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Intervista ai Meganoidi: "Welcome in disagio"

Intervista ai Meganoidi: "Welcome in disagio"

Approdano ad un nuovo livello di scrittura con Welcome in Disagio il nuovo lavoro per Meganoidi. Ironia, desiderio e riff di chitarra sono le basi su cui è stato scritto questo quinto lavoro. Un successo che prosegue e che richiama sempre più ascoltatori per questa band che fin dalle prime note ha saputo mettersi in gioco con ironia e spirito critico.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Luca Guercio autore con Davide di Muzio dei testi di Welcome in Dasgio. Bentrovato.

Ciao Patrizio!

Un lavoro, questo, che segna un più maturo livello di consapevolezza?

Beh dopo 5 dischi e due Ep, la maturazione è d'obbligo, poi noi siamo sempre stati un gruppo molto maturo ed onesto nelle nostre scelte, partendo dall'autoproduzione e dall'autodeterminazione artistica che ci ha permesso di evolverci senza accettare compromessi.

Perché Welcome in Disagio. Una critica rispetto la società del nostro tempo?

Noi siamo di indole delle persone che sdrammatizzano molto e il titolo rispecchia anche un po' il nostro senso dello humour. È una società dove ormai stare male è quasi d'obbligo altrimenti non si sa di cosa parlare. Il disagio è assolutamente una cosa legittima, ma deve essere un momento per trovare uno slancio, non per fossilizzarsi.

Ozzy Osbourne: "Se la musica è troppo alta..."

"Se la musica è troppo alta, tu sei troppo vecchio."

Ozzy Osbourne

Interviata ai Dafne Bloom: "Ginger Sad"

Interviata ai Dafne Bloom: "Ginger Sad"

Un progetto sonoro che basa la propria filosofia sul fatto che «la musica non ha frontiere tanto meno vincoli come la distanza». Questa l'essenza per Massimo Bagnoli e Francesco Cappabianca ideatori dei Dafne Bloom. Incontriamo la band per raccontare di Ginger Sad il nuovo lavoro.

A cosa rimanda questo nome: Dafne Bloom?

In realtà all'inizio volevo chiamare il gruppo solamente Dafne ma non ero sicuro della sua completezza. Ho pensato che forse un cognome sarebbe stato più assimilabile a un identità e quindi avrebbe reso il tutto più completo. Letto poi la storia della mitologia greca che parla appunto di Dafne che alla fine si trasforma in una pianta e il dio Apollo la rende sempre verde l'alloro. Mi è venuto in mente che la fioritura dell'alloro non era qualcosa di così banale come quella di un ciliegio. Letteralmente fioritura di Dafne cioè Dafne Bloom.

Non avete una sala di incisione predefinita una scelta voluta, per non avere la stessa matrice sonora?

In realtà è anche un esperimento. In gruppo convenzionale una persona spicca e diventa il leader del progetto e tende a portare tutti sulla sua linea ideale. Lavorando separatamente ognuno costruisce la canzone seconda la propria prospettiva e questo a mio avviso crea più originalità creando un senso di bipolarismo su ogni brano.

Intervista ai Garden Wall: "Assurdo" differenti incontri sonori

Intervista ai Garden Wall: "Assurdo" differenti incontri sonori

Un linea melodica volta alla costruzione di un'armonia tra prog metal e sonorità classiche. Questi i pilastri sui quali si basa il nuovo lavoro della band friulana. Una mistura, quasi alchemica, di ritmi e di incontra tra differenti culture sposandole verso altre chiavi di lettura.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Alessandro Seravalle, filosofo e musicista dei Garden Wall, Bentrovato.

Bentrocati a voi.

Assurdo è il titolo del vostro lavoro, un riferimento all'incontro delle differenti culture sonore fra loro?

Indubitabilmente uno dei tratti caratterizzanti del nostro nuovo disco è rappresentato dalla forte contaminazione tra istanze musicali diverse le quali sono state trattate “alchemicamente” in una sorta di paradossale calderone sonoro. Ogni istanza porta con se sapori culturali diversi e concorre all'emergere di un sound personale nel momento stesso in cui interagisce con le altre forme musicali e con la personalità dei musicisti coinvolti (in questo senso va anche letta la presenza massiccia di guest musicians che è peculiare di questo lavoro e che, almeno nelle intenzioni, sarà caratteristica anche delle produzioni a venire). Tuttavia il titolo del disco è maggiormente legato ad una posizione filosofica secondo cui la cattura di atomi di verità non può in alcun modo passare attraverso un'espressione "forte" (il cui prototipo è l'affermazione di carattere scientifico) ma necessita piuttosto di un approccio pudico da un lato e antisistematico dall'altro. In sostanza solamente attraverso il paradosso, l'assurdo, l'ossimoro o l'iperbole risulta fruttuoso un avvicinamento alla realtà, nella speranza di trarne qualche conoscenza. Tra Cioran (autentico mentore per me, assieme a Guido Ceronetti) e pensiero debole (sono stato allievo di Pieraldo Rovatti). L'elemento lirico-testuale viene spesso sottovalutato, ma è parte integrante ed anzi decisiva dell'universo artistico dei Garden Wall.

