The Scalas' Big 9

Intervista a The Scalas' Big 9: un buon mix tra ska e rocksteady

Intervista a The Scalas' Big 9:  un buon mix tra ska e rocksteady

Un buon mix fra musica ska e rocksteady in classico stile anni ’60 con le chitarre in levare.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Giuliano Cassanelli di The Scalas' Big 9 per raccontare di questo disco dall'omonimo titolo. Bentrovato Giuliano?

Ciao Patrizio.

Come nasce l'avventura The Scalas' Big 9?

Il progetto Scalas' Big 9 nasce da quattro amici di un paesino della provincia di Piacenza che avevano voglia di fare qualcosa di diverso. Si parla di una decina di anni fa e a Piacenza il punk rock andava per la maggiore (anche adesso in verità). Si parlava di formare un gruppo, dovevamo scegliere un genere. Così dopo un po' di riflessioni abbiamo scelto lo ska, perché è divertente e ha gli ottoni. Da subito abbiamo iniziato a fare concerti a Piacenza, e in poco tempo ci siamo spostati in altre città. Abbiamo fatto il nostro primo lavoro discografico, intitolato Runaway e dopo qualche anno e qualche cambio di formazione abbiamo fatto il secondo, dal titolo omonimo The Scalas' Big 9.

Durante la registrazione del cd, Badchili Records si è interessata a noi e da un'autoproduzione siamo passati ad una collaborazione con l'etichetta.

Un'amore verso la musica ska e rocksteady?

A differenza di molti altri generi musicali, nello ska nessuno strumento prevale su un altro. Tutto si mischia insieme come colla e accompagna la melodia. Ed è per questo che questo genere ci rappresenta.

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