Anarcord

Intervista agli Anarcord: le anarchie sonore di "Riviera"

Intervista agli Anarcord: le anarchie sonore di "Riviera"

Si presentano con queste parole: «La realtà è spirito che si dispiega nella sua interezza all’interno della storia. Riflessivo. Disperato. Elettronicamente puro.» Un suono, il loro, coinvolgente, morbido con una ritmica intensa e definita.

Incontriamo Anarcord per commentare questa linea sonora. Bentrovato Massimo?

Ciao a te e a tutti i lettori

Con quale suffisso definireste la vostra linea musicale?

Soggettivamente trasportante.

Un suono che volge l'ascolto al nord Europa anni '90 ma che non abbandona la melodia nostrana?

Il richiamo agli anni 90 del nord Europa è inconsapevole e dipende forse dall'imprinting ricevuto, visto che i primi passi da musicisti li abbiamo mossi proprio agli inizio degli anni 90, mentre è perfettamente consapevole e voluto l’approccio tipicamente ninety con l’elettronica, ovvero un’elettronica fatta con synth reali, programmata e suonata su strumenti veri, girando manopole vere, utilizzando veri cavi, un elettronica non ancora schiava del digitale, difetto tipico di quella attuale. La tendenza melodica invece è imprescindibile dal nostro essere italiani, fa parte della nostra cultura e della nostra tradizione, e non considerarla sarebbe credo un errore.

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