Sociale

Il cinema aiuta il randagismo "Belle & Sebastien"

Il cinema aiuta il randagismo "Belle & Sebastien"

L’OIPA Italia Onlus ha dato il patrocinio al lancio italiano di Belle & Sebastien, il film di Nicolas Vanier ispirato alle novelle di Cécile Aubry e alla serie animata anni '80 che ha appassionato più di una generazione, in uscita nelle sale il prossimo 30 gennaio distribuito da Notorious Pictures.

Per ogni biglietto venduto dal 30 gennaio al 28 febbraio nel circuito UCI CINEMAS, Notorious Pictures devolverà €. 0,10 a sostegno delle attività di salvataggio e recupero di cani senza famiglia che l’OIPA porta avanti quotidianamente nelle regioni del Sud Italia, le più colpite dal fenomeno del randagismo. L’iniziativa sarà realizzata con il sostegno editoriale del Gruppo Finelco.

Ambientato durante la Seconda guerra mondiale, il film narra la storia del piccolo orfano Sebastien e della sua amicizia con Belle, un grande cane dei Pirenei che abita nei boschi intorno al paese e che dovrà difendere da chi lo ritiene un feroce e pericoloso predatore.

Le guardie zoofile OIPA Caserta sequestrano 50 cani e gatti stipati in un furgone senza aria né acqua

Gli animali, fatti partire da associazioni locali, erano destinati ad adozioni nelle regioni del Nord Italia.

A seguito di una serie di segnalazioni sabato 4 maggio le guardie zoofile OIPA Caserta hanno intercettato e fermato un furgone che viaggiava sull’autostrada A1 direzione Roma e trasportava, privo di autorizzazione, animali diretti verso le regioni del nord Italia.

Gli animali, 50 tra cani e gatti di varie dimensioni, tra cui 7 cuccioli di cui alcuni affetti da gastroenterite, erano stipati in 29 trasportini e gabbie angusti e non adatti alle loro dimensioni, accatastati uno sull’altro, tanto che gli escrementi degli animali rinchiusi nelle gabbie sovrastanti cadevano su quelle sottostanti. Dal momento che la temperatura esterna raggiungeva i 30 gradi e il furgone era totalmente privo di aerazione, feritoie per il ricircolo dell’aria e climatizzazione, gli animali, che avrebbero dovuto viaggiare molte ore per raggiungere Milano, Torino Alessandria, erano sottoposti ad una temperatura insopportabile. Inoltre non sono state rinvenute ciotole o recipienti per l’abbeveraggio.

Le guardie zoofile OIPA Caserta hanno disposto il trasferimento del furgone presso la sezione distaccata della Polizia Stradale di Caianello per rifocillare gli animali e procedere al sequestro probatorio del furgone e di tutti gli animali, oltre a procedere con una denuncia per maltrattamento ai due conducenti del mezzo. Sono in corso ulteriori indagini per identificare gli autori dell’affido degli animali, in quanto responsabili in concorso di maltrattamento.

Gli animali sono stati affidati in custodia giudiziaria ad una struttura adeguata ed è stata avviata la procedura di affido giudiziario agli aventi diritti per i cuccioli affetti da gastroenterite o sospetti tali.

“Riteniamo vergognoso che associazioni locali, con la pretesa di salvarli, mettano in mano cani e gatti a persone senza scrupoli che organizzano veri e proprio viaggi da incubo, in cui i più deboli o malati rischiano la vita, per lucrare sulla loro pelle – sottolinea Marco Caterino, Coordinatore del nucleo di Guardie zoofile OIPA di Caserta e provincia – Le modalità per dare in adozioni cani e gatti che vivono in realtà molto difficili, come quella del casertano, non possono essere queste: gli animali devono viaggiare solo dopo aver effettuato tutti i controlli veterinari necessari e in condizioni idonee per rispettarne il benessere e le caratteristiche etologiche. L’OIPA sta contattando in queste ore le famiglie affidatarie per assicurare che, non appena verrà disposto il dissequestro, si farà carico del trasporto degli animali a destinazione”.

