Intervista a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro

Intervista a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro

E' stato un pomeriggio alquanto movimentato in studio. Giuliano Sangiorgi è venuto negli studi di EXTRANET per raccontare questa bellissima avventura che prende il nome di Negramaro. Come accade quando ci sono personaggi del calibro dei Negramaro lo studio è affollato da tanti fans che ascoltano con attenzione l'intervista e fra uno scatto fotografico ed una battuta sperano di avere l'attenzione dell'Artista. Avevamo incontrato i Negramaro in diverse occasioni telefonicamente nel 2003 in concomitanza con l'uscita del loro disco 000577, successivamente in conferenza stampa per il loro lavoro "Mentre tutto scorre" a settembre 2005 e adesso in studio per registrare uno special che ascolti in radio e nel sito. Grazie a Giovanni Iosue per il supporto.

Ci ritroviamo dopo esattamente due anni: allora presentavate il vostro secondo disco “000577”, oggi siete al doppio platino con “Mentre Tutto Scorre”, un album che mi fa venire in mente una citazione di John Lennon: “la vita è quella cosa che accade mentre tu stai facendo altri progetti”?

La nostra vita sta accadendo proprio mentre stiamo facendo questo progetto di vita. Quello che ci accade oggi naturalmente è stato aiutato dalla fortuna, ma anche dall’aver fortemente voluto e lavorato per poter stringere tra le mani questa fortuna. “Mentre Tutto Scorre” è un titolo che rappresenta come concetto tutta la filosofia dell’album; l’album parla del tempo, parla della codificazione che vorrebbe rinchiudere tutte le emozioni in delle ristrettezze temporali, parla del tempo che si vorrebbe non passasse mai, parla dell’impossibilità di trasmettere certe sensazioni se non attraverso la pelle…

“L’immensità”, tributo a Don Backy…?

Tutto l’album è stato scritto in modo molto viscerale, senza sedersi a tavolino per studiare, ma mettendosi una benda sul cuore e sugli occhi e “L’immensità” mi sembra un brano scritto con la stessa intenzione, con la stessa intensità. E poi io questa canone me la ricordo da quando ero piccolo, anche se non avevo il disco. Era una canzone che era nell’aria…

E la collaborazione con Paolo Fresu, riconosciuto trombettista della scena jazz?

Quando un brano nasce, a noi piace lasciarlo con gli arrangiamenti originari, non abbiamo bisogno di declinarlo in modo “rock”, perché rock siamo noi, con il nostro modo d’essere e il nostro stile di vita. E se per un brano abbiamo bisogno di un trombettista jazz, siamo contenti di fare una proposta ad un grande come Paolo Fresu.

Curiosiamo nel tuo archivio di vinili…?

Caetano Veloso, Radiohead, Sigur Ros, Gershwin… l’importante è che siano canzoni che mi toccano. Non amo i tecnicismi, mi piace che le canzoni mi diano emozioni, altrimenti la musica ha fallito. E se dovessi fare un tributo speciale sceglierei Veloso. Ed anche le canzoni dei Negramaro, ad esempio “Estate”, spero che non siano hit per una stagione, singoli estivi, vorrei che fosse “secolare”, che rimanesse alle persone così come io come io volevo che fosse, che rappresentasse il passaggio di una bellezza effimera, transitoria. Anche se c’è il dispiacere che l’estate sia finita, c’è anche la stupida euforia di scoprirsi nostalgici. La nostalgia è un sentimento che in fondo fa piacere.

Nel nome “Negramaro” compare una A rossa. Come mai?

“Negramaro” è una crasi un po’ strana, né greca né latina e siccome tutta l’attenzione sul punto in cui le parole “negro” e “amaro” si incontrano, abbiamo pensato di spostare il baricentro sull’altra A, la seconda, sempre per la sensazione di contrasto che ci piace creare.

Con Internet come siete messi?

Internet ha veramente azzerato gli spazi ed i tempi, ma purtroppo non ha azzerato le differenze. Si può sapere cosa accade in ogni parte del mondo, ma ancora si è lontani dal rendere partecipi i paesi meno fortunati del benessere di cui noi godiamo. Per quanto riguarda l’aspetto strettamente discografico, sono convinto che questa “minaccia” alla discografia tradizionale costringerà le case discografiche a mutare il loro ruolo da mere produttrici del disco a realtà che curino in maniera meticolosa anche l’aspetto “inclonabile” dell’artista, cioè la sua esibizione live. I nostri live, dopo la grande esposizione di Sanremo, stanno consolidando la nostra posizione e vedere che 15mila persone comprano il biglietto per venire ad un nostro concerto mi rende euforico più che aver venduto 300mila copie: vuol dire che il progetto Negramaro c’è, esiste, non si tratta di un prodotto frutto della promozione radiofonica o del marketing mediatico…

Nella prossima edizione di Sanremo si voterà via SMS e si ascolterà il brano anche prima dell’esibizione. Cosa ne pensi?

Secondo me è positivo per l’artista che il brano possa essere ascoltato prima dell’esibizione, perché permette un’analisi più completa de pezzo ed in condizioni migliori che quelle di un palco che, come è capitato a noi quando siamo stati costretti a ripetere, può anche avere degli evidenti problemi… l’attesa certo fa audience, ma non aiuta certo il giudizio critico.

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