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Franca Valeri: "La mente é come una minuziosa macchina da presa..."

"La mente é come una minuziosa macchina da presa che entra in tute le stanze del passato, con sfugge uno sgabuzzino, né il balcone di una cucina."

Franca Valeri da: Bugiardo no reticente

Carlos Ruiz Zafón: "Alla fine di ogni giornata si resta da soli con la propria coscienza..."

"Alla fine di ogni giornata si resta da soli con la propria coscienza. Le lusinghe fanno piacere, ma ognuno deve conservare il proprio "radar": sapere da dove viene e dove sta andando, senza aspettare che qualcun altro glielo dica."

Carlos Ruiz Zafón da intervista per: Ritorno al Cimitero dei Libri Dimenticati

Intervista a Michele Bitossi: "Piccoli esorcismi tra amici" un modo per raccontarsi

Intervista a Michele Bitossi: "Piccoli esorcismi tra amici" un modo per raccontarsi

L'arte dello scrivere ha da sempre rappresentato un modo per raccontarsi, c'è chi lo fa attraverso un foglio digitale e chi con uno tradizione. Un modo per buttare fuori pensieri che angosciano l'esistenza. Quanti di noi non hanno almeno per una volta provato ad avere il diario “segreto”, uno spazio tutto proprio dove rappresentare il proprio vissuto.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Michele Bitossi che del suo diario ha fatto un libro dal titolo: Piccoli Esorcismi Tra Amici (Habanero – 2012), bentrovato Michele?

Un libro, diario dove racconti del tuo vissuto?

In realtà non avevo alcuna intenzione di scrivere un libro. Da sempre i testi delle mie canzoni nascono da prose più o meno corpose, da racconti, spunti che elaboro fino a quando non arrivo alla stesura definitiva delle liriche. Ma non ho mai sentito l'esigenza di dedicarmi alla letteratura in maniera "ufficiale". Tutto è nato dalla richiesta di Delvecchio editore che intendeva coinvolgermi per una collana dedicata a musicisti italiani. In qualche modo sono stato quindi "tirato in mezzo" da loro in questo progetto. La cosa mi ha stimolato da subito e mi sono messo al lavoro. Poi dopo il volume di Peppe Voltarelli (il primo della collana) Delvecchio ha deciso di non proseguire con l'esperimento e mi sono trovato (insieme ad altri) senza editore col libro praticamente pronto. Habanero si è dimostrata interessata da subito a pubblicarlo ed eccoci qua.
Non era mia intenzione scrivere un romanzo. Ho invece optato per una serie di mini racconti, pensieri a ruota libera, impressioni, spunti in prosa per testi di canzoni mai scritte. Una volta iniziato non mi sono posto limiti e mi sono lasciato trasportare dalla scrittura in un flusso di coscienza che mi è piaciuto tantissimo sperimentare.

Un modo per scrivere senza filtro e forse anche per dirsi la verità?

Senza dubbio sì. C'è da dire però, e ritengo sia importante sottolinearlo, che anche quando scelgo di utilizzare la prima persona singolare non sempre parlo di me ma racconto storie inventate o realmente accadute ad altre persone. Si tratta, per altro, di un espediente che utilizzo spesso anche nei testi delle mie canzoni. Il libro tuttavia è stato un'occasione assai significativa per andare a ruota libera con la scrittura in un momento piuttosto duro della mia vita. Si è trattato di una sorta di autoanalisi, almeno a tratti, una terapia interiore di cui probabilmente avevo bisogno. Dal parecchio materiale che mi sono trovato ad avere ho però volontariamente scelto sia cose più "scure", introspettive, forti, drammatiche che frangenti dove spero si riesca anche a sorridere e a divertirsi. Mi piaceva infatti l'idea di accostare umori diversi, modo diametralmente opposti. Non ho mai cercato di seguire un filo logico e, anzi, mi affascinava l'idea di spiazzare passando da episodi molto personali e profondi a veri propri svaghi.

Quando ti sei appassionato a questo lavoro?

Più o meno da subito. Per quanto, come ripeto, non avessi la velleità di misurarmi con la scrittura di un libro non appena mi sono buttato nel progetto sono stato conquistato dall'entusiasmo e dalla curiosità di vedere cosa sarebbe potuto uscir fuori. Da sempre le nuove esperienze e le sfide inconsuete mi affascinano non poco. Credo anche che una buona dose di incoscienza sia necessaria per rimettersi sempre in discussione. D'altra parte l'ho fatto recentemente anche in musica pubblicando il mio primo disco come solista a nome Mezzala.

