rock

Intervista ai Gualeve: sonorità creative dal rock progressive al noise

Intervista ai Gualeve: sonorità creative dal rock progressive al noise

Come spesso accade per le band sono alcuni amici che si ritrovano a condividere passioni ed intraprendere nuove direzioni. Sono i Gualeve a percorrere questa strada, accomunati dalla passione per la musica e per la scrittura.

Il loro primo cd s'intitola L'età del ferro. Un disco che sembra essere stato influenzato dal rock progressivo dei CCCP – Fedeli alla linea.
Suonano una musica che li presenta ragazzi introversi. Mirano ad affermare il loro suono raccontando descrivendo stati d'animo e i bisogni dei alcuni giovani salentini.

Incontriamo Alessandro Gatto per raccontare di questa band e del primo disco. Quale il messaggio che volete promuovere in L'età del ferro?

Non c'è un messaggio preciso che si vuole dare, tutto è affidato alla libera interpretazione dell'ascoltatore, ciò che si sente maggiormente fruire dall'album è un disagio sociale che viviamo.

L'album si apre con un pezzo intitolato Come può,nel testo del brano si ha un chiaro riferimento al contrasto tra uomo e natura, l'uomo infatti si pone delle domande di cui non avrà mai risposta.

Dopo Come può c'è il pezzo che dà il titolo all'album, L'età del ferro, anche qui si trova di nuovo l'eterno scontro tra la natura e il progresso umano; Epitaffio di un'amore parla delle passioni che consumano, L'oro di Mida parla dell'avidità umana, la canzone Vendetta e perdono è nata quasi per gioco e impersonifica lo scontro tra la vendetta e il perdono, infine l'album si chiude con La n°6 che parla dell'impotenza dell'uomo e delle cose soggette all'usura del tempo.

Jimi Hendrix: "Foxy Lady"

See video

http://www.youtube.com/watch?v=OqQOaA2LPRo

Intervista a Silvia's Magic Hands: il folk arricchito dal suono metropolitano

Incontriamo James Wood III da Dorset (Inghilterra) e Giuseppe Lovreglio da Taranto (Italia) hanno fatto confluire le rispettive culture musicali, dando vita ai Silvia's Magic Hands. Una Band che ispirandosi al folk contamina lo stesso con ritmi metropolitani.

Il vostro incontro potremmo definirlo un incrocio di culture?

Definire il nostro incontro un incrocio di culture mi sembra non proprio esatto. Per quanto mi riguarda non vedo strascichi di Cultura Italiana in quello che ho messo nei pezzi. Il marchio di "fabbrica made in italy" non mi è mai appartenuto molto, sicuramente avverto le radici inglesi di James (voce e chitarra) ed i trascorsi anni '70 o primi anni '90 sporcati da suoni forse un pò più di matrice americana (miei e di Luca - batteria).[...]

Intervista a Marco Ancona: ecco a voi i Fonokit

Incontrammo i Bludinvidia nel 2004 per raccontare una fra le più interessanti band rock nella scena alternativa del Salento.

Un percorso musicale che si è concluso in occasione del festeggiamento dei dieci anni di carriera con lo spettacolo Bludinvidia Blog Live.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Marco Ancona leader dei Bludinvidia per raccontare una nuova avventura chiamata Fonokit.

Il nome, ci spiega Marco Ancona, è ripreso da una: «Tecnica usata dalla polizia per identificare una persona attraverso il suono della sua voce, consistente nel confrontare, mediante speciali apparecchiature elettroniche, la viva voce della persona con quella non identificata che risulta da una registrazione. Da FONO(identi)KIT».

Una nuova avventura quella dei Fonokit?

I Bludinvidia si sono fermati concettualmente nel 2007 decidendo di chiudere con quello spettacolo un pò particolare chiamato Bludinvidia Blog Live come ultima data del tour relativo all'ultimo album "Non è abbastanza ancora". Questo evento cadeva ai dieci anni esatti dalla prima nostra uscita discografica.

Dopo un mesetto abbiamo deciso di produrre del nuovo materiale e ci siamo messi a lavoro nel nostro studio, col senno di una sorta di "punto e a capo".

Abbiamo firmato un nuovo contratto e dopo praticamente due anni di lavoro è uscito questo nuovo singolo No money No cash col nome di Fonokit.

Si potrebbe definire una nuova avventura, io la sto avvertendo un pò così, anche se probabilmente per il pubblico che ha sempre seguito i Bludinvidia - di fatto - potrebbe non esserlo.

Vedono sempre me che canto e suono la chitarra e gli altri tre che suonano i propri strumenti, siamo sempre noi.[...]

Segui Patrizio Longo su...

Cerca