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Intervista a Carlo Maver: “Viaggiatore solitario”

Intervista a Carlo Maver: “Viaggiatore solitario”

Un compositore ricercato è raffinato, questi gli aggettivi che ho avvertito dopo l'ascolto di alcuni suoi brani. Come molti artisti inizia a sperimentare, giocando, nella musica fin da bambino è questo gli ha permesso di affermare il proprio stile sonoro, mai banale e spesso legato al viaggio come scopritore di nuove culture.

Si definisce: «un musicista che parte sempre dalla melodia per poi sviluppare attorno ad essa il suo discorso musicale sempre lirico ed impregnato di Tango e sonorità mediterranee

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Carlo Maver, bentrovato?

Grazie.

Spesso le tue composizioni prendono vita quando suoni il bandoneón (Ndr. una specie di fisarmonica, utilizzata come strumento base nelle composizioni per tango). Come ti sei appassionato a questo oggetto?

Si in effetti il bandoneon è uno strumento con una forte anima, estremamente ispiratore. Il mio primo strumento è il flauto traverso e al concerto dell'amico contrabbassista Felice Del Gaudio ho incontrato per la prima volta il mio futuro amore, suonato da D. Di Bonaventura, da lì il consiglio di ascoltare Piazzolla e Saluzzi, da lì un cambio radicale nella mia musica e l'apertura su un mondo musicale completamente nuovo per me.

Céleste Boursier Mougenot ed i mandarini diamante che suonano la chitarra elettrica

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Sono le installazioni di Céleste Boursier-Mougenot, artista e compositore francese, che richiamano la nostra attenzione. La sua ultima installazione vede protagonisti degli uccelli della specie mandarini diamante che sembra riescano a "suonare" una chitarra elettrica.

Per ammirare l'evento l'Artista presenterà un'installazione presso London Barbican Art Gallery dal 27 febbraio al 23 maggio 2010.

http://www.youtube.com/watch?v=aXmQOShrKeY

Intervista a Claudio Simonetti: "Ho sempre amato il cinema horror"

E' compositore, arrangiatore, produttore discografico, nato a San Paolo in Brasile studia composizione e pianoforte al conservatorio di Santa Cecilia in Roma. Durante il percorso lavorativo per un lungo periodo è stato al fianco del maestro Dario Argento per la composizione di numerose pellicole genere horror.

Al microfono di Patrizio Longo, incontriamo Claudio Simonetti. Bentrovato, Claudio!

Ciao, eccoci qua!

Mi racconti di Profondo Rock di Gabriele Lucantonio, la prima biografia su Claudio Simonetti?

In realtà non nasce da una mia idea, ma da un'iniziativa della giornalista italo-francese Gabrielle Lucantonio, che vive a L'Aquila ma che lavora con molte riviste francesi che riguardano cinema, colonne sonore... In Italia lavora con il Manifesto: cura tutte le rubriche di Alias, il supplemento del sabato. È una grande appassionata della mia musica e di Dario Argento, e si è offerta di scrivere la mia biografia. Per me è stato un grande onore, soprattutto trattandosi di una giornalista così preparata.

Cosa ricordi del tuo incontro, a 18 anni, con Walter Martino, figlio del cantante e pianista jazz Bruno?

Io e Walter ci conoscevamo già di vista: frequentavamo lo stesso negozio di dischi, ci salutavamo, ma non eravamo mai stati presentati. Ognuno dei due sapeva chi era l'altro, ed anche i nostri genitori erano molto amici: mio padre aveva fatto molti arrangiamenti per Bruno Martino. La chiamavano estate, per esempio, ed altri suoi grandi successi degli anni '60. Con Walter abbiamo fatto conoscenza quando stavamo andando a suonare con Il rovescio della medaglia, un gruppo rock degli anni '70, rimasti senza batterista e pianista. Abbiamo fatto un po' di prove con loro prima di andarcene, incontrare altri musicisti e formare Il ritratto di Dorian Gray: il mio primo vero gruppo rock, dopo tante piccole band nelle cantine. È stata la mia prima esperienza vera.[...]