Una scelta azzardata?

Senza una sostanziosa dose di azzardo non può esserci espressione artistica ma solo, nella migliore delle ipotesi, buon intrattenimento. Nella storia di tutte le arti sono stati proprio i tentativi più “azzardati” a dare la stura ad una evoluzione, ad un cambio di paradigma (basti pensare alla rivoluzione dodecafonica di Arnold Schoenberg). Quello che i Garden Wall provano a fare è di tentare qualcosa di nuovo, di non addormentarsi e rifugiarsi al riparo di qualche comodo clichè. La via che mi pare più stimolante è appunto quella della commistione spinta tra tradizioni musicali diverse: il progressive rock classico, il jazz, il metal, elementi etnici, l'elettronica e la musica colta del XX secolo. Il problema di molta musica è il suo prostrarsi, temo molto spesso persino inconsapevole, a moduli stilistici triti e ritriti volti alla rassicurazione dei fruitori (uso questo termine non a caso) piuttosto che allo stimolo e all'apertura di nuovi orizzonti d'ascolto. I Garden Wall si candidano a “missing link” tra la tradizone musicale pregressa e nuove frontiere musicali di stampo avanguardistico.

Questo lavoro rappresenta una svolta nella vostra carriera?

La band ha subito nel corso della sua carriera diversi cambi di formazione, ma certamente l'ultimo è stato il più “traumatico”. La collaborazione con il batterista Camillo Colleluori infatti durava ormai da una dozzina d'anni. La sua dipartita, se da un lato è stata diffcile da assorbire, dall'altro ha aperto alla possibilità di un'autentica (ed invero ennesima) rivoluzione in particolare sul fronte della tavolozza timbrica enormemente ampliatasi grazie all'uso strutturale dell'elettronica e all'utilizzo, accanto alla batteria tradizionale, di grooves elettronici curati da mio fratello Gianpietro. La componente “metal”, sebbene tuttora presente, ha subito una contrazione piuttosto evidente lasciando spazio ad altre suggestioni sonore. “Assurdo” rappresenta una sorta di palingenesi per noi, ci stiamo rilanciando dopo un prolungato periodo di silenzio ed è un'opera, anche se ovviamente perfettibile, di cui siamo tutti estremamente fieri.

Intervista a Giuseppe Muci di Playontape

Intervista a Giuseppe Muci di Playontape

Un noto palcoscenico quello dell'Italia Wave Love Festival 2010 li nomina vincitori della selezione regionali 2010. Con un suono tra il new wave e il post-punk che non sembra datato ma al passo con i tempi si presentano con il loro primo album in licenza Creative Commons.

Un noto palcoscenico quello dell'Italia Wave Love Festival, li nomina vincitori delle selezioni provinciali 2010. Con un suono tra il new wave e il post-punk che non sembra datato ma al passo con i tempi si presentano con il loro primo album in licenza Creative Commons.

Al microfono di Patrizio Longo i Playontape, in voce Giuseppe Muci. Bentrovato?

Ciao Patrizio, grazie dell'incontro.

Il vostro primo album propone un suono dallo stile new wave anni '80 che non sa di rifacimento ma di nuovo. Una musica che avete sempre ascoltato, diciamo, che fa parte di Voi?

Sicuramente si tratta di uno stile musicale che ci piace molto, e che ci accomuna; ma essendo in quattro, tutti con storie musicali più o meno differenti, ci capita di prediligere anche band che possono essere abbastanza distanti; tra di noi c’è chi è cresciuto a Smiths e Joy Division, chi adora Sonic Youth e My Bloody Valentine>, chi ascolta Radiohead e Placebo, e la lista potrebbe essere ben più lunga. Quando siamo nella saletta poi ognuno cerca di tirare fuori qualcosa di suo, di creare qualcosa di personale e nuovo.

Sono tracce quelle contenuto in A Place to Hide che avevate già realizzato e raccolto per questo cd?

Quelli contenuti A Place to Hide sono pezzi che raccontano la prima fase dei Playontape, dalle primissime prove fino all’estate del 2010, quando siamo entrati nello studio di registrazione, quindi sono nati in poco meno di un anno. Non sono stati composti pensando ad un disco, per lo meno non da subito.

