indie

Reset Festival vol. 2: L'aperitivo in "Piazza" a Torino

L'aperitivo di Piazza Vittorio è conosciuto in tutta Torino ed è proprio da lì che partirà il Reset Festival. Una festa dedicata ai giovani torinesi: alla loro musica, al loro modo di fare danza e al loro sguardo. Una due giorni per vivere “la piazza” intesa come centro nevralgico della cultura torinese emergente.

Venerdì 17 settembre

La due giorni di festival inizierà alle 17.00 con l’esibizione di oltre 20 artisti emergenti torinesi su 4 aree disseminate nella piazza, la musica accompagnerà il pubblico dall’aperitivo a mezzanotte offrendo spettacoli di vario genere. One, Two, Three, Check! i nomi delle aree che proporranno rispettivamente: jazz, acustic session, semi-electric set, electric set.

Sotto i portici verrà servito l’aperitivo e sarà dedicata ai passanti e agli amanti dell’arte fotografica l’esposizione dei migliori scatti di 24 fotografi emergenti torinesi (a cura di Annachiara Ferretti e Francesca Lazzarin). Absolutely Dance, compagnia di danza torinese, intratterrà il pubblico con lezioni aperte e concluderà la serata con una rappresentazione realizzata dal corpo insegnanti.

Contenuti musicali eterogenei e coinvolgenti, immagini poetiche su carta fotografica, audaci passi di danza, in compagnia di qualche cocktail coinvolgeranno il pubblico fino alla mezzanotte.

Sabato 18 settembre

Dalle 15.00 sul Main Stage (P.zza Vittorio 18) si esibiranno altre 20 bands più in vista della scena indipendente torinese.

Come già lo scorso anno il concerto sarà gratuito e si protrarrà fino alle 24.00. Oltre agli artisti già coinvolti nel 2009, quest’anno la line up è rigenerata di nuove scoperte e talenti della musica inedita torinese che si alterneranno sul palco.

Special Guest dell’evento sarà Mr. Shades, graffitaro americano di fama internazionale che approderà a Torino da Detroit per animare la serata con il suo talento artistico street style. Sarà a disposizione del pubblico per graffitare qualsiasi cosa… dalle scarpe al body painting alle tavole da skate!

Neapolis Festival 15-16 luglio 2010 a Napoli

Neapolis Festival 15-16 luglio 2010 a Napoli

Anche quest’anno, come tradizione richiede, il Neapolis Festival dedica uno spazio alla “fiera”, uno spazio dedicato a tutti quelli che con la musica giocano, lavorano, creano o fanno volontariato.

Il lungo porticato che costeggia il palco del festival si veste, per l’occasione, di colore e confusione e si popola di stand originali e creativi, tutti allestiti secondo il gusto degli espositori: dalle etichette discografiche indipendenti agli operatori culturali, dalle associazioni musicali e di volontariato alle scuole di musica, magazine, record store nonché altri festival: perché in musica non c’è concorrenza. Il team organizzativo di DiscoDays coordinerà l'area dedicata al vinile ed al cd.

Con un occhio sempre puntato sulla realtà indie italiana, il Neapolis Festival, in collaborazione con Red Bull Tourbus, farà esibire, su di un palco molto "particolare" due band emergenti selezionate tra le centinaia che si sono candidate tramite internet. La Direzione Artistica del Festival ha selezionato due band emergenti che faranno ufficialmente parte del cast dell'evento. Tra più di duecento candidature pervenute in meno di venti giorni la spuntano Andy Fag & The Real Men da Napoli (che si esibiranno il 15 luglio) e Captain Swing da Salerno (in programma il 16 luglio).

