Intervista a Tony Maiello che aspetta il Festival di Sanremo con il brano "Il linguaggio della resa"

Intervista a Tony Maiello che aspetta il Festival di Sanremo con il brano "Il linguaggio della resa"

Un percorso segnato da tappe importanti, la prima con l'avventura ad X-Factor, nel 2008 e adesso l'appuntamento al Festival di Sanremo, nella categoria: “Sanremo Nuove Generazioni”.

Al microfono di Patrizio Longo, incontriamo Tony Maiello. Bentrovato Tony!

Ciao patrizio, buongiorno a tutti!

In una parola, cosa ricordi dell'esperienza di X-Factor?

In una parola: fantastica. A dir poco. Ricordo un sacco di esperienze che mi hanno fatto crescere tantissimo, fino ad arrivare ad oggi.

Adesso, come ti stai preparando per Sanremo?

Sto cantando tantissimo, e per i primi tre o quattro giorni sono stato quasi sulle nuvole. Poi stiamo chiudendo il disco che uscirà subito dopo Sanremo, quindi sono un po' in giro. Mi sto preparando soprattutto psicologicamente, devo dire. Dietro ad un ledwall ci sono già stato ad X-Factor, ed ora ci sarò di nuovo a Sanremo... speriamo bene. Sono molto tranquillo... beh, abbastanza tranquillo, diciamo.

Il linguaggio della resa è il brano che ti ha permesso di essere selezionato al Festival. Si tratta di un brano scritto appositamente per il concorso?

No, questa canzone è nata in una notte: non volevo parlare del classico amore e dello star bene insieme, ma volevo raccontare di una storia finita. Il linguaggio della resa è proprio il dar voce al silenzio che segue la fine di una storia. Quindi anche la rivincita, il momento in cui uno dice: «Va bene, adesso andiamo avanti, non è finito niente.» La vita continua anche senza di lei, in questo caso senza l'altra metà.

Sei autore di canzoni ma dove trova ispirazione un brano?

Nel mio caso, un brano trova ispirazione anche in pensieri o cose vissute. Non è che io, nei miei vent'anni, abbia vissuto chissà che cosa, però cerco comunque di raccontare al meglio la mia età. Anche inventando storie... sai, a volte un film può darti ispirazione o una musica, una nota, un accordo in maggiore o in minore... tutto può darti delle sensazioni. Ed io vado molto a pelle, scrivo di getto, e il giorno dopo faccio i conti con quello che ho fatto.

Com'è il tuo rapporto con Mara Maionchi che, conclusa l'esperienza di X-Factor, ha deciso di scritturarti nella propria factory?

A proposito di Mara Maionchi io dico sempre che è come la mia “madre” musicale. C'è un rapporto molto libero, soprattutto di pensiero: ho la libertà di scrivere, come ho il dovere di fare al meglio questo lavoro. Ho avuto tanti no, ho buttato tante cose e ne ho tenute altre. Ho un rapporto molto libero con Mara ed anche con suo marito Alberto c'è un rapporto di stima reciproca. Se non fosse stato per loro non so davvero cosa avrei fatto dopo la trasmissione. Hanno creduto in me dall'inizio fino ad oggi.

Ama calma è il tuo primo album: cosa ti ha insegnato un lavoro così lungo in studio?

Mi ha sicuramente rafforzato dal punto di vista tecnico, quindi dell'uso della voce, della dizione... anche quando cantavo l'origine napoletana si sentiva... e poi della precisione, dell'intonazione... Mi ha aiutato molto soprattutto la collaborazione con Ron, che è stato sicuramente uno dei maggiori esponenti della musica italiana. Mi ha aiutato tantissimo, ed è stata sicuramente una grande esperienza quella in studio. Spero che ce ne saranno ancora altre.

Quali sono i tuoi ascolti, quelli di un ragazzo di vent'anni?

Ultimamente mi sono concentrato molto sulla canzone cantautoriale italiana: Tenco, De Gregori... ma spazio anche dall'house al minimal e all'elettronica, da Brian McKnight ad Alicia Keys, ascolto davvero tantissima musica. In particolare Alex Baroni, l'ho sempre detto, fin dagli inizi.

Avresti mai pensato di ritrovarti qui, in un percorso in netta ascesa?

No, non me lo sarei mai aspettato. Anche perché, fino a tre anni fa, sognavo di vedere Sanremo all'Ariston. Quindi di sedere in poltrona col pubblico. Adesso mi ritrovo sul palco e che dire, veramente non me l'aspettavo. In due anni è cambiata quasi tutta la mia vita, mi sento anche un po' fortunato.

Grazie a Tony Maiello. In bocca al lupo per tutto e alla prossima!

Crepi il lupo! Grazie Patrizio, un abbraccio!

Ascolta intervista audio a Tony Maiello

foto: tony.nonholeta.it

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