Meganoidi

Intervista ai Meganoidi: "Welcome in disagio"

Intervista ai Meganoidi: "Welcome in disagio"

Approdano ad un nuovo livello di scrittura con Welcome in Disagio il nuovo lavoro per Meganoidi. Ironia, desiderio e riff di chitarra sono le basi su cui è stato scritto questo quinto lavoro. Un successo che prosegue e che richiama sempre più ascoltatori per questa band che fin dalle prime note ha saputo mettersi in gioco con ironia e spirito critico.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Luca Guercio autore con Davide di Muzio dei testi di Welcome in Dasgio. Bentrovato.

Ciao Patrizio!

Un lavoro, questo, che segna un più maturo livello di consapevolezza?

Beh dopo 5 dischi e due Ep, la maturazione è d'obbligo, poi noi siamo sempre stati un gruppo molto maturo ed onesto nelle nostre scelte, partendo dall'autoproduzione e dall'autodeterminazione artistica che ci ha permesso di evolverci senza accettare compromessi.

Perché Welcome in Disagio. Una critica rispetto la società del nostro tempo?

Noi siamo di indole delle persone che sdrammatizzano molto e il titolo rispecchia anche un po' il nostro senso dello humour. È una società dove ormai stare male è quasi d'obbligo altrimenti non si sa di cosa parlare. Il disagio è assolutamente una cosa legittima, ma deve essere un momento per trovare uno slancio, non per fossilizzarsi.

Intervista audio ai Meganoidi


10:17 minutes (4.12 MB)

Luca di Meganoidi in occasione della rassegna "...inTenda" racconta al nostro microfono l'esperienza Artistica. Alcune riflessioni sulla comunicazione televisiva, la vendita della musica in rete, Genova. Città dove attualmente Luca risiede anche se di origini campane. Non ama parlare di generi musicali ma di influenze. Ci dice "è stato inventato tutto..."

Intervista ai Meganoidi

Cosa è cambiato dal vostro primo lavoro ufficiale "In to The Darkness, Into The Moda"?

Direi che basta ascoltare i dischi per capire cos'è cambiato. Noi facciamo musica, ed il cambiamento giustamente si nota nella nostre produzioni, di fatto siamo semplicemente cresciuti, e siamo sempre più vicini al concetto di "musica = comunicazione" e non "musica = intrattenimento fine a se stesso".  [...]

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