Intervista audio a Claudio Simonetti: "Ho sempre amato il cinema horror"


19:19 minutes (7.74 MB)

E' compositore, arrangiatore, produttore discografico, nato a San Paolo in Brasile studia composizione e pianoforte al conservatorio di Santa Cecilia in Roma. Durante il percorso lavorativo per un lungo periodo è stato al fianco del maestro Dario Argento per la composizione di numerose pellicole genere horror.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Claudio Simometti per raccontare di questo percorso e del libro "Profondo Rock". La prima biografia a cura di Gabrielle Lucantonio.

Intervista a Giorgio Canali: "Io trafficante di suoni"

Un percorso che partendo dal punk si trasferisce a sperimentare attraverso la tecnologia del MIDI. Accompagnando così quella che durante gli anni '80 viene definita la musica rock-progressiva con i CCCP, CSI, PGR.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Giorgio Canali per ascoltare questo percorso fra punk, sperimentazione elettronica e percorsi riflessioni personali.

Mi piacerebbe iniziare la conversazione con un personale commento a questa affermazione: "beati gli ultimi che saranno primi". Cosa risponde Canali?

Da dove viene? Non lo so, sono ignorante... (ride) No, a parte gli scherzi: tutte le montagne di stronzate che sono scritte nel Vangelo non mi riguardano.

Un percorso da sperimentatore quello intrapreso, dalle sperimentazioni nella musica punk agli anni anni '80, dove avviene l'approccio verso la tecnologia del MIDI. Come avviene il passaggio da cantante ad elaboratore di suoni?

Mentre effettuavo quel passaggio la mia spiegazione al riguardo era: «Siccome nessuno mi paga per ascoltare la mia musica, mi faccio pagare io per ascoltare quella degli altri.» Semplicemente questo. Ho cominciato a fare il fonico, il produttore, il trafficante di suoni.[...]

Intervista audio a Giorgio Canali: "Io trafficante di suoni"


14:40 minutes (5.88 MB)

Il suo è un percorso che partendo dal punk si trasferisce a sperimentare attraverso la tecnologia del MIDI. Accompagnando così quella che durante gli anni '80 viene definita la musica rock-progressiva con i CCCP, CSI, PGR.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Giorgio Canali per ascoltare questo percorso fra punk, sperimentazione, elettronica e percorsi riflessioni personali.

Intervista a Lelio Luttazzi: "il ritorno a Trieste"

Lo scorso 27 aprile ha ricevuto dal Sindaco di Trieste, sua città natale, la Civica Benemerenza.

Una seconda “giovinezza” quella che il Maestro sta vivendo con il lavoro DVD+Libro: Il Giovanotto Matto di Pupi Avati e un Cd Classics in Swing. Un progetto degli anni '50 ritenuto in quel periodo “moderno”.

Al microfono di Patrizio Longo, incontriamo Lelio Luttazzi. Benvenuto maestro!

Grazie, buongiorno!

Il 25 aprile ha festeggiato il suo compleanno presso la sede del Comune di Trieste. Per l'occasione il sindaco le ha conferito la Civica Benemerenza. E' stato un evento importante anche per festeggiare la sua carriera?

No, non è un momento importante per la mia carriera, anzi. Anche perché avevo mollato un po' di anni fa. Adesso ho ripreso... o meglio, mi hanno fatto riprendere... grazie al dvd diretto da Pupi Avati, che mi pare che sia in vendita ancora adesso e che pare sia andato molto bene. Quindi, siccome da cosa nasce cosa, devo ancora fare qualche lavoretto. Però tutto questo mi ha procurato il più bel compleanno della mia vita, perché sfido chiunque a festeggiare il proprio ottantaseiesimo compleanno in un comune come quello di Trieste, con un sindaco affabile come quello di Trieste, e con un pubblico speciale come quello intervenuto per l'occasione.[...]

Intervista audio a Lelio Luttazzi: "il ritorno a Trieste"


7:43 minutes (3.1 MB)

Lo scorso 27 aprile ha ricevuto dal Sindaco di Trieste, sua città natale, la Civica Benemerenza.
Una seconda “giovinezza” quella che il Maestro sta vivendo con il lavoro DVD+Libro: "Il Giovanotto Matto" di Pupi Avati e un Cd "Classics in Swing". Un progetto degli anni '50 ritenuto in quel periodo “moderno”.

