La tua scheda inizia con la seguente affermazione: “appassionata di progetti realizzabili”. Quali sono quelli irrealizzabili?

Nessuno, credo. Perché rimango una sognatrice, appunto. E sono convinta che si possa davvero realizzare tutto ciò che si desidera, nella vita. Basta sapere che cosa si vuole davvero (il punto è un po’ questo, oggi, per tante persone, soprattutto giovani) e lavorare sodo…

Come nasce la tua passione per la fotografia?

Sono sempre stata incuriosita dal linguaggio visuale, sin da quando facevo la giornalista soltanto con la scrittura. Poi, conoscendo un grande fotografo romano, Claudio Porcarelli, ho iniziato a prendere coraggio. Certe volte è solo questione di approcciare “una materia” eliminando tutto il substrato di preconcetti che abbiamo a riguardo (per esempio: ma io sono una giornalista, non una fotografa. Oppure, io sono una manager, non una fotografa. Lui è un fotografo vero, fa solo quello. io non ce la farò mai. Tutti pre-concetti del mondo esterno, che tende a semplificare le persone a seconda delle professioni, e a standardizzare. Oggi nessuno è più un “unicum”. Siamo tutti fatti di tante cose e personalità diverse. Perché non approcciare con la stessa “leggerezza” consapevole anche le professioni?).

Quali sono le tue scelte cinematografiche. I film «assurdi»?

Beh, per un certo periodo ho deciso che avrei guardato soltanto i film finanziati dalla legge Tremonti, giusto per vedere la qualità delle scelte “statali”. Uno dei più brutti periodi cinematografici della mia storia personale… Vado a filoni. Finché non ne ho concluso uno non ne apro altri, in contemporanea.

Il tuo Blog è realmente lo specchio di quello che vivi?

Credo proprio di sì. La mia vita è fatta di pensieri, persone, arrabbiature e convinzioni. Non scrivo proprio tutto. Per esempio, non parlo di amore.. Per il resto, diciamo che è un buon diario personale. Che vuole raccogliere, però, anche le storie di altri, oltre che la mia soltanto. In fin dei conti, parlo delle persone per parlare anche di me. Perché spesso troviamo nel tuo blog foto con colori alterati.

Un messaggio?

Perché il sul mio blog pubblico solo foto fatte con il cellulare, e mi piace giocarci con Photoshop. E poi, mi piace l’esagerazione, i colori accessi. Mi fanno sentire più viva. Ripercorrendo le precedenti esperienza lavorative.

Cosa ricordi con particolare forza?

Tutto tutto tutto. Certo, gli ultimi cinque anni sono stati in Telecom, e quindi come scordare una permanenza così lunga a Roma e un impegno così importante. Epperò anche gli anni precedenti sono stati molto formativi. La cosa più importante, per me, di tutte le esperienze passate, sono le persone che ho conosciuto. E infatti, in tutti i mondi che ho “bazzicato” ho trovato persone bellissime (oltre che persone bruttissime). Quello bellissime fanno e faranno sempre parte della mia vita.

Come scegli i soggetti da fotografare?

Ci ho pensato molto, su come lavorare con le foto. Ritrattista, reportagista, stillifista… Alla fine, ho deciso che il centro di tutto sono io. E che avrei fotografato soltanto le cose e le persone che mi avessero comunicato qualcosa. Anche in questo senso, è difficile catalogare la mia scelta.

Hai rimpianti del passato?

Qualche volta del periodo universitario. Ma sono ancora legata alla facoltà dove ho studiato, a Pavia, da tanti progetti. Certe volte vorrei ritrovare la leggerezza “non consapevole”… Ma poi, a 33 anni, mi guardo allo specchio e mi dico: ma dove vuoi andare?

Prima fotografa o prima giornalista?

Giornalista professionista con tanto di tesserino ed esame di Stato.

Se non avessi fatto la fotografa cosa avresti scelto?

Non credo proprio mi fermerò qui. Credo che ci saranno altri linguaggi creativi da sperimentare, in futuro. Per esempio la radio, come fai tu… O chissà!

Hai incontrato Enrico Ghezzi. Un aggettivo per descriverlo?

Perché una domanda proprio su di lui? Ghezzianamente, se volessimo “fargli il verso”, lo definirei “anacronisticamente angelico”.

Il tuo sito internet?

Mi trovate quì criativity.com

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