Berlino

Intervista a Matteo Remitti & Stefano Fiz Bottura: "Giovanni Lindo Ferretti: canzoni, preghiere, parole, opere, omissioni"

Intervista a Matteo Remitti & Stefano Fiz Bottura: "Giovanni Lindo Ferretti: canzoni, preghiere, parole, opere, omissioni"

Un percorso individuale non semplice quello di Giovanni Lindo Ferretti fatto da scelte spesso forti ed estreme contro il sistema, soprattutto quello cristiano per poi redimersi ed accoglierlo come credo di vita.

Insieme con Massimo Zamboni, in un incontro casuale, avvenuto in una discoteca in Germania, hanno portato ed affermato il punk progressivo in Italia.

È decisamente una figura carismatica ed ha rappresentato un riferimento per migliaia di giovani italiani anni ottanta, quello della contro cultura.

Un viaggio dagli Appennini italiani alla Berlino divisa del dopoguerra, da Sarajevo alla Mongolia, dal punk filosovietico degli anni Ottanta.

A distanza di venticinque anni dalla pubblicazione di Ortodossia (1984) il disco che presentava al pubblico i CCCP – Fedeli alla linea, Matteo Remitti e Stefano Fiz Bottura hanno voluto raccontare in Giovanni Lindo Ferretti: Canzoni, preghiere, parole, opere, omissioni (2010 – Arcana) il singolare percorso di questa personalità a volte inquieta.

Perché la scelta di rendere tributo alla personalità di Ferretti con questo libro?

Non direi proprio che sia un "tributo". È un tentativo di mettere in fila le cose, una biografia artistica, probabilmente non del tutto convenzionale. Avevamo tutte le intenzioni di evitare un'opera agiografica, da un lato, e i facili attacchi a testa bassa, dall'altro, considerato che ultimamente su Ferretti si sentono solo estremizzazioni in uno di questi due sensi. D'altra parte, abbiamo scritto pagine che non sono certo equilibrate, né pacate, né equidistanti. Anzi. E non solo per l'alta frequenza di esperienze raccolte o vissute da noi in prima persona. Poi, al solito, se il tentativo sia riuscito o meno non possiamo deciderlo noi.

Barbara Morgenstern in Italia

Torna in Italia Barbara Morgenstern, senza dubbio una delle artiste tedesche più apprezzate al mondo (grazie anche a tour in giro per il globo, che l’hanno portata a suonare dagli Stati Uniti al Canada, dall’India all’Indonesia, dalla Cina al Giappone, da Hong Kong all’Australia, oltre – ovviamente – a quasi tutti i paesi d’Europa). Autrice di splendide, fragili e poetiche canzoni electro-pop, dopo le collaborazioni con artisti come Robert Lippok (dei To Rococo Rot) e Bill Wells, ha pubblicato nel 2006 “The Grass Is Always Greener”. Il disco, impreziosito come sempre dalla sua voce intensa e suggestiva, è un capolavoro di eleganza minimale.
Quest'anno è stata impegnata col progetto September Collective (elettronica improvvisata insieme a Stefan Schneider - in arte Mapstation - e Paul Wirkus). Dal vivo è accompagnata dal batterista Arne Ghosh.[...]

Manuel Gottsching - E2-E4 (Inteam - 1984)

Per diversi anni ho cercato di capire a chi appartenesse il campione che ascoltavano su un disco pubblicato a metà anni '90. Era Il lavoro di Manuel Göttsching in "E2-E4".

Il disco a cui mi riferisco era Sueno Latino che aveva come campione l'indimenticabile brano «Ruhige Nervosität». Era l'inizio di un nuovo stile delle infiltrazioni fra dance e New Age.

Manuel Göttsching berlinese si allinea sulla schiera di personaggi come Brian Eno, Jean Michel Jarre.

L'album viene registrato nel 1981. Tre anni dopo un'etichetta la Klaus Schulze lo pubblica con il nome di E2-E4. Conviene acquistare copia del lavoro in versione Cd. In quanto la traccia è una sola della durata di 60 min. Quindi sulla stampa in vinile risulterebbe interrotta.

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