Foto: Andrea LASORTE

Intervista a Giangilberto Monti per il "Dizionario dei comici e del cabaret"

Autore di canzoni, si affaccia al teatro recitando con Dario Fo e Franca Rame, regista di spettacoli musicali, si laurea in Ingegneria e si riscopre scrittore. Di esperienze ne ha vissute diverse passando fra musica, teatro e scienza. Di recente pubblicazione il Dizionario dei comici e del cabaret edito da Garzanti. Una enciclopedia che abbraccia i tanti personaggi che hanno raccontato attraverso la propria comicità il nostro paese.

Nel volume si può consultare come afferma lo stesso autore «cinquecento maestri della risata».

Incontriamo Giangilberto Monti per conoscere questo lavoro estremamente utili per chi è affascinato e chi lavora con queste attori dal carattere creativo.

L'Italia è un paese dove un pò per storia un pò per tradizione ma la comicità nelle sue diverse sfaccettature è presente da sempre. Come mai nessuno ha mai scritto qualcosa di completo. Te lo sei chiesto?

Probabilmente perché è più semplice e redditizio lavorare sui singoli settori (Cafè-Chantant, Cabaret, Varietà, ecc.) l'ultimo lavoro completo è del 1901 e comprendeva il mondo del cafè-chantant e del primo varieté (che non era esattamente il varietà degli anni Quaranta-Sessanta).

Il Dizionario dei comici e del cabaret rappresenta il secondo lavoro che realizzi per Garzanti. Il primo è stato Dizionario dei Cantautori (2003). Inizia ad essere una tradizione?

Non è impossibile immaginare una terza "ricerca" sui vari mondi dello spettacolo, ma al momento non saprei.[...]

Intervista a Fabio Nobile: "Always Love"

Un lavoro che rievoca atmosfere estive a ritmo del jazz e bossa nova. Questi gli elementi di “Always Love” (2008 – Dejavu Rec.) il nuovo disco per Fabio Nobile.

Incontriamo Fabio Nobile per raccontare del nuovo lavoro e del tour preparazione nel frattempo continua la collaborazione con Mario Biondi.

Un album che guarda alla sonorità latina con una buona dose di jazz?

Con “Always Love” ho voluto chiudere un mio cerchio evolutivo personale. E’ Latin, Soul, Bossanova, Melodico e Jazz. Con “Love is gone” Adagio in G Minore ha preso anche un sapore Classico. E’ tutto quello che volevo, per ora.

Sto già lavorando a nuove cose sempre con un occhio alle melodie e al jazz con una forte componente ritmica.

Oggi la sonorità Jazz è alla portata di tutti e a tutti piace sentire un piatto “swing” o una frase di fiati “bop”. Almeno sembra..

L'essere figlio d'arte in qualche modo ritieni sia stato utile?

Devo tutto a mio padre, musicista, e a mia madre che è intonatissima!
Mio padre, pianista, inizialmente ci ha provato, voleva suonassi il pianoforte ma io saltavo da uno strumento all’altro come un matto, ed ogni volta lui mi tirava fuori un disco nuovo.. di quelli buoni. La mia formazione musicale la devo a lui. Mia madre invece tra una piadina e l’altra cantava ed io sono cresciuto cosi, tra un disco una piadina e le canzoni degli anni sessanta canticchiate dalla mia mamma!

Nel disco c'è anche un tributo a Aldemaro Romero. Un tributo alla musica popolare di matrice latino-americana?

Paolo scotti mi ha fatto conoscere Aldemaro nel 2003. Un Artista incredibile con un carisma musicale d’altri tempi. Lui è l’inventore della “Onda Nueva”, la musica venezuelana con melodie importanti e ritmiche in 6/8. Di grande difficoltà esecutiva ma per le orecchie di tutti. Grande. La mia passione per questo Compositore mi ha portato a scrivere un brano tributo. [...]

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