Lecce
Intervista ad Enrico Rava: "L'Artista incurante delle convenzioni musicali"
Personalità creativa quella di Enrico Rava. Considerato il jazzista italiano più noto all'estero.
Le sue prime apparizioni nella scena jazz risalgono ai primi anni '70. Il suo stile è di matrice jazz innovativa con forti richiami alla tradizione classica.
Attualmente fra i diversi progetti nei quali è impegnato risulta quello insieme a Sergio Rubini nella rappresentazione di uno scritto di Andrea Camilleri mai pubblicato per documentare la vita del jazzista.
La storia crea una linea temporale fra due città: la Sicilia e New Orleans, la patria del jazz segnata dalla catastrofe dell’uragano Katrina. Apparentemente così distanti fra loro per tradizioni e stili di vita, al contrario legate dalla musica.[...]
Una delle mie poche volte in tv
L'incontro con Enrico Rava
Intervista audio ad Enrico Rava: "L'Artista incurante delle convenzioni musicali"
19:12 minutes (7.7 MB)
Personalità creativa quella di Enrico Rava. Considerato il jazzista italiano più noto all'estero.
Le sue prime apparizioni nella scena jazz risalgono ai primi anni '70. Il suo stile è di matrice jazz innovativa con forti richiami alla tradizione classica.
Attualmente fra i diversi progetti nei quali è impegnato risulta quello insieme a Sergio Rubini nella rappresentazione di uno scritto di Andrea Camilleri mai pubblicato per documentare la vita del jazzista.
La storia crea una linea temporale fra due città: la Sicilia e New Orleans, la patria del jazz segnata dalla catastrofe dell’uragano Katrina. Apparentemente così distanti fra loro per tradizioni e stili di vita, al contrario legate dalla musica.
Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Enrico Rava per raccontare questa linea ideale fra le righe del jazz.
Intervista a Stefano Bollani: "Carioca" un disco fra tradizione e rinnovamento
A ritmo di bossanova e jazz suona il nuovo lavoro per Stefano Bollani, raffinato compositore della scena italiana. Incontriamo al microfono di Patrizio LONGO l'Artista presente nel cartellone di Salento Negroamaro, rassegna delle culture migranti della Provincia di Lecce per parlare di “Carioca” il nuovo disco.
Al ritmo di bossa nova contaminata con del jazz, incontriamo, in occasione del suo tour italiano e del suo ultimo lavoro che guarda all’America Latina, Stefano Bollani! Buongiorno Stefano!
Ciao, buongiorno!
Ed eccoci qui al microfono di Patrizio Longo con Stefano Bollani, per parlare di questo percorso che parte, appunto, dalla samba per andare a farne delle riletture passando alla bossa nova ed al jazz. Quando ti sei innamorato di questo stile e di questa cultura?
Più o meno è avvenuto in contemporanea con il mio amore per il jazz. Avevo 14 anni, ascoltavo e suonavo jazz da due o tre anni, quando ho sentito un disco molto famoso: un incontro tra Jao Gilberto & Stan Getz con Jobin al pianoforte e ho cominciato a chiedermi di cosa si trattasse. Ho cominciato a diventare un divoratore di dischi di musica brasiliana, soprattutto bossa nova, quindi di Joäo e dei suoi epigoni: Caetano, Chico Boarque, Gilberto Gil. Suonavo insieme ad una cantante di Firenze, Barbara Casini, che era esperta. Abbiamo inciso dischi e lavorato molto dal vivo, su queste cose. Ultimamente ho scoperto gli antenati della bossa nova, il samba e lo shoru, che sono due generi molto più “popolari” e che quindi molto più raramente sono stati riletti in chiave jazzistica. L’idea è stata quella di provarci.[...]
Intervista a Giorgio Panariello: "Dal mio meglio live"
Arriva dal mondo dello spettacolo un contributo ad un problema che spesso viene dimenticato l'abbandono e i maltrattamenti sugli animali. E' Giorgio Panariello che s'impegna attraverso il tour “Del mio meglio live”, che lo vede protagonista nei teatri italiani, a diffondere questo messaggio sociale.
Una nobile iniziativa che ha permesso per la prima volta di riunire le principali associazioni del settore: Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LAV, ENPA, Animalisti Italiani.
Un anticipazione l'abbiamo ascoltata durante la presentazione del Premio Barocco 2008. Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Giorgio Panariello attore, comico, showman che riscuote notevoli consensi dal pubblico sempre attento alle sue battute.
Al microfono con Patrizio LONGO, incontriamo durante una tappa del suo tour nazionale Giorgio Panariello. Ciao Giorgio!
Una “freschissima” tappa, aggiungerei. Buongiorno a te e a tutti!