I Captain Swing nascono nel novembre 2006 nella provincia di Salerno. La formazione originale include Fulvio Forte (voce e chitarra), Gianmario Galano (chitarra), Salvatore Landi (basso), Matteo Alfano (batteria). La band attinge per il proprio repertorio in maniera fresca e personale al punk, al pop, al noise e all'indie moderno. Il loro primo singolo "Stealing your music", è un accattivante motivo pop trasmesso nel novembre 2007 da Mike Watt (bassista dei Minutemen/Stooges) in California, nel palinsesto musicale del programma radiofonico "the Watt from Pedro". Dopo un'intensa attività live la band torna negli studi "Monochrome Sounds & Visions" per realizzare il primo Lp, composto da dieci brani. Gli Andy Fag & The Real Men, quando non demoliscono palchi, orecchie e loro stessi, sono quattro ragazzi di Napoli. Nati alla fine del 2008, sono titolari di ormai di più di cinquanta concerti incendiari in giro per l’Italia, recensioni di tutto rispetto, da Rumore a svariate Webzines, ai passaggi su Radio2. La band ha all’attivo due lavori per la Fat Elvis Records (etichetta figlia di alcuni membri della band), “’A sfaccimm’ ‘da gente” e “Supergarage Excelsior”. Dulcis in fundo saranno presenti al Neapolis Festival anche i Trikobalto.

Norman Cook, in arte Fatboy Slim, semplicemente uno dei dj-producer più famosi al mondo e i Jamiroquai di Jason Kay, il cui ritorno sulle scene con un nuovo album è tra gli eventi più attesi dell'anno, saranno gli headliners (entrambi in data unica nazionale!!) per la prossima edizione del Neapolis Festival. Artisti in esclusiva nazionale, band storiche e giovani realtà indipendenti completano il cast del festival. Nel segno della british-invasion, il 15 luglio si alterneranno sul palco: la leggenda post-punk Gang Of Four, il super gruppo Carbon/Silicon di Mick Jones (The Clash) e Tony James (ex Generation X), gli electro-rockers Does It Offend You, Yeah?, la rivelazione indie-folk The Morning Benders e gli storici Stereo MCs.

Intervista a The Synthromantics: Everything's sad but the discoteque "un lavoro danzereccio"

Intervista a The Synthromantics: Everything's sad but the discoteque "un lavoro danzereccio"

Da poco hanno ultimato le registrazioni del loro primo lavoro realizzato fra la sala prove e casa.

Incontriamo i The Synthromantics per raccontare del nuovo lavoro: Everything's sad but the discoteque, realizzato con registrazioni in casa e sala di prova e di come si vive nella scena italiana indipendente. Bentrovato Giovanni?

Bentrovato a te!

Quali sono stati gli ascolti che hanno preceduto il vostro lavoro: Everything's sad but the discoteque?

Siamo stati influenzati dalla musica inglese degli anni '90: Blur e Fat Boy Slim, per citare due nomi a cui facciamo sicuramente riferimento; personalmente mi piacciono molto anche alcuni artisti più recenti come Just Jack, Mr. Hudson & the Library, Kaiser chiefs, The Thing Things.

Nello scena italiana indipendente, quali le band che ascoltate?

Tutti i gruppi che fanno musica da danceflore pur conservando un indole punk: DID, Late Guest At The Party, THOC, My Awesome Mixtape. Tutti gruppi che cantano in inglese.

Da questo punto di vista sono un po' tradizionalista. Il rock mi piace in inglese; ci sono delle eccezioni tipo Woki Toki, Subsonica, ma in generale trovo che l’italiano funzioni bene per i cantautori e soprattutto per i pochi artisti che sanno scrivere bene.

Intervista ai Palkosceniko al Neon: "Disordine Nuovo"

Intervista ai Palkosceniko al Neon: "Disordine nuovo"

Hanno da poco pubblicato il loro primo cd dal titolo Disordine Nuovo. Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Stefano Tarquini dei Palkosceniko al Neon.

Bentrovato Stefano?

Bentrovati a voi!

Quali sono stati gli ascolti che hanno preceduto questo lavoro?