La stesura del lavora, cosa ti ha fatto scoprire della tua persona?

Beh, intanto mi ha fatto scoprire che se voglio posso riuscire a essere breve, diretto e piuttosto essenziale nella mia scrittura. Un feedback che sto riscontrando in questi giorni da gente che lo ha letto che fortunatamente ha apprezzato è che si tratta di un libro agile che si riesce a leggere tutto in una botta in breve tempo. Questo mi piace. In generale, scrivendo, più che scoprire nove cose di me ne ho riscoperto alcune, riprendendo in mano episodi del mio passato. Non sempre è stato facile farlo, ho dovuto fare i conti talvolta con buone dosi di sofferenza. Ma alla fine ritengo sia stato giusto e utile farlo.

Intervista a Stefano Denti: "Il Plurale di cacao" il galateo della maleducazione

Intervista a Stefano Denti: "Il Plurale di cacao" il galateo della maleducazione

Quotidianamente ci confrontiamo con centinaia di persone e con esse scambiano idee relazionandoci in modi differenti: a volte affettuosi, altre annoiati, cafoni, maleducati. Il Plurale di Cacao (2012 – Aliberti Editore) ci conduce nel sentiero delle cattive maniere, attraverso uno spassoso galateo sulla maleducazione e si propone di suggerirci le strategie per difendersi da chi esercita le “cattive maniere” come stile di vita.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Stefano Denti autore del volume. Bentrovato.

Ciao, Patrizio.

Assalito dai maleducati hai pensato di scrivere un manuale su come difendersi da questo atteggiamento che sempre più è presente nella società contemporanea?

Esatto, ma non solo: conoscere le tecniche del maleducato serve anche a chi, come ero io un tempo, era timido e ben educato. Apprendendo queste tecniche si potrà "sgomitare" nella massa per non soccombere. Diciamo che mi sono sacrificato, diventando il peggiore dei maleducati, in seguito all'auto sperimentazione per poter scrivere questo manuale.

In politica, nello spettacolo e adesso anche nel quotidiano vale la regola che sei tanto famoso quanto maleducato. perché questa equazione risulta vincente?

L'equazione risulta vincente é il vecchio adagio "parlarne bene o parlarne male, purché se ne parli" si è sbilanciato totalmente a favore della seconda opzione: una persona corretta ed educata non fa notizia, un cretino qualsiasi che lascia l'orgoglio in cantina e si trasforma in bifolco e/o buffone è subito alla ribalta.

Intervista ad Elisa Orlandotti autrice di "Marlene Kuntz. Un rampicante del cuore in dirittura finale"

Intervista ad Elisa Orlandotti autrice di "Marlene Kuntz. Un rampicante del cuore in dirittura finale"

Risulta sempre più raro incontrare artisti che non recitano una parte ma rappresentano, attraverso lo “strumento” Arte il proprio mondo interiore.

Era il marzo del 2008 quando in albergo chiacchierando con Cristiano Godano leader dei Marlene Kuntz, registravo questa sensazione, quella di una personalità artistica che aveva tanto da raccontare attraverso la musica.

La stessa sensazione ritengo l'abbia avvertita Elisa Orlandotti autrice del libro: Marlene Kuntz. Un rampicante del cuore in dirittura finale (2011 – Arcana). Bentrovata Elisa, mi confermi questa riflessione?

Te la confermo, nel modo più assoluto. Questa che tu chiami "sensazione" - e che io stessa ho avuto - è il necessario presupposto che mi ha guidato nell'analisi dei loro lavori; ho dovuto però dare un corpo un po' più solido all'intuizione, chiedendo a Cristiano in persona se, effettivamente, ci sono forti corrispondenze tra i personaggi da lui cantati e la visione del mondo che ha la band di Cuneo.
La risposta è stata affermativa: il frontman dei Marlene ha ammesso che non riuscirebbe mai a mettere in bocca ad un protagonista delle sue liriche parole che lui stesso non condivide. Chiaramente poi questa corrispondenza tra cantato e mondo interiore non arriva mai al 100% in quanto nell'arte subentrano anche trasfigurazioni, licenze, giochi e quant'altro può, giustamente, lasciare più impalpabili e misteriosi eventi, situazioni e individui.

Cristiano Godano: "La mia emozione è un brivido..."

"La mia emozione è un brivido e non lo spenderò"

Cristiano Godano da Elisa Orlandotti: Marlene Kuntz. Un rampicatante del cuore in dirittura finale (2011 - Arcana)

Intervista a Davide Pilla: "I Baustelle Mistici dell'Occidente"

Intervista a Davide Pilla: "I Baustelle Mistici dell'Occidente"

La musica come tutte le arti esprime e racconta attraverso le note gli aspetti più profondi dei nostri sentimenti. Davide Pilla ha voluta tracciare il percorso di una fra le più interessanti band dello scenario italiano i Baustelle.

