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Intervista ai Naguère: una posibile lettura del tempo e dello spazio

Il Tempo e lo Spazio concetti reali ed astratti allo stesso tempo, sui quali diversi teorici hanno tentato di dare una spiegazione nel corso dei secoli. Anche nella scena musicale c'è chi si interroga su questi concetti, per proporre una spiegazione.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Simone Paglia dei Naguère per raccontare questo percorso sonoro scandito in quei paesaggi, quasi incantati, che offre la Campania. Bentrovato Simone?

Ciao Patrizio, grazie a te dell’invito.

Quando racconti della vostra terra la descrivi con queste parole: «in quei paesaggi incontaminati dove la natura e i suoi profumi scandiscono costantemente gli attimi, che si perdono nei lunghi corridoi della memoria.». La vostra musica subisce un'influenza diretta della terra in cui vivete?

L’ispirazione spesso proviene dagli elementi della nostra terra: la natura incontaminata, il paesaggio che ogni giorno percorriamo, lo scorrere di un fiume, spaziare con lo sguardo sugli orizzonti delle nostre terre, sono tutti stimoli per i pensieri, che a loro volta confluiscono nella musica. E la cosa più interessante di questo aspetto è che ogni elemento costituisce una sorta di riferimento temporale che ci fa rendere conto del tempo che passa. I ricordi, costituiti da immagini, profumi, sapori e suoni, quando ritornano alla luce, ci permettono di ridefinire il confine irrazionale tra il “passato” e il “presente”, tra ciò che è con noi e ciò che abbiamo perduto.

Quando nasce il progetto Naguère e cosa significa questo nome?

Il progetto Naguère nasce quando 4 musicisti, dopo una lunga gavetta trascorsa in vari progetti musicali, decidono di affrontare un nuovo percorso artistico. E’ stata una vera e propria necessità, che ci spingeva ad iniziare a raccontare il mondo visto con i nostri occhi, elaborato con i nostri pensieri e trasformato nella nostra musica.

Cristina Donà: "Io credo nei miracoli che la gente può fare..."

"Io credo nei miracoli che la gente può fare,
milioni di chilometri per potersi incontrare,
per guardarsi negli occhi,
per spiegare un errore,
per un gesto che forse sarà l’unico che potremo ricordare"

Cristina Donà da Miracoli

Intervista a Claudio Milano dei Nicheodeon: nel "Gioco del Silenzio"

Intervista a Claudio Milano dei Nicheodeon: nel "Gioco del Silenzio"

Una musica che libera la fantasia per definire canzoni smontate e rilette attraverso singolari chiavi interpretative.

Sono alla stampa ufficiale del primo lavoro intitolato:Il Gioco del Silenzio (2010 Lizard) ed accompagnato da un dvd Come sta Annie? Twin Peaks 20th anniversary.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Claudio Milano, bentrovato?

È un piacere rispondere alle tue domande Patrizio.

Canzoni smontate, rilette attraverso nuove chiavi interpretative. Potremmo definirlo così il vostro lavoro?

È una definizione che ben si addice a quattro tracce del disco, Fame, Malamore e la Luna, Amanti in guerra e Ciò che rimane, che figuravano già in Cinemanemico, il nostro album live d’esordio.

Il Gioco del Silenzio è il vostro primo album ma è anche un vero gioco?

È il nostro primo lavoro in studio ed il primo con un numero di catalogo che fa riferimento ad un’etichetta, a precederlo, come detto, c’è stato un cd live autoprodotto. Anche per "Il gioco del silenzio", abbiamo avuto assoluta libertà esecutiva, non c’è stata alcuna richiesta da parte del nostro produttore, Loris Furlan di Lizard, solo fiducia. Si, è possibile definirlo un gioco, quello di un manipolo di bambini in una classe impegnati a smontare i loro giochi, con una maestra, la musica, che ci piace immaginare, felicemente rassegnata. Il titolo dell’album è un riferimento al trittico di dipinti realizzato da Valentina Campagni per il disco e commenta con ironia il nostro approccio alla musica. In realtà, tutto c’è tra i solchi dell’album tranne che silenzio.

Intervista a Martino Corti: "Stare qui" un percorso che sembra già scritto?

Intervista a Martino Corti: "Stare qui" un percorso che sembra già scritto?

Un ragazzo che si avvicina al mondo del canto accompagnando il nonno e lo zio che suonano il piano. Durante il percorso di studi incontra Mara Maionchi ed il marito Albero iniziando così una collaborazione artistica, nella nota factory. Perfeziona così uno stile lontano dai propri ascolti adolescenziali dal sapore di musica oltre oceano.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Marino Corti, per raccontare del suo primo album Stare Qui. Bentrovato Martino?

Buon giorno a tutti, ciao Patrizio.

Potremmo iniziare questo racconto dicendo che è un'avventura iniziata nella tua infanzia?

