The Cure - Three Imaginary Boys (Polydor - 2004)

Tutto ha inizio nel 1977 quando un giovane al quanto inquietante Robert Smith firma un contratto con la label tedesca “Hansa”. Così inizia la storia della rock band che ha segnato probabilmente l’inizio di un fenomeno socio-culturale che prenderà il nome di “dark”.

Il primo singolo che il giovane Robert Smith, abbigliato costantemente di nero, con una capigliatura cotonata e un cerone stile prima da teatro propone è “Killing an arab”. La Label tedesca rifiuta subito la pubblicazione del singolo in quanto teme ripercussioni da parte degli States, in un momento di forte crisi con il mondo islamico.

Riflettendo per un istante stiamo parlando del lontano 1977, ancora oggi il problema si presenta infuocato. Ma torniamo a raccontare la storia dei The Cure. La band alla risposta data dall’etichetta Hansa in merito alla non pubblicazione del singolo e indifferente alle motivazioni sopra dette decide di recedere dal contratto e di stipularne un altro con l’etichetta “Fiction Records”. Il 22 dicembre 1978 viene stampato in tiratura limitata dalla “Small Wonder” il 45 giri “Killing an arab” nel suo retro troviamo "10.15 Saturday Night". Ancora l’era del digitale non era alla portata di tutti e potevamo acquistare i 45 giri.

Ma nel maggio del 1979 viene distribuito sul mercato il 33 giri che segnerà l’inizio di un’importante svolta nella scena punk-dark il primo album della band “Three Imaginary Boys”. In breve tempo il disco diventa una vera è propria rarità per gli amanti del genere. In copertina troviamo una lampada, un frigo, una aspirapolvere, da notare sul retro la mancanza della track list sostituita da immagini.

Una vera detonazione con l’aggressività di Hendrix mescolata al glam del Duca Bianco tutto in una linea punk-dark.

La voce di Robert Smith si mescola al suono dei The Cure avvolgendo l’ascoltatore in un ritmo incalzante e malinconico. Troviamo un “tributo” nelle 13 tracce che ascoltiamo “Foxy Lady" cover di Hendrix, cantata con aria quasi ironica, irrispettosa come a voler far cadere un mito. Ironia o rispetto ? Non poteva Smith paragonarsi a Hendrix ed offre una semplice ma efficace chitarra distorta.

I cinque ragazzi ventenni ne avranno di cose da dire con la loro discografia. Molti dei brani presenti in questo primo disco verranno riproposti a distanza di anni (1983) in “Boys Don’t Cry”. Qualche tempo fa sfogliando i cataloghi musicali trovai lo storico album in nice price a meno di 10 Euro era un momento di declino oppure la solita storia che la musica in Italia non si vende?

Da alcuni giorni è stato immesso sul mercato “Three Imaginary Boys” in edizione Deluxe 2 cd. I brani sono stati rimasterizzati, inserite 20 nuove tracce. Forse i vertici della musica si saranno accorti del danno fatto. Un buon motivo per acquistare anche questa nuova edizione arricchita dello storico disco firmato Robert Smith.

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