anni 60

Jimi Hendrix: "Foxy Lady"

See video

http://www.youtube.com/watch?v=OqQOaA2LPRo

Mauro Pagani: "Foto di gruppo con chitarrista". Il suo primo romanzo

Di prossima pubblicazione il primo romanzo di Mauro Pagani intitolato Foto di gruppo con chitarrista edito da Rizzoli Editore.

Un viaggio fatto dai ricordi del Maestro, che qualche tempo fa raccontava al nostro microfono questo incredibile percorso musicale, dalla PFM alle numerose collaborazioni con Demetrio Stratos, Gianna Nannini, Vasco Rossi, Ligabue e l'incontro per lavoro con Fabrizio De André.

Un romanzo fatto di ricordi per una Milano di fine anni 60 fra lotte politiche e sociali. Nel periodo delle uova con la vernice rossa, le puttane di via Archimede, i gangster dei Navigli, le macerie di Piazza Fontana un momento storico incandescente.[...]

Intervista ad Edoardo Vianello: "Replay è il lavoro dell'equivoco"

Il suo nome è legato indiscutibilmente all'idea di festa ed appartiene alla scuola romana dei cantautori. Differente da quella genovese per i toni delle canzoni che hanno come base uno spirito disimpegnato e festoso.

Lo scorso giugno ha compiuto 70 anni e mezzo secolo di carriera. Decide così di festeggiare, questi eventi con un lavoro che propone tre canzoni dell'Artista e alcuni successi: “Il Pullover”, “Sei diventata nera”, “Stessa spiaggia, stesso mare” e “Con te sulla spiaggia” erroneamente attribuite con un nuovo arrangiamento. Quelle canzoni, afferma lo stesso Vianello: «che facevano il verso ai miei successi estivi.»

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Edoardo Vianello per raccontare di “Replay....l'altra mia estate”. Bentrovato!

Grazie, grazie!

Ed eccoci qui, a parlare di un album che, in un certo senso, raccoglie storia della musica italiana. Di quella musica che si riallaccia ai cantori della scuola romana, di quella musica un po’ spensierata. Come nasce l’idea di "Replay - L’altra mia estate"?

Nasce dal fatto che negli anni ’60, oltre alle mie canzoni, c’erano anche quelle di miei colleghi che, in un certo senso, mi facevano il verso. Sfruttavano l’onda del successo delle mie canzoni per inserirne qualcuna che magari avesse le stesse caratteristiche. Quindi spesso queste canzoni mi sono state attribuite, anche se non le ho mai cantate. Allora ho pensato, in tempi non sospetti, di cantarle tutte io, anche perché gli interpreti originali non cantano più, o non le hanno più nel loro normale repertorio. Sono canzoni rimaste a spasso, orfane.[...]

Segui Patrizio Longo su...