Uno spettacolo che va da Shakespeare a Renato Zero, guardando, analizzando e denunciando anche un problema come quello dei cani abbandonati, per tornare poi a Tiziano Ferro, Renato Zero, tutta la carovana di personaggi che interpreti con il tuo stile.
È un varietà, quindi ci deve essere la varietà. Si parla un po’ di tutto, e poi io sono specializzato nell’osservare i tic. Cioè nell’osservare “noi”, perché io non mi ritengo diverso da chiunque altro. Faccio solo un mestiere diverso, ma in fondo sono anch’io un precario di lusso. Se il pubblico ci volta le spalle andiamo tutti in giro a cercarci un altro mestiere. Mi sento vivo con la gente, vivo nel quotidiano con le persone che non fanno questo lavoro, e quando scrivo i miei monologhi non faccio altro che mettere la mia esperienza quotidiana nel sociale. In questo spettacolo si affrontano tematiche serie, ma è soprattutto uno spettacolo comico, quindi questi temi si affrontano alla mia maniera: tra una battuta e l’altra all’improvviso ti dico una cosa che ti fa riflettere. Sembra strano: analizzo il testo di una canzone di Gigi D’Alessio, e subito dopo ti dico che Shakespeare ha fatto di meglio.[...]
L'incontro con Stefano Bollani
L'incontro con Giorgio Panariello
Intervista ad Aram Quartet sul primo cd "ChiAraMente"
Sono i vincitori della prima edizione italiana del format X Factor su Rai Due. Un altra Band rivelazione della scena pugliese che in questi ultimi anni presenta sul mercato internazionale diversi nomi ai vertici delle classifiche di vendita.
Al microfono di Patrizio LONGO per festeggiare il loro debutto ufficiale sugli scaffali dei negozi di dischi, abbiamo gli Aram Quartet. Ciao Antonio!
Ciao Patrizio, buonasera!
Una data importante quella di oggi, la presenza ufficiale del vostro primo album.
Sì, oggi è una giornata importantissima per noi, emozionante. Si tratta del nostro album di esordio, e speriamo sia il primo di una lunga serie. Questo è quello che ci auguriamo.[...]
Intervista ad Anna Tatangelo dal Premio Barocco
Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Anna Tatangelo, definita la “reginetta del pop” Italiano sul palco del Premio Barocco. Per raccontare di questo grande successo che le vede protagonista nelle più alte posizioni delle classifiche di vendita italiane. La sua musica ha come principale elemento il sentimento, forse coinvolta emotivamente anche da Gigi D'Alessio suo compagno nella vita ed autore di canzoni.
Ed eccoci qui al microfono di Patrizio Longo, al Premio Barocco, con la reginetta del pop: Anna Tatangelo.
Buonasera a tutti, buongiorno a tutti, buon pomeriggio... visto il tempo non sa cosa sia!
Un grande successo, un momento di particolare importanza per Anna Tatangelo, visto anche quello che è stato di recente con il festival di Sanremo, il nuovo album con due canzoni importanti, ed ora anche il Premio Barocco. Come lo stai vivendo?
É un momento molto sereno perché, al di là di questo festival che mi ha portato veramente tanta fortuna, è partito anche il mio primo tour teatrale. Tantissimi sold out anche a Torino, Roma, Milano, anche in zone in cui non ho mai cantato. É stata una bella esperienza, una bella gratificazione: il pubblico ha scelto di pagare per venirmi a vedere, ed a 21 anni non esiste soddisfazione più grande. E poi adesso sta per partire il mio tour, che prevede cinquanta tappe. Sono in giro e dovrò anche preparare il nuovo disco, dovrò fare tante cose, quindi sono molto impegnata. Però cerco di godermi queste belle cose che mi vengono regalate.
Ritornando al Festival di Sanremo: hai agitato un grande polverone, con una canzone che forse, era...?
Ci siamo abituati, ai polveroni. Ormai non ci spaventa più niente.
Una canzone molto bella, che tra l'altro affrontava un problema molto importante: quello delle diversità a 360 gradi. Qual è stato il tuo approccio nei confronti di questa canzone e delle critiche – positive e negative – che ti sono state mosse?
Non è che io abbia tenuto tanto conto delle critiche, dal momento che ero impegnata a cantare nelle serate e qualcosa mi è sfuggito. “360 gradi” è un'espressione un po' forte, perché comunque, non conoscendo veramente bene il tema dell'omosessualità ho potuto raccontare l'esperienza di questo mio amico che si è confidato con me e si è voluto sfogare. Ho voluto solo riportare in musica quello che lui ha vissuto. Infatti la canzone si chiama proprio “Il mio amico”, per definire una storia prettamente personale.[...]

