Firma anche tu e fermiamo la Vivisezione: Stopvivisection.eu

L’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea stabilisce che “l'Unione e gli Stati membri tengono pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti". Questo riconoscimento ufficiale porta in sé l'obbligo morale di rispettare i diritti fondamentali degli animali, che devono pertanto essere riconosciuti come una priorità dall'Unione europea e dai suoi Stati membri, e tutelati attraverso un coerente quadro legislativo comunitario. Da questo punto di vista, la sperimentazione animale (o vivisezione) è senza alcun dubbio una pratica inaccettabile, in quanto impone illimitato dolore e sofferenza a esseri senzienti e senza difesa.
Alle ragioni dell’etica (condivise, nel sondaggio della Commissione Ue del 2006, dall’86% dei cittadini europei), si aggiunge l’appello sempre più stringente del mondo della scienza che afferma che il “modello animale”, non predittivo per l’uomo, è privo di valore scientifico; infatti non esiste prova statistica che ne dimostri l'efficienza e l’affidabilità.

Per tale ragione la pratica della sperimentazione animale rappresenta:

- un pericolo per la salute umana e per l’ambiente,
- un freno allo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica fondati sulle straordinarie acquisizioni scientifiche del nostro tempo,
- un ostacolo alla possibilità di attingere alle risposte ben più affidabili, esaurienti, veloci ed economiche, forniteci dalle nuove tecnologie pertinenti per l’uomo.

In considerazione di quanto precede, noi sottoscritti cittadini europei richiediamo alla Commissione europea l’abrogazione della direttiva 2010/6 3/UE (detta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”), con la presentazione di una nuova proposta di direttiva che sia finalizzata al definitivo superamento della sperimentazione animale e che renda obbligatorio per la ricerca biomedica e tossicologica l’utilizzo di dati specifici per la specie umana in luogo dei dati ottenuti su animali.

L’iniziativa STOP VIVISECTION nasce a seguito delle numerose e vibranti proteste dei cittadini europei rispetto all’approvazione della direttiva 2010/63/UE (detta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici”). Tale direttiva non ha avviato il percorso di abolizione di ogni forma di sperimentazione animale come previsto dai trattati europei, secondo i quali le politiche dell’UE devono tenere pienamente conto delle esigenze e del benessere degli animali in quanto esseri senzienti. Inoltre la sperimentazione animale rappresenta un serio pericolo per la salute umana in quanto i test animali non hanno alcun valore predittivo per l’uomo e frenano lo sviluppo dei nuovi metodi di ricerca biomedica.

Dal 1° aprile 2012 grazie all’iniziativa popolare con un milione di firme i cittadini europei possono partecipare direttamente all’attività legislativa dell’Unione Europea.

Con questo nuovo strumento la Commissione Europea è obbligata ad analizzare le richieste dei cittadini entro tre mesi dal deposito delle firme necessarie, organizzando un’audizione pubblica del comitato organizzatore e predisponendo in seguito una comunicazione in cui spiega in che maniera intende intervenire.

Per raccolta firma su modelli cartacei clicca qui

La strage dei cani in Albania adesso a Durazzo

Inorridisco e provo solo schifo verso chi compie questi atti:

"Dopo che il sindaco di Perrenjas si è negato all’incontro che avrebbe deciso l’approvazione o meno del programma per i randagi proposto da Animal Rights Albania, lega membro OIPA, scoppia lo scandalo a Durazzo.
Alcuni volontari avevano infatti notato la continua sparizione di randagi, spiegata dal sindaco con un accordo tra il Comune e un’associazione animalista spagnola che si stava occupando di trasferire i cani in Spagna per promuoverne l’adozione. Le investigazioni degli attivisti di ARA hanno però portato alla luce una realtà ben diversa.

La notte del 23 aprile Pezana Rexha, presidente di ARA, ha raggiunto Durazzo e ha realizzato un video testimonianza che mostra chiaramente una pattuglia della polizia, seguita da un camioncino della nettezza urbana, alla ricerca degli ultimi randagi scampati al massacro, dal momento che la notte documentata è purtroppo la quinta di sterminio. Pezana e i volontari ARA infatti, incontrano solo una mamma e un cucciolo terrorizzati, che nelle ore successive verranno purtroppo uccisi dalla polizia con una pistola dotata di silenziatore e trascinati sul camion, come testimonia il video.

Adotta uno dei 50 cani sepolti vivi nella neve

Adotta uno dei 50 cani sepolti vivi nella neve

Ricordate la grande nevicata di febbraio? Roma in tilt, la Romagna sotto metri di neve, borghi e paesi isolati, persone bloccate in casa senza luce, acqua e gas. E tanti animali in sofferenza.

