Rischiano la morte per fame al canile di Monteroni

Da quotidiano online lecceprima del 28/07/2007 apprendiamo questa notizia:

Da lunedì prossimo 200 cani che hanno trovato rifugio presso il canile municipale di Monteroni non avranno più da mangiare. E’ l’epilogo di una penosa vicenda che ha visto fino ad ora l’incapacità di affrontare l’annoso problema relativo proprio alla gestione del rifugio per gli animali abbandonati. L’Enpa, l’Ente nazionale per le protezione degli animali, gestore della struttura, non ha più denaro per acquistare il mangime e gli ultimi pagamenti ai rifornitori sono fermi a novembre dello scorso anno, con un ammontare di fatture che si aggira intorno a 4mila euro.

Ma la responsabilità di quanto accade non è certo dell’Enpa. Come già scritto nell’articolo apparso su LeccePrima, dopo otto anni di gestione dell’ente animalista, tra il 2006 e 2007 ben due gare di appalto per la conduzione del canile municipale indette dal Comune, sono andate deserte: la prima, nella primavera del 2006, la seconda lo scorso 25 giugno. Il motivo? Semplice: un bando-capestro di affidamento del canile: i partecipanti alla gara avrebbero dovuto partire con una offerta al ribasso di 182mila e 500 euro. Quindi, se fossero stati più di uno, con meno di 180mila euro l’anno, comprensivi di Iva. Con questa somma l’amministrazione chiedeva al vincitore della gara di ospitare, per 30 mesi, 200 cani, provvedendo al loro pasto, alle cure veterinarie, allo smaltimento delle carcasse, alla manutenzione del canile, quindi alla potature degli alberi e alla cura del verde circostante; inoltre il nuovo gestore avrebbe dovuto pagare le bollette dell’acqua, lo smaltimento dei liquami e la bolletta della luce. Non finisce qui: il Comune avrebbe preteso dai nuovi gestori anche una polizza assicurativa (premio 500mila euro) contro terzi. In altre parole, se una cane fosse scappato dalla struttura e avesse morso qualcuno o avesse creato danni in genere, a quel punto l’amministrazione comunale si sarebbe immediatamente schierata tra i risarciti. Per non parlare che con la stessa cifra i volontari avrebbero dovuto garantire stipendio e contributi lavorativi a due addetti. Risultato: gara deserta. E allora che fare? Beh, per il momento, si saranno detto da Palazzo Falconieri, continuiano ad affidare la struttura a chi c’è dentro. Cioè l’Enpa di Monteroni, che invece non ha più lacrime per piangere (va detto che l’ente fino ad ora è andata vanti con 54mila euro l’anno, la vecchia cifra elargita mensilmente dal Comune ai gestori).

Ma la modesta somma, spalmata sul fabbisogno dei 200 cani, si riduce a 75 centesimi di spesa per il sostentamento di ogni animale, quando invece, per garantire loro una vita dignitosa e il mantenimento della struttura ormai al limite della decenza, occorrerebbe se non il doppio, quasi: circa 1 euro e 30 centesimi a cane, cifra, tra l’altro, che corrisponde alla media, sia nei ricoveri pubblici che in quelli privati.

“La scorsa settimana ci siamo recati dal sindaco Marcello Manca per aggiornalo sulla situazione e nell’occasione abbiamo chiesto un contributo straordinario, perché non abbiamo più denaro sufficiente per acquistare il mangime per i cani. Non ci è stato molto di aiuto – afferma una volontaria Enpa – perché ci ha risposto che per ottenere quella richiesta ci sarebbe voluto molto tempo. I nostri fornitori, d’altronde, non intendono più scaricare la merce a causa della morosità che abbiamo accumulato nei loro confronti. Da lunedì, quindi, i cani non avranno più da magiare e qualcuno, di tutto questo, dovrà risponderne”.

 

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