Gli ascolti che precedono "disordine nuovo" son quelli di sempre dal punk all'hard rock al metal da parte mia gli altri "palkoscenici" ammetto che fanno ascolti molto più vari incredibilmente dal jazzcore alla techno!!!

Cosa significa suonare musica indipendente in Italia, quali le difficoltà incontrate?

Ma guarda ad oggi penso che sia una condizione in cui ci troviamo perfettamente a nostro agio,intendo il fatto di non essere prodotti,non abbiamo nessun obbligo nessuna spesa che non possa essere pensata e pianificata, e soprattutto non dobbiamo ringraziare nessuno!
Autoprodursi significa, per noi, sacrificio. Siamo cinque operai e suoniamo per passione. Nonostante questo ammetto che le nostre piccole soddisfazioni ce le siamo tolte:abbiamo suonato nelle maggior parti d'Italia isole comprese e abbiamo aperto concerti a Gruppi che quand'ero piccolo andavo a vedere da spettatore!

Intervista a Fonokit: "Amore o Purgatorio"

Intervista a Fonokit: "Amore o Purgatorio"

Nel precedente incontro presentava il brano No money No cash ad annunciare le nuove direzioni sonore intraprese da una fra le indie band più interessanti del Salento.

Il nuovo album s'intiola: Amore o Purgatorio è lo definiscono come «la redenzione dell'indie italiano». Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Marco Ancona dei Fonokit. Bentrovato, Marco.

Ciao Patrizio

Perché un'affermazione così netta su Amore o Purgatorio «la redenzione dell'indie italiano»?

Ormai con quest'affermazione del nostro ufficio stampa mi sto cacciando nei guai :-) io non c'entro niente!

È solo un lancio pubblicitario ironico legato al titolo dell'album.

Intervista ai Saesciant: "Andiamo a Zanzibar"

Intervista ai Saesciant: "Andiamo a Zanzibar"

Uno stile di «musica ricreativa» presenta il nuovo lavoro per la band romana dei Saesciant. Il disco s'intitola Andiamo a Zanbibar un lavoro creativo ed allo stesso tempo ricco di ironia che si basa sull'amicizia di cinque ragazzi musicisti.

La loro musica promuove messaggi chiari che richiamano aspetti e tendenze sociali del nostro tempo.

Rispondono: Marco Pofi, Umberto Cutillo, Carlo Zamboni

Incontriamo i Saesciant ai quali chiediamo cosa significa un lavoro tra rock e «canzoni di fuga»?

Marco: Quando ero piccolo pensavo fosse la stessa cosa. Poi fermiamoci un attimo canzoni di fuga significa che uno si prende il lusso di guardarsi da un altro punto di vista…ma di guardarsi, non di fuggire. La scoperta della Terra mi sembra completata da qualche anno, come viverci ora che ci conosciamo tutti (alberi compresi) un po’ meno.

Intervista a Max Fuschetto: "Popular Games" un viaggio influenzato dalla cultura Arbereshe

Intervista a Max Fuschetto: "Popular Games" un viaggio influenzato dalla cultura Arbereshe

Siamo all'ascolto di un lavoro che incontra e gioca con diversi stili dalle atmosfere folk, alle composizioni di musica classica alla musica elettronica. Popular Games un lavoro che ha come filo conduttore la passione dell'Autore nella coniugazione di sonorità raffinate e composizioni colte.

Incontriamo Max Fuschetto autore di Popular Games. Un disco che sembra vivere un contrasto un disco che fonde composizioni fra elettronica, folk ed altro con una copertina “bucolica”. Quale il punto d'incontro?

Popular Games nasce dall’interesse per il suono e le forme in cui esso può strutturarsi; a volte si dimentica che gli stili sono soprattutto forme musicali, in questo disco ho voluto esplorare una serie di modi in cui il suono può organizzarsi e per farlo sono ricorso ad un insieme di elementi che sono patrimonio musicale comune.