Da qui parte la nostra storia. Una storia alla quale si vuole scrivere l’happy end. Siamo a Novafeltria, in provincia di Rimini, una delle località della Valmarecchia -Emilia Romagna- più duramente colpite dall’ondata di neve. Cinquanta cani del canile di Fagnano di Talamello, in collina nei pressi di Novafeltria, rimangono sommersi sotto tre metri di neve, caduta in soli due giorni. Totalmente isolati. Senza cibo né acqua.

La Protezione Civile non sa come aiutare tutti. Alcune frazioni sono del tutto inaccessibili: decine di famiglie in difficoltà, strade cancellate dalla neve, forniture di luce, gas e acqua completamente saltate. I cani sono fuori, al freddo. La temperatura intorno a -15 gradi. Nel rifugio c'è un cane operato da pochi giorni ed un altro in fase terminale. La lunga strada che porta al canile non esiste più. Sommersa da un muro di neve.

Un piccolo esempio di collaborazione tra pubblico e privato” sottolinea il sindaco. “Insomma, ci si sta impegnando tutti per trovare un bel finale a una storia dura”. Forza, allora. Le famiglie disposte a “farsi adottare” si facciano avanti. Marino, Vasco, Lilla, Dana e tutti gli altri se lo meritano proprio.

Le foto dei cani da adottare

Per info ed adozioni: contatta SERENA Tel. 320.800.45.74 email: serena20@libero.it. A tutti coloro che adotteranno un cane, Almo Nature regalerà un mese di cibro gratis: non appena ricevuta copia del certificato di adozione firmato da Serena, sarà inviato un voucher per ritirare il cibo presso il negozio più vicino.

Le associazioni animaliste contro la Harlan

“L’importazione dei 900 macachi destinati alla sperimentazione, da parte dell’allevamento Harlan che ha sede in Brianza, rappresenta un episodio senza precedenti, che indigna l’Italia intera”.

È questo il commento alla nota vicenda di Correzzana del fronte rappresentato dalle principali associazioni animaliste italiane: Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), Lega Anti Vivisezione (LAV), Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA), Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC), Organizzazione Internazionale Protezione Animali (OIPA).

“Ci aspettiamo che gli organismi preposti diano immediatamente seguito alla richiesta di controlli sull’intero iter che ha portato il Ministero della Salute ad autorizzare tale importazione senza precedenti, sulle condizioni del trasporto e soprattutto sul rispetto delle norme vigenti in materia di tutela del benessere animale all’interno dell’allevamento, adottando, eventualmente, anche provvedimenti di sequestro degli animali detenuti. Riteniamo, inoltre, che debba essere rimesso in discussione il ruolo dell'Istituto Superiore di Sanità che fornisce il parere sulle autorizzazioni in deroga: Istituto che, incredibilmente, svolge contemporaneamente sia il ruolo di controllore che di controllato".

Le associazioni animaliste si rivolgono dunque al presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, perché dia concreta e rapida attuazione alla proposta di legge da lui presentata qualche settimana fa e che prevede il divieto di allevamento di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione su tutto il territorio lombardo. Auspicano inoltre che il Senato confermi gli emendamenti così come stati approvati dalla Camera dei Deputati, in maniera da rendere esecutivo e inappellabile qualunque ricorso ad una eventuale legge regionale".

Le associazioni animaliste non intendono quindi fare sconti a nessuno: “Ci rendiamo interpreti del sentimento dei milioni di italiani che amano gli animali e che non intendono più permettere che il nostro paese ospiti simili e crudeli attività: queste multinazionali e le lobby che le tutelano non potranno più portare avanti i propri traffici di morte a casa nostra”.

Il fronte delle associazioni animaliste ha indetto una raccolta di firme on-line (www.firmiamo.it) per chiedere la rapida approvazione della legge che fermerà le attività di Green Hill e di Harlan. Per aderire all'iniziativa: http://www.firmiamo.it/fermiamo-harlan--fermiamo-l...

I randagi di Napoli: come i rifiuti

I randagi di Napoli: come i rifiuti

Nuvola, Cotoletta, Pagnottella, e poi ancora Pallino, Filippo, Giorgio. Questi sono solo alcuni dei tanti trovatelli salvati dalla sezione OIPA di Napoli. Tante le storie tristi, di abbandono e maltrattamento fra le via di Napoli.

Ogni giorno la sezione OIPA di Napoli si occupa di loro e di molti altri randagi bisognosi di cure e affetto. Alcuni si trovano in stallo presso un terreno adibito a rifugio, altri sono seguiti sulla strada, sfamati e accuditi regolarmente. Le emergenze a cui la sezione si trova a far fronte sono innumerevoli. Continue sono le segnalazioni che arrivano alla delegata e quotidiani sono i recuperi di animali abbandonati o maltrattati.

