Intervista ad Artemisia con Mario Verzin

Mario Verzin carismatico quanto deciso a manifestare le proprie doti canore sul un palcoscenico quello dei "Fuoriclasse". Il programma di Rai Uno condotto da Carlo Conti.

Giovane promessa della musica italiana, viene dal Salento dalla terra che ha regalato diversi nomi al panorama internazionale, non ultimi i Negramaro che da qualche anno sono sempre primi nelle classifiche di vendita. Il suo è un modo di porsi delicato verso il pubblico e nel reinterpretare grandi successi, attraverso una voce dalle brillanti estensioni che mai va a scalfire la versione originale.

Di sogni ne avrà tanti e ci piacerebbe, iniziare a condividerne esperienze con questo incontro dove Mario si racconta.

Il sito: www.artemisiarock.com

Ed eccoci qui al microfono di Extranet. Questa sera andiamo ad esplorare territori musicali nuovi. Nuovi personaggi, gente che ha voglia di proporre qualcosa di nuovo in un panorama musicale probabilmente, a volte, dai tratti un po’ stagnanti. Mario Verzin, benvenuto.

Grazie, benvenuto anche a Salvo, non solo questa sera!

Mario Verzin, quando inizia questa bella avventura?

Allora… l’avventura col mio gruppo, gli Artemisia, è cominciata già tre anni fa, però la svolta è stata dopo la trasmissione fatta con Carlo Conti su Rai Uno, in “Fuoriclasse”, che mi ha dato la possibilità di essere un po’ più visibile che suonando solo nel Salento. E… mi è andata bene, perché sono stato notato da un produttore, e ho firmato un contratto con una casa discografica.

La musica che trasmetti è fortemente carismatica. Questo rispecchia anche un po’ il tuo essere?

Sicuramente sì. Non sono una mummietta, quindi mi piace la musica un po’ più… “hard”.

Spesso quando si propone una canzone si può incorrere in un problema. Quello che l'ascoltatore abituato alla versione originale ha difficoltà ad apprezzare la nuova anche se tecnicamente migliore?

Io, grazie a Dio, le critiche e i complimenti che ho ricevuto sul il pezzo di Mina sono stati spiazzati, in quanto non mi aspettavo che gente anche di una certa età (perché l’abbiamo fatta un po’ più rock) dicesse che è un bel pezzo, ed è stato arrangiato veramente bene. E questo mi inorgogliva, e quindi… no.

Ritornando al carisma, al carattere, all’aspetto di una persona, che è uno degli elementi principali di una persona, il carattere. L’esperienza televisiva ti ha permesso di esprimere sia il tuo carattere sia la tua giovane esperienza, anche se abbastanza corposa. Secondo quale di questi due elementi ti ha dato la possibilità in seguito di raggiungere il contratto discografico?

Ti ringrazio. Sicuramente è stato… ha giocato un ruolo fondamentale, quello. Perché… io non sono tanto normale di testa, e si vede in video. Ho cercato semplicemente di proporre me stesso, senza scimmiottare altri artisti, o altre cose. Niente, sono stato me stesso ed è servito, secondo me, a… a trovare un personaggio in me, non una persona costruita.

Questa è la prima esperienza televisiva o hai altre volte tentato di affacciarti nella scena mediatica a grande consumo?

Si, vabbè, ho fatto il karaoke, ma avevo quattordici anni, è stato un gioco.

Un’esperienza nuovo?

Sì, lì è stata proprio un’esperienza.

Andiamo avanti, in un futuro non lontano. Non dirmi Mina, però ti prego: con chi ti piacerebbe duettare?

Eh… eh… eh… magari!

Con Mina?

Magari, sì!

Oppure?

Mh, un bel duetto con i Subsonica non mi dispiacerebbe.

Eppure potrebbe essere una cosa fattibile, sia quella dei Subsonica sia con Mina che è molto disponibile alle collaborazioni, soprattutto a quelle con i giovani. Adesso, che cosa si fa?

E adesso, noi avevamo fatto i provini per Sanremo, ma non c’hanno preso. Quindi adesso, ci mettiamo d’impegno e lavoriamo al nostro primo album. Tra qualche giorno esce il singolo, quello di Mina, e l’album invece conterrà anche dei pezzi ovviamente inediti. Alcuni scritti da me, alcuni scritti da un ragazzo siciliano con cui collaboriamo, e… vediamo un po’ che succede.

L’esperienza con Artemisia continua, li porterai con te. Una strada parallela o due strade che camminano insieme?

No, è sempre la stessa strada, anche perché la parte dell’idea viene sempre da me, da Salvatore Fedele (che è il batterista) e da Luca Longo, “The Doctor”, il nostro “The Doctor”, che purtroppo è all’università e non è potuto venire. Lui è il chitarrista e... nasce da un pensiero comune. Cioè, infatti, quando ci troviamo a fare dei ri-arrangiamenti su pezzi di altre persone, ci viene abbastanza svelta la cosa, perché ci troviamo molto in simbiosi, in linea.

Ringraziamo Mario Verzin, per aver raccontato quest’esperienza, e gli auguriamo un mega in bocca al lupo per un prossimo futuro.

Crepi!

Alla prossima!

Ciao, ciao a tutti!

Ascolta intervista audio

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