Un viaggio attraverso «Un'assurda specie di preghiera che sembra quasi amore». Queste le parole che dalla copertina meglio descrivono il libro di Paola Jachia e Davide Pilla: I Baustelle Mistici dell'Occidente (2011 – Ancora Editrice).

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Davide Pilla, bentrovato. Un viaggio mistico nella terra del consumismo?

In poche parole, direi di sì. Una delle cose più interessanti e non prevista è che il nostro lavoro di analisi, di "scavo", ha portato alla luce una storia. La storia di un viaggio, di un percorso di maturazione assimilabile a quello dei romanzi di formazione. Questo percorso ha origine da un'adolescenza assolutamente italiana e provinciale ma allo stesso tempo devastata dall'impatto folgorante che possono avere certi miti appartenenti ad un immaginario letterario e cinematografico, prosegue attraverso una successiva maturazione e un forte scontro con la società occidentale in cui domina "il mal di vivere" e i seguenti tentativi per uscirne vivi, per raggiungere "la salvezza": allontanarsi da questa realtà fisicamente, come può essere un viaggio in Africa, un viaggio verso una realtà dove certi meccanismi tipici dell'Occidente non sono ancora consolidati, o, come proposto nell'ultimo discorso, elevarsi, raggiungere il distacco spirituale attraverso una sorta di misticismo non strettamente religioso.
Questa in estrema sintesi la storia raccontata dai Baustelle attraverso i cinque dischi. Una riflessione estremamente importante sulla deriva della nostra società che sta perdendo di vista certi valori di umanità in nome di una logica sempre più spietata del profitto.

Il libro sui Baustelle: "I Baustelle Mistici dell'Occidente"

Il libro sui Baustelle: "I Baustelle Mistici dell'Occidente"

Un libro sui Francesco Bianconi e compagni, noti anche come Baustelle: I Baustelle Mistici dell'Occidente («Un'assurda specie di preghiera, che sembra quasi amore») scritto da Paolo Jachia e Davide Pilla, edito da (Ancora). Un viaggio, canzone per canzone, quasi verso per verso, nel mondo di una delle band italiane più importanti e significative degli ultimi dieci anni. Un percorso dove s'incontrano numerosi riferimenti “pop” e popolari (dal Tenente Colombo agli “Spaghetti Western”) mischiati a citazioni colte, da Baudelaire a Eliot, Montale, Pasolini.

Un viaggio che ripercorre la storia dei Baustelle da "adolescenza torbida" che traspare nel suono dei primi album al traguardo raggiunto oggi, quello di un "misticismo laico", con influenze – in parole, concetti, immagini – della tradizione cristiana. Quando i Baustelle cantano: «Cristo muore in croce… per te, Pasolini è morto per te , Morto a bastonate per te» (dalla canzone significativamente intitolata Baudelaire), non è per caso. E questo libro offre le chiavi per comprendere il loro universo artistico e poetico.

Il librò dovrebbe essere disponibile per l'acquisto dal 19 gennaio 2011.

Fonte: http://www.ancoralibri.it

Eugenio Finardi: "Spostare L'Orizzonte" il libro sul cantautore ribelle

Eugenio Finardi: "Spostare L'Orizzonte" il libro sul cantautore ribelle

Il 21 gennaio esce Spostare L'Orizzonte. Come sopravvivere a quarant’anni di vita rock, il primo libro del cantautore ribelle Eugenio Finardi (edito da Rizzoli), scritto con Antonio G. D'Errico. La sua vita, la musica e il rapporto con la figlia, affetta dalla sindrome di Down, sono le protagoniste delle pagine di questa intensa autobiografia.

In questo libro il cantautore ripercorre le tappe salienti della sua carriera: dai primi passi in ambito musicale all’impegno politico degli anni Settanta fino alle sperimentazioni del periodo più recente. Ma soprattutto si racconta senza pudori, a partire dal rapporto con i genitori, bizzarro mix che l’ha dotato di un’educazione insolita, instillando in lui fin da piccolo un senso di diversità rispetto agli altri ma anche una visione artistica, etica e politica unica.

Giulia Carcasi: "Bugie che esaltano la verità come la pioggia esalta i sapori"

"Bugie che esaltano la verità come la pioggia esalta i sapori"

Giulia Carcasi

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