Per aiutare la sezione di Napoli potete fare un'offerta In alternativa è possibile anche inviare cibo e tutto il materiale utile al sostegno dei randagi: crocchette e umido, medicinali (farmaci come ivomec, bassado, cefazoline, antiparassitario, antibiotico) coperte, cucce.

Infine, tutti i trovatelli in stallo presso la sezione aspettano solo voi: cercano una famiglia che possa regalargli quell'affetto e quella serenità che fino ad ora nessuno ha saputo donargli. Di seguito le pagina con le loro storie e le foto: www.oipa.org/italia/sezioni/adozioni/napoli-cani

L'invito a far chiudere lo Zoo di Napoli

Lettera aperta al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris

Gentile Signor Sindaco,
lo zoo di Napoli è un fallimento economico, morale, scientifico.

Lo zoo di Napoli è costato tanto. Agli animali innocenti in termini di condanna all’ergastolo, ai cittadini in termini di spazi negati, alle Amministrazioni pubbliche che in maniera diretta e indiretta hanno speso soldi pubblici per una struttura dannosa per l’etica, per l’educazione, per la conservazione delle specie animali.

Lo zoo di Napoli non è riuscito ad avere, in sette anni dall’entrata in vigore dalla legge italiana sugli zoo, la licenza del Ministero dell’Ambiente in attuazione di una direttiva europea.

Lo zoo di Napoli, basta visitarlo, è un insieme di tristezza e degrado tali che è un’onta per l’Amministrazione Comunale che speriamo anche in questo vorrà effettivamente rompere con il passato.

Eppure negli scorsi giorni abbiamo letto, anzi riletto dopo anni, le stesse dichiarazioni fatte nella precedente crisi della struttura nel 2003 e 2004: rilancio, riqualificazione, trasformazione in centro di recupero, fattoria didattica, luogo essenziale per la ricerca veterinaria, animali che stanno benissimo. Si tratta solo di tentativi di preservare interessi economici e di potere che fanno male agli animali e alla città. Quelli che, senza alcuna visita di tecnici indipendenti, dicono che “gli animali non si possono spostare”, volendoli tenere quindi come ostaggio per continuare a calpestare i loro diritti.

Le possibilità di conoscere finalmente davvero la natura non mancano. Le soluzioni per la sistemazione di animali e lavoratori ci sono. Milano e Torino negli anni passati hanno chiuso i loro zoo. Nessuno ne sente la mancanza, Napoli può e deve farlo.

C’è un Commissario Liquidatore per gli aspetti economici della struttura, Lei sia il liquidatore dei diritti negati agli animali. Dica forte e chiaro che Napoli vuole cambiare pagina anche in questo e la Giunta lo dica con una sola voce.

Hanno già aderito: Niccolò Ammanniti (scrittore), Marco Berry (conduttore tv), Licia Colò (conduttrice tv), Marcello D’Orta (scrittore), Rita Dalla Chiesa (conduttrice tv), Kris (dj Radio 105), Vivianne Lamarque (scrittrice per bambini e giornalista Corriere della Sera), Cristina Nadotti (giornalista La Repubblica-blogger Animal Mouse), Giorgio Panariello (attore), Fulco Pratesi (ambientalista), Mario Tozzi (ricercatore CNR e conduttore tv), 99 Posse (gruppo musicale), Massimo Comparotto – Presidente OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali, Carla Rocchi – Presidente ENPA Ente Nazionale Protezione Animali, Gianluca Felicetti – Presidente LAV Lega Anti Vivisezione, Laura Rossi – Presidente Lega nazionale per la difesa del Cane., Michela Brambilla – Presidente Lega Italiana per la Difesa degli Animali.

Sono per la “eliminazione della inumana detenzione di animali negli zoo”, fra gli altri, i Garanti de “La coscienza degli animali”: Maurizio Costanzo (conduttore tv), Vittorio Feltri (giornalista), Elio Fiorucci (stilista), Margherita Hack (astrofisica), don Luigi Lorenzetti (teologo), Dacia Maraini (scrittrice), Susanna Tamaro (scrittrice), Umberto Veronesi (medico oncologo), Franco Zeffirelli (regista), Renato Zero (cantante).

