Dafne Bloom

Interviata ai Dafne Bloom: "Ginger Sad"

Interviata ai Dafne Bloom: "Ginger Sad"

Un progetto sonoro che basa la propria filosofia sul fatto che «la musica non ha frontiere tanto meno vincoli come la distanza». Questa l'essenza per Massimo Bagnoli e Francesco Cappabianca ideatori dei Dafne Bloom. Incontriamo la band per raccontare di Ginger Sad il nuovo lavoro.

A cosa rimanda questo nome: Dafne Bloom?

In realtà all'inizio volevo chiamare il gruppo solamente Dafne ma non ero sicuro della sua completezza. Ho pensato che forse un cognome sarebbe stato più assimilabile a un identità e quindi avrebbe reso il tutto più completo. Letto poi la storia della mitologia greca che parla appunto di Dafne che alla fine si trasforma in una pianta e il dio Apollo la rende sempre verde l'alloro. Mi è venuto in mente che la fioritura dell'alloro non era qualcosa di così banale come quella di un ciliegio. Letteralmente fioritura di Dafne cioè Dafne Bloom.

Non avete una sala di incisione predefinita una scelta voluta, per non avere la stessa matrice sonora?

In realtà è anche un esperimento. In gruppo convenzionale una persona spicca e diventa il leader del progetto e tende a portare tutti sulla sua linea ideale. Lavorando separatamente ognuno costruisce la canzone seconda la propria prospettiva e questo a mio avviso crea più originalità creando un senso di bipolarismo su ogni brano.

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