Playontape

Intervista a Giuseppe Muci di Playontape

Intervista a Giuseppe Muci di Playontape

Un noto palcoscenico quello dell'Italia Wave Love Festival 2010 li nomina vincitori della selezione regionali 2010. Con un suono tra il new wave e il post-punk che non sembra datato ma al passo con i tempi si presentano con il loro primo album in licenza Creative Commons.

Un noto palcoscenico quello dell'Italia Wave Love Festival, li nomina vincitori delle selezioni provinciali 2010. Con un suono tra il new wave e il post-punk che non sembra datato ma al passo con i tempi si presentano con il loro primo album in licenza Creative Commons.

Al microfono di Patrizio Longo i Playontape, in voce Giuseppe Muci. Bentrovato?

Ciao Patrizio, grazie dell'incontro.

Il vostro primo album propone un suono dallo stile new wave anni '80 che non sa di rifacimento ma di nuovo. Una musica che avete sempre ascoltato, diciamo, che fa parte di Voi?

Sicuramente si tratta di uno stile musicale che ci piace molto, e che ci accomuna; ma essendo in quattro, tutti con storie musicali più o meno differenti, ci capita di prediligere anche band che possono essere abbastanza distanti; tra di noi c’è chi è cresciuto a Smiths e Joy Division, chi adora Sonic Youth e My Bloody Valentine>, chi ascolta Radiohead e Placebo, e la lista potrebbe essere ben più lunga. Quando siamo nella saletta poi ognuno cerca di tirare fuori qualcosa di suo, di creare qualcosa di personale e nuovo.

Sono tracce quelle contenuto in A Place to Hide che avevate già realizzato e raccolto per questo cd?

Quelli contenuti A Place to Hide sono pezzi che raccontano la prima fase dei Playontape, dalle primissime prove fino all’estate del 2010, quando siamo entrati nello studio di registrazione, quindi sono nati in poco meno di un anno. Non sono stati composti pensando ad un disco, per lo meno non da subito.

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