In vancanza con il nostro migliore amico

Se con l’avvicinarsi delle vacanze la gioia di organizzare il viaggio ha lasciato il posto alla preoccupazione per il vostro amico a quattro zampe (come faccio a portarlo con me? esisteranno alberghi pronti a ospitarlo? e spiagge? e mezzi di trasporto?) allora troverete senz’altro utile questa guida, disponibile anche in pdf

In Italia: se viaggiate in Italia con un cane dovete portare con voi il certificato di iscrizione all’anagrafe canina; inoltre il vostro amico deve avere il microchip.

All’estero: se viaggiate in un paese europeo dal primo ottobre 2004 è obbligatorio il passaporto europeo per cani, gatti e furetti al seguito.

Il passaporto europeo deve essere richiesto al servizio veterinario della propria Asl, con costi che variano da regione a regione. Per il rilascio è necessario che l’animale sia identificato con microchip o tatuaggio leggibile e, se si tratta di un cane, deve essere iscritto all’anagrafe canina.
Le autorità del Regno Unito, dell'Irlanda, della Svezia e di Malta richiedono inoltre che i passaporti riportino la trascrizione delle analisi per gli anticorpi della rabbia (da effettuarsi almeno 6 mesi prima della partenza per il Regno Unito, per l'Irlanda E per Malta ed almeno 4 mesi per la Svezia).

Il passaporto europeo consente l'identificazione dell'animale e del suo proprietario: il documento riporta tutte le pratiche veterinarie effettuate, il numero identificativo del microchip e altre informazioni.
Se viaggiate verso paesi extraeuropei sarà necessario rivolgersi al consolato o all’ambasciata del paese di destinazione per avere informazioni sugli adempimenti sanitari e burocratici necessari.

Dopo averla letta non vi resterà che decidere dove andare, insieme al vostro “peloso” del cuore naturalmente!

La vancanza in Romania: perché NON andare

Dalla Newsletter di Oipa del 18/5/2011

"230 cadaveri. 230 cani abbandonati che in una sola giornata sono stati dichiarati “affetti da cimurro” ed eliminati su direttiva della ASL locale. È successo tra martedì e mercoledì a Botosani, una città a 480 km da Cernavoda, in Moldavia. Peccato che solo 24 ore prima una piccola ma attivissima associazione di volontari, la ADOR, avesse visitato e fotografato gli animali, portando cibo alle povere bestiole e “prenotandone” 18 da portare nel proprio rifugio e da far adottare. Tutto inutile. Il giorno dopo, recatisi sul posto, hanno ritrovato tutti i quadrupedi chiusi in sacchi di plastica. Morti.

All’arrivo della stampa gli operai del canile pubblico hanno “accolto” i giornalisti lanciando sassi e mattoni, chiaramente in stato di ebbrezza. Il vice sindaco, interpellato dalla stampa romena, ha dichiarato che “tutti i cani erano affetti da cimurro, una malattia incurabile”, dichiarazioni smentite dalle foto pubblicate da ADOR e scattate il giorno prima. Ha però condannato il comportamento dei dipendenti del canile, promettendo un’inchiesta e ricordando che “chi lavora in quel canile sono persone che appartengono alle categorie più basse della società”.
Non è chiaro peraltro come siano stati uccisi gli animali. Dalle pozze di sangue presenti nei recinti è facile presumere che non siano stati soppressi in modo indolore ma che purtroppo abbiano sofferto. I volontari dell’associazione ADOR sostengono che alcuni dei cani avevano sul corpo chiari segni di violenza.

Contrariamente al caso analogo di Costanza, che Save the Dogs aveva portato alla ribalta circa un anno fa, questo episodio ha avuto grande risonanza sui media romeni e sembra aver scosso profondamente una parte dell’opinione pubblica. Il massacro – identico a ciò che avviene ogni settimana al canile Alfmob di Costanza e in centinaia di strutture sparse sul territorio romeno – si è verificato in presenza di una legge che dovrebbe tutelare i randagi, legge che una Commissione parlamentare ha rivisto recentemente in senso peggiorativo consentendo ai sindaci di ogni città di decidere autonomamente del destino dei cani. Da molte settimane si attende invano che il Parlamento si pronunci sulla nuova forma della Legge. Intanto, migliaia di cani innocenti continuano a morire in tutta la Romania. Una petizione è stata lanciata per protestare contro l’accaduto."

Leggi l'articolo completo: http://www.oipaitalia.com/randagismo/appelli/botosani.html

Segui Patrizio Longo su...