Irene Bello

Intervista ad Eneri: un ponte sonoro fra pop, jazz e cultura popolare salentina

Intervista ad Eneri: un  ponte sonoro fra pop, jazz e cultura popolare salentina

Il prossimo 25 marzo si esibirà presso il Jet Cafè a Milano. Un live che vedrà un'inconsueta performances di Eneri che suonerà il piano in un atmosfera di grande effetto per una serata a tempo di jazz, pop e sonorità etniche.

Un progetto raffinato che contamina i ritmi della cultura salentina con i suoni metropolitani di New York. Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Eneri al secolo Irene Bello. Bentrovata?

Ciao Patrizio, ben trovato.

Un crossover che spazia dalle atmosfere metropolitane con sonorità ampie e richiami al jazz a quelle chiuse della cultura popolare salentina. Questa potrebbe essere la sintesi della tua espressività sonora?

Il mondo del cantautorato femminile “overseas” mi ha sempre affascinato (parlo di grandi cantautrici/musiciste come Tori Amos, Norah Jones, Fiona Apple, Joan as a Police Woman…). Da qui parte il mio progetto, che conserva comunque una forte individualità innestandovi elementi ritmici della mia terra.

Sonorità che raccontano, una ricerca analitica, il proprio mondo interiore?

Indubbiamente la musica prende vita traendo spunto dalle esperienze, dagli ascolti, da quello che ci ha plasmato negli anni. Io ascolto di tutto, anche se non mi piace tutto quello che ascolto, ma da questo si può trarre ciò che più ci identifica e ci si cuce addosso un abito fatto su misura. Il mio abito è cucito di storie che, seppur non mi hanno sempre vista protagonista, hanno comunque interagito con me. Indubbiamente si tratta di una visione personale e tutta la femminile.

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