!!!

Oltretutto chi già ci conosce smetterà di minacciarci perché ancora non può infilare un CD degli Octopus nello stereo della macchina a tutto volume.[...]

Intervista audio a Giorgio Canali: "Io trafficante di suoni"


14:40 minutes (5.88 MB)

Il suo è un percorso che partendo dal punk si trasferisce a sperimentare attraverso la tecnologia del MIDI. Accompagnando così quella che durante gli anni '80 viene definita la musica rock-progressiva con i CCCP, CSI, PGR.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Giorgio Canali per ascoltare questo percorso fra punk, sperimentazione, elettronica e percorsi riflessioni personali.

I dARI e Max Pezzali per "Non Pensavo"

I dARI e Max Pezzali per l'inedita collaborazione al nuovo singolo dei dARI: Non Pensavo, la ballata estratta dal terzo album Sottovuoto Generazionale. Max Pezzali in questo singolo oltre a cantare partecipa anche videoclip come protagonista per una «storia che finisce ma chiede un’altra opportunità».

Il video è in uscita a fine Marzo 2009. Diretto da Massimo Gabutti e Fabio Salituro è stato girato a Torino. Come location l'Università e gli studi della Bliss Corporation in un gioco basato su una serie di effetti fra accelerazioni e rallentamenti temporali che scandiscono e sottolineano la separazione fra i protagonisti e la realtà in cui sono inseriti.[...]

La vita di Marianne Faithfull in un film

Nel 1994 Marianne Faithfull pubblica la propria autobiografia, quella di un'Artista considerata fra i più apprezzati cantanti e autori pop. Insieme a Mick Jagger, con cui è stata anche fidanzata, ha firmato per i Rolling Stones  indimenticabili successi come As tears go by (firmata Richards, Jagger) e Sister Morphine (firmata Faithfull, Jagger, Richards).

La vita della cantante britannica sta per diventare un film, come dichiarato dalla stessa autrice ai microfoni del network americano Bbc.

Il film sarà ispirato alla biografia del 1994 dove si raccontano anche gli aspetti professionali e le storie con Mick Jagger e Bon Dylan.

La cantane durante la presentazione ha annunciato: «Abbiamo trovato un regista che stimo e che vuole fare un film dal libro».

Intervista a Carlo Contocalakis

Al suo primo lavoro da solista Carlo Contocalakis, musicista di Napoli racconta di L’onda e il fiore.

Quando nasce il tuo lavoro intitolato L'onda e il fiore?

Il lavoro L’onda e il fiore nasce nell’estate 2007 come stesura di testi e melodie, dopo i buoni risultati ottenuti dal mio primo singolo Fuori dagli schemi, datato febbraio 2007. Esattamente un anno dopo, cioè nel febbraio 2008, si conclude il missaggio e il mastering del mio primo Ep, L’onda e il fiore per l’appunto, iniziando la fase di promozione e di preparazione per il live.

Un viaggio introspettivo che attraverso la musica esprime i dubbi dell’Artista?

Io direi i dubbi e nello stesso tempo le certezze. L’argomento che pervade il lavoro è sicuramente l’amore, con le sue perplessità e le sue paure, con l’ansia perché no di fare passi falsi e giocarsi così un pezzo della propria anima. Indubbio è che l’Artista esprime anche le certezze, legate alla consapevolezza di poter riassaporare sensazioni e attimi ineguagliabili, intrisi di vita e di energie positive che lo hanno ispirato ed accompagnato nel suo primo viaggio cantautorale.[...]

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