È vero, fin da piccolo amavo cantare accompagnato da mio nonno o da mio zio che erano pianisti..Ricordo che cantavo sempre Generale di De Gregori.

Un gioco che diventa lavoro?

Più che un gioco una passione che diventa lavoro.. Il mio sogno e credo quello di tutti, è sempre stato quello di riuscire a fare nella vita una cosa che mi piacesse, dove poter dare e ricevere tanta energia..Se riuscirò a vivere cantando e suonando avrò realizzato il mio sogno!

Malika Ayane: Live estate 2010 a Lecce

Malika Ayane: Live estate 2010 a Lecce

Dotata di un’eleganza fuori dagli schemi e capace di interpretare brani completamente differenti caratterizzandoli con eccezionale forza emotiva, Malika Ayane è oggi la voce di punta della nuova musica italiana. Dal vivo l’artista alterna momenti di vera eleganza ad altri di stampo puramente rock, che vedono inoltre l’esecuzione di brani di colossi della musica internazionale. Ma la vera forza di questa giovane star del firmamento sonoro italiano è la sua capacità di essere interprete raffinata ed allo stesso tempo popular, sofisticata e diretta, leziosa eppur sobria, in poche parole “unica”.

Nel 2010 Malika partecipa al 60° Festival di Sanremo con il brano Ricomincio da qui, un testo scritto da Malika Ayane e Pacifico su musica di Ferdinando Arnò. Ricomincio da qui fa parte di Grovigli, il secondo album di Malika Ayane, uscito il 19 febbraio 2010. Ospite eccellente di questo secondo lavoro è Paolo Conte che duetta con Malika nell’ inedito Little Brown Bear scritto dallo stesso Conte a cui Malika dedica anche la cover Chiamami adesso. Grovigli, prodotto da Ferdinando Arnò e in uscita su etichetta Sugar, contiene anche la reinterpretazione di Malika de La prima cosa bella di Nicola Di Bari, parte della colonna sonora dell’ultimo film di Paolo Virzì, e un duetto con Cesare Cremonini dal titolo Believe in Love.

Cesare Cremonini: "1999-2010 The Greatest Hits"

Cesare Cremonini: "1999-2010 The Greatest Hits"

Il 25 maggio esce 1999-2010 The Greatest Hits (Warner Music) il nuovo album di Cesare Cremonini, la prima raccolta dei brani più famosi del cantautore bolognese, proposto in un doppio disco al prezzo di uno. 1999-2010 The Greatest Hits, arriva a due anni di distanza dal fortunato album Il primo bacio sulla Luna (Warner Music), dopo due trionfali tour che hanno portato Cesare in giro per tutta l'Italia e ad un mese dal compimento del suo trentesimo compleanno (27 marzo).

Il nuovo singolo Mondo, primo estratto da 1999-2010, a sole due settimane dalla sua uscita, è ai vertici della classifica del Music - Control e delle classifiche di vendita digitali.

L'album, oltre a due brani inediti, conterrà i successi più rappresentativi di Cesare Cremonini del periodo con i Lùnapop e quelli della sua carriera da solista, attraversando quindi questi primi dieci anni di carriera. Nei due dischi saranno presenti successi come: Qualcosa di grande, Vorrei, Un Giorno Migliore, 50 Special, Vieni a vedere perché, Latin Lover, assieme ai più recenti: Le Tue Parole Fanno Male, Maggese, Dicono Di Me, Le Sei e Ventisei, Figlio di un Re, Il pagliaccio.

Intervista ai Mardi Gas: il viaggio fra storie e ballate senza tempo

Una filosofia musicale basata sulla riflessione, sul viaggio caratterizzato da voci femminili, storie, racconti, ballate, istantanee notturne e lunari. Un viaggio che partito da Roma è ben presto approdato in Irlanda a Dublino. Il loro singolo s'intitola Song from the end of the world.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo i Mardi Gas con Fabrizio Fontanelli: acoustic guitars e Claudia MacDowell: vocals. Bentrovati!

Bentrovato a te Patrizio. Grazie per esserci venuto ad incontrare...

Come vi siete incontrati?

Claudia: io e Fabrizio ci siamo incontrati parecchi anni fa, avevamo molti amici in comune e soltanto in seguito ci siamo accorti di abitare nello stesso quartiere ed avere entrambi un grande sogno: come fruitori di musica volevamo diventare noi stessi musicisti e fondare una band.

Fabrizio: Si Io e Claudia veniamo dalle stesse gang giovanili e assieme formammo una band inizio anni 90, i Sydney Parade, io e lei andavamo a vedere i concerti dei nostri amici e una sera decidemmo di farne una noi! Ricordo molto bene quel momento, lei accettò con entusiasmo e iniziammo per un po' a smazzarci nell'asfittica scena romana di allora. Durammo molto poco, ora il fatto che ci siamo ritrovati nei Mardi Gras chiude un cerchio e ci sentiamo con la stessa energia di allora.

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