Intervista a Gianluca Petrella

Dal Soundtown di Torino, dove ha il suo studio, abbiamo con noi Gianluca Petrella. Una rivelazione della scena Jazz italiana.

Tu hai creato un crossover molto interessante tra gli standard della musica jazz e le nuove contaminazioni ed il tuo album “Indigo 4” è stato stampato sulla prestigiosa etichetta Blue Note, sempre molto attenta agli sviluppi della musica jazz…?

Sono 10 anni che suono in maniera professionale e adesso ho cercato di mettere insieme le esperienze jazz acustiche, quelle tradizionali e quelle tendenze elettroniche, che sono sempre state un pallino per me e su cui ho sempre lavorato. E’ stato un lavoro spontaneo, che è il prodotto delle mie esperienze passate.

Durante i tuoi live spesso esci dalle vesti del classico jazzista proponendo dei dj set particolarmente singolari…?

Premetto che sto facendo sempre meno serate da “intrattenitore musicale”, ma continuo a comprare molti dischi e ascoltare molta musica e a me resta l’esigenza di diffondere e proporre un genere diverso da quello che viene proposto nei luoghi dove normalmente suonano i djs. E’ la voglia di vedere come la gente abituata ad ascoltare un certo tipo di suono reagisce ad un certo altro tipo di suono. Alla fine si tratta di un gioco che purtroppo ora, per problemi di tempo, non riesco più a coltivare, ma io continuo ad essere molto aggiornato sulle uscite discografiche elettroniche di tutto il mondo.

www.gianlucapetrella.com Un sito molto bello, con una grafica molto ben curata, ma molto poco “jazz”… che quasi si avvicina all’idea delle videoinstallazioni?

"Bass9" è il grafico che è riuscito a mettere in piedi questa idea che ho avuto, e se visitate il suo sito potete capire il mondo artistico in cui lui si muove, che è molto lontano dal clima “cool” del jazz: lui è più minimale e può sembrare un po’ freddo, ma io mi sono trovato molto bene con lui e secondo me bisognerebbe visitare anche il suo sito per capire il mio.

Parlando della musica minimale, se io ti dico “Mathew Herbert”, che aggettivo troveresti per lui?

“Intelligenza” innnanzitutto. Intelligenza nel saper manipolare qualunque tipo di suono e rumore per “tirarlo fuori” e mettere in risalto anche un rumore piccolo come lo scontro tra due bicchieri o, come nel suo ultimo disco “plat du jour”, del cibo. Io lo trovo molto intelligente e sempre innovativo, è un guru dell’elettronica, ogni suo prodotto è sempre stato originale e fonte di spunti dal punto di vista dell’elettronica, ma senza mai abbandonare il concetto di “musica”.

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