Fonokit: "Non esiste"

See video

Il nuovo lavoro dei Fonokit s'intitola Amore O Purgatorio questo il video di presentazione per il singolo Non Esiste

Intervista a Leonora: "Electronic Ballads" il sogno che diventa realtà

Intervista a Leonora: "Electronic Ballads" il sogno che diventa realtà

Un disco che segna una nuova stazione di partenza per Leonora che in Electronic Ballads si allontana dall'universo della musica pop per intraprendere un viaggio fra musica d'autore ed elettronica valutando e sperimentando l'abbinamento delle armonie passando dal noise all'elettronica, dal suono della lingua inglese a quelle della lingua italiana.

Affascinante e introspettivo Electronic Ballads il nuovo lavoro di Leonora. Un disco che segna una nuova stazione di partenza?


Spero di sì. Mi piace molto il termine "stazione". Ho abbandonato da tempo l'idea di percorrere strade istituzionali e ho lasciato andare quel treno che, partito nel '96 con la canzone bit a Sanremo Giovani, mi aveva portato a realizzare qualche altro singolo e poco più. Ho fatto delle scelte diverse, non istituzionali, coltivando quasi esclusivamente il pubblico della rete che mi ha dato sostegno e nuovi stimoli.

Sei l'autrice dei testi come scrivi un brano?


Prendo spunto da un'idea musicale, di testo o dal fascino evocativo del suono. Tendo comunque a portare avanti la scrittura di parole e musica insieme. Lavoro molto al computer a cui sono legata anche compositivamente. Spesso parto da alcune tracce midi e dal suono di un "virtual instrument" prima ancora che dal pianoforte.

Inervista ad Orologi Rotti: "Ciao sono E.T."

Inervista ad Orologi Rotti: "Ciao sono E.T."

Un progetto musicale nato dall'incontro di Vito Astone e Pippo Sblendorio. I quali dopo una serie di partecipazioni con diversi artisti della scena, come Gatto Panceri, Paolo Vallesi, Pino D 'Angio, Massimo Varini decidono di fondare gli Orologi Rotti.

La Band si caratterizza per creatività artistica, soprattutto nella scrittura dei brani dove si possono leggere numerosi stati d'animo dall'ironico al sentimentale.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Pippo Sblendorio la voce della band per raccontare questo percorso e presentare il nuovo brano: Ciao sono E.T. Quale il riferimento con E.T.?

Ciao sono E.T. è la visione del nostro mondo attraverso gli occhi di una creatura extraterrestre. Egli naturalmente vede tutte le contraddizioni e le debolezze delle creature, a lui "extraterrestri", che abitano questo meraviglioso pianeta chiamato "Terra", e non riesce a capacitarsi di fronte a cotanta meravigliosa bellezza e di contro a tanta scelleratezza dei loro abitanti. Il suo sdegno arriva a tal punto da rifiutarsi completamente di scendere sul nostro mondo e di intraprendere qualsivoglia contatto con noi. Non mancano nell'arrangiamento del brano dei riferimenti storici quale l'inserimento nel bridge delle note del famosissimo film "Incontri ravvicinati del terzo tipo" note che servivano allora per creare il contatto con gli alieni. Il resto penso che sia abbastanza palese nello svolgersi del brano fino alla fine quando il nostro "amico" E.T lascia spazio alla speranza con una frase ad effetto.

Numerose le esperienze con artisti della scena pop. Un ricordo particolare che vi lega ad una di queste?

Senza dubbio la partecipazione attiva ai concerti di alcuni di loro (vedi Gatto Panceri e Paolo Vallesi) alla creazione degli arrangiamenti di alcune loro produzioni discografiche (Pino D'Angiò) fino al legame di amicizia e stima reciproca con degli artisti e produttori ormai icona della scena musicale italiana (Massimo Varini).

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