Intervista alle Diva Scarlet

Il vostro album si intitola “Apparenze” a chi fate riferimento?

E’ una riflessione sui meccanismi estetici e materiali che sostengono, ma imprigionano l’uomo, è la tangibile facciata di ognuno di noi, è la speranza di non fermarsi in superficie e continuare a sognare senza paura e cinismo, ma con ambizione e tanta auto ironia.

Come avete scelto questo nome e a cosa fate riferimento?

Il nome Diva Scarlet è il nostro alter ego, è un’ immagine che racchiude ambizione e eleganza, forza e passione, tenacia e determinazione nel raggiungere i nostri obbiettivi.

Il singolo “doppia identità” quale tema affronta?

Affronta il tema della prostituzione, dello sfruttamento di questa ignobile schiavitù di cui i primi responsabili sono proprio i clienti, che scelgono di incrementare questo vergognoso mercato umano.

Nel singolo “Emozione Statica” si vede l’uomo che vive ricordi e presente con un gusto sbiadito, perché avete questa idea?

La società di oggi ha un ritmo tale che ci obbliga a vivere tutto molto velocemente e a inquadrare le nostre esperienze in una ferrea organizzazione, anche sociale; La stessa tecnologia, se vissuta con poca consapevolezza, ci lascia in balia delle nostre comodità col rischio di perdere lentamente la capacità di apprezzare le piccole cose. In quest’ottica il valore dei ricordi è sempre più prezioso e sempre più distante.

Cosa pensate della musica in rete (internet)?

Chi scarica mp3 da Internet fa una scelta precisa: rinuncia alla qualità del cd, al booklet e al package e ottiene solo la musica ad un prezzo assolutamente inferiore. Non credo sia una scelta che si possa biasimare. Questo dovrebbe far pensare il mondo della discografia: forse se i prezzi fossero più bassi e se ci fosse un’attenzione maggiore ed eventuali contenuti extra, le vendite aumenterebbero. D’altra parte ci rendiamo conto che questo è un discorso molto complesso e che coinvolge diversi punti di vista…

L’esperienza che ricordate (live) con maggiore attenzione?

In questa prima parte del tour, sicuramente la data all’Officina Estragon di Bologna. Con Estragon c’è un legame particolare, è stato come tornare a casa, il pubblico ha risposto benissimo, è stata davvero una festa.

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