elettronica

Nextech Festival V Edizione

Nextech Festival V Edizione

Confermato il programma dei concerti principali della quinta edizione del Nextech Festival che si svolgerà a Firenze dal 16 al 18 settembre 2010.

Questo il cartellone che nelle prossime settimana sarà arricchito nella sezione visuals, delle performance legate all’istallazione di Architettura Sonora - Applied Acoustics e per i set di apertura sul palco della Stazione Leopolda:

Giovedì 16 Settembre - ore 21:30

- Alva Noto & Blixa Bargeld
- We Love
- Erol Alkan

Venerdì 17 Settembre - ore 21:30

- Vision Quest feat. Shaun Reeves & Ryan Crosson
- Flabbergast feat. Guillaume Coutu Dumont & Vincent Lemieux
- Raresh

Sabato 18 Settembre - ore 21:30

- Lali Puna
- Agoria
- Guy Gerber

Il Nextech Festival, realizzato da Musicus Concentus, Intooitiv, Tenax e Stazione Leopolda Srl, con il contributo del Comune di Firenze, Assessorato alla Cultura e alla Contemporaneità, è uno degli appuntamenti più importanti dedicati alla nuova musica elettronica e alle arti digitali

La nuova edizione di Nextech Festival conferma la formula di successo delle edizioni precedenti, che prevede attività dall’ora dell’aperitivo a notte inoltrata, con una importante novità, un’installazione affidata al team di Architettura Sonora della B&C SPEAKERS, azienda leader mondiale nella produzione di componenti audio professionali, e partner di Nextech Festival dal 2008.

I grandi artisti in programma della quinta edizione di Nextech Festival illustrano numerose sfaccettature della scena elettronica contemporanea, con l’atteso duo tra Alva Noto e Blixa Bargeld, di cui è imminente l’uscita del cd già annunciato come uno degli avvenimenti clou del 2010, con presenze di alcuni dei più illustri maestri del dancefloor contemporaneo, Erol Alkan, Agoria, Raresh, Visionquest (feat. Shaun Reeves & Ryan Crosson), Flabbergast (feat. Guillaume Coutu Dumont & Vincent Lemieux), Guy Gerber in una sequenza che vedrà alternanza di mash up, deep house e techno minimal, con un gruppo cult quale i Lali Puna ed il loro affascinante pop elettronico, con l’attenzione alla nuova scena italiana nella presenza di We Love, il duo toscano che ha colpito la berlinese Ellen Allien, che a settembre pubblicherà il cd d’esordio sulla sua etichetta BPitch Control.

Presto sul sito del festival www.nextechfestival.com sarà possibile registrarsi e prenotare i biglietti a prezzo ridotto, ricevere aggiornamenti e newsletter ed inoltre saranno disponibile schede, musica e video degli artisti di Nextech Festival 2010.

Nextech Festival procede nel solco delle edizioni precedenti, che hanno contato su oltre novemila spettatori per ogni edizione, e su presenze di musicisti e performer tra cui Jeff Mills, Ellen Allien & Apparat, Adam Beyer, Modern Deep Left Quartet, Troy Pierce, Crookers, Marc Houle, Monolake, Pascale Feos, Cassy, Andi Toma di Mouse On Mars, Poni Hoax, Gabry Fasano, Liars, Mark Jones, Will White di Propellerheads, Dr.Lektroluv, Ilario Alicante, Masomenos, Lazy Fat People, Pascal Feos, Teenage Bad Girl, Chic Miniature, Kieran Hebden & Steve Reid, Mr.Oizo, Moodyman, Stateless, Dj Koze, John Tejada & Arian Leviste, Radiq.a:

Intervista a Gennaro de Rosa: "Mandara" il disco con i colori dell'anima

Intervista a Gennaro de Rosa: "Mandara" il disco con i colori dell'anima

Un percussionista che volentieri utilizza l'elettronica per affinare le proprie composizioni. Un percorso sonoro che lo vede protagonista insieme a grandi nomi della scena nazionale come Ornella Vanoni, Enrico Capuano, Peppe Servillo, Peppe Voltarelli, Raiz e non per ultimi i 99 Posse.

Incontriamo al microfono di Patrizio Longo il percussionista Gennaro de Rosa per raccontare di un lavoro che si esprime attraverso un melting-pot di culture ritmiche e stili le capacità espressive di questo artista.

Il progetto s'intitola Mandara ed è al suo terzo capito dall'omonimo titolo. Come nasce questo lavoro?

Il terzo lavoro del progetto Mandara è omonimo non a caso. Con questo terzo capitolo volevo chiudere una trilogia partita con “Bisanzio” del 2001, proseguita poi con Alatul del 2004. In realtà Mandara è un disco che raccoglie un po' tutte le esperienze fatte in questi anni trascorsi dal secondo capitolo ad oggi c’è dentro tutto il mondo che ho visto e vissuto, una raccolta di esperienze e di emozioni con un unico denominatore che è fondamentalmente il “viaggio”, in senso lato. Da quello interiore fino al viaggio vissuto realmente.
Un disco nel quale, a differenza dei precedenti ho voluto sperimentare il mondo delle parole, essendo anche meno “criptico” rispetto ad Alatul.

Cosa eredita dal precedente lavoro Alatul questo