Italia Wave a Lecce dal 14 al 17 luglio con Lou Reed, Paolo Nutini, Kaiser Chiefs, Jimmy Clif, Sud Sound System, Verdena

Italia Wave a Lecce dal 14 al 17 luglio con Lou Reed, Paolo Nutini, Kaiser Chiefs, Jimmy Clif, Sud Sound System, Verdena

Annunciati alcuni tra i personaggi che sie sibiranno sul palco dell'Italia Wave: Lou Reed, Paolo Nutini, Kaiser Chiefs, Jimmy Cliff, Sud Sound System e Verdena. Un cartellone di Italia Wave Love Festival 2011, da giovedì 14 a domenica 17 luglio a Lecce. Cinque i palchi dove si alterneranno stelle del rock e talenti della scena internazionale, band emergenti e nuove scommesse. Oltre cento eventi in quattro giorni, per un progetto che spazia dalla musica alle arti, dedicato ad pubblico curioso, giovane, europeo.

Salento & Jamaica: giovedì 14 luglio ecco sul Main Stage Sud Sound System e Jimmy Cliff. I primi a fare gli onori di casa, Cliff ad infiammare il pubblico con il suo reggae/ska/rocksteady giamaicano doc: autore, attore, cantante, produttore. 40 anni di carriera ed un album nuovo di zecca, ”Existence”, da farci ascoltare.

I tour di Kaiser Chiefs e Paolo Nutini faranno una sola fermata in Italia, questa estate. E sarà ad Italia Wave, venerdì 15 luglio. Occasione unica per gustarsi il pop-soul del songwriter scozzese e la rock band di Leeds, che proprio nei mesi estivi darà alle stampe il nuovo disco, tre anni dopo "Off With Their Heads".

Sabato 16 una vera perla per intenditori: il grande Lou Reed, con una formazione allargata a ottoni e tastiere ed un repertorio incentrato sulle produzioni di fine ‘70. Sempre sabato 16, approda a Lecce il tour italiano dell’anno, quello dei Verdena, sull’onda del successo riscosso con il doppio album “Wow”.

Domenica 17 chiusura italiana con alcune tra le migliori formazioni di casa nostra che festeggeranno i 25 anni di festival.

Sono alcune anticipazioni della prima edizione pugliese di Italia Wave Love Festival, che si articolerà in quattro giornate con la tradizionale formula di “festival urbano”: dallo Stadio Comunale - dove sarà allestito il Main Stage e dove ogni sera suoneranno 4/5 band di caratura internazionale assieme ad alcuni emergenti - alle spiagge salentine, dal centro storico all’Aeroporto di Lepore, dove si esibiranno i dj di Elettrowave. Tutta la città sarà investita dall’onda di Italia Wave, un’opportunità per Lecce, per il Salento e per tutta la Puglia, che si conferma meta del turismo musicale giovanile.

Concerti, spettacoli, incontri, proiezioni cinematografiche e progetti speciali. Uno spaccato culturale del nostro tempo, una ribalta importante per le formazioni musicali emergenti che si esibiscono tutto l’anno nelle selezioni dei contest “Italia Wave Band” e “Elettrowave challenge” per poi esibirsi al festival. Musica ed eventi dalla mattina alla sera, con la maggior parte degli eventi ad ingresso gratuito.

Il cast completo sarà annunciato entro la fine di maggio. Per l’ingresso ai concerti del Main Stage è previsto un biglietto di 15 euro (giovedì 14), 23 euro (venerdì 15) e 25 euro (sabato 16). Fino al primo luglio si può acquistare un abbonamento per i 4 giorni al prezzo di 50 euro. Biglietti e abbonamenti sono in vendita nei circuiti www.greenticket.it - www.boxol.it - www.bookingshow.com.

Giovanni Lindo Ferretti in concerto: "A Cuor Contento"

Giovanni Lindo Ferretti in concerto: "A Cuor Contento"

Dopo qualche anno di assenza dal mondo della musica, Giovanni Lindo Ferretti ritorna A Cuor Contento sui palchi di club e festival musicali.

Nel nuovo spettacolo, lasciando da parte il ruolo di narratore che lo ha contraddistinto negli ultimi anni, Giovanni Lindo torna a raccontarsi esclusivamente con le canzoni: brani dagli anni ottanta ad oggi, trent'anni di repertorio, a partire dai CCCP Fedeli alla Linea, passando attraverso CSI e PGR fino ad arrivare agli ultimi progetti solisti.

Italia Wave Love Festival 2011 approda in Puglia a Lecce

Italia Wave Love Festival 2011 approda in Puglia a Lecce

Cambio di location per il Festival che quest'anno festeggia il 25esimo compleanno. Siete tutti invitati in Puglia, a Lecce, dal 14 al 17 luglio 2011.

Grande novità per Italia Wave Love Festival! Come già anticipato i giorni scorsi, Italia Wave Love Festival quest’estate si svolgerà per la prima volta in Puglia: ponte sul Mediterraneo fra oriente e occidente, luogo privilegiato di scambi e incontri, regione pervasa ormai da alcuni anni da una rinascita culturale al centro di un importante processo di sviluppo culturale ed economico.

Una regione in cui l’industria della creatività e il ricco patrimonio musicale - sostenuto attraverso Puglia Sounds, programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale - sono considerati fondamentali per la crescita dell’intera comunità rappresenta terreno fertile per una manifestazione come Italia Wave Love Festival che sin dalla prima edizione rappresenta il punto di riferimento italiano per le culture giovanili.

Un nuovo connubio quello fra il prestigioso festival, la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Lecce: nuova evocativa location per Italia Wave, nuove sinergie territoriali, ma stessa voglia di proporre qualità e incuriosire il pubblico.

Il Love Festival 2011 proporrà quattro giornate dense di eventi che si terranno a Lecce con la tradizionale formula di "festival urbano": dallo Stadio Comunale per il Main stage alle spiagge salentine, dal centro storico all’Aereoporto di Lepore dove si esibiranno i dj di Elettrowave.

Intervista ad Elisa Orlandotti autrice di "Marlene Kuntz. Un rampicante del cuore in dirittura finale"

Intervista ad Elisa Orlandotti autrice di "Marlene Kuntz. Un rampicante del cuore in dirittura finale"

Risulta sempre più raro incontrare artisti che non recitano una parte ma rappresentano, attraverso lo “strumento” Arte il proprio mondo interiore.

Era il marzo del 2008 quando in albergo chiacchierando con Cristiano Godano leader dei Marlene Kuntz, registravo questa sensazione, quella di una personalità artistica che aveva tanto da raccontare attraverso la musica.

La stessa sensazione ritengo l'abbia avvertita Elisa Orlandotti autrice del libro: Marlene Kuntz. Un rampicante del cuore in dirittura finale (2011 – Arcana). Bentrovata Elisa, mi confermi questa riflessione?

Te la confermo, nel modo più assoluto. Questa che tu chiami "sensazione" - e che io stessa ho avuto - è il necessario presupposto che mi ha guidato nell'analisi dei loro lavori; ho dovuto però dare un corpo un po' più solido all'intuizione, chiedendo a Cristiano in persona se, effettivamente, ci sono forti corrispondenze tra i personaggi da lui cantati e la visione del mondo che ha la band di Cuneo.
La risposta è stata affermativa: il frontman dei Marlene ha ammesso che non riuscirebbe mai a mettere in bocca ad un protagonista delle sue liriche parole che lui stesso non condivide. Chiaramente poi questa corrispondenza tra cantato e mondo interiore non arriva mai al 100% in quanto nell'arte subentrano anche trasfigurazioni, licenze, giochi e quant'altro può, giustamente, lasciare più impalpabili e misteriosi eventi, situazioni e individui.

Intervista a Davide Pilla: "I Baustelle Mistici dell'Occidente"

Intervista a Davide Pilla: "I Baustelle Mistici dell'Occidente"

La musica come tutte le arti esprime e racconta attraverso le note gli aspetti più profondi dei nostri sentimenti. Davide Pilla ha voluta tracciare il percorso di una fra le più interessanti band dello scenario italiano i Baustelle.

Un viaggio attraverso «Un'assurda specie di preghiera che sembra quasi amore». Queste le parole che dalla copertina meglio descrivono il libro di Paola Jachia e Davide Pilla: I Baustelle Mistici dell'Occidente (2011 – Ancora Editrice).

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Davide Pilla, bentrovato. Un viaggio mistico nella terra del consumismo?

In poche parole, direi di sì. Una delle cose più interessanti e non prevista è che il nostro lavoro di analisi, di "scavo", ha portato alla luce una storia. La storia di un viaggio, di un percorso di maturazione assimilabile a quello dei romanzi di formazione. Questo percorso ha origine da un'adolescenza assolutamente italiana e provinciale ma allo stesso tempo devastata dall'impatto folgorante che possono avere certi miti appartenenti ad un immaginario letterario e cinematografico, prosegue attraverso una successiva maturazione e un forte scontro con la società occidentale in cui domina "il mal di vivere" e i seguenti tentativi per uscirne vivi, per raggiungere "la salvezza": allontanarsi da questa realtà fisicamente, come può essere un viaggio in Africa, un viaggio verso una realtà dove certi meccanismi tipici dell'Occidente non sono ancora consolidati, o, come proposto nell'ultimo discorso, elevarsi, raggiungere il distacco spirituale attraverso una sorta di misticismo non strettamente religioso.
Questa in estrema sintesi la storia raccontata dai Baustelle attraverso i cinque dischi. Una riflessione estremamente importante sulla deriva della nostra società che sta perdendo di vista certi valori di umanità in nome di una logica sempre più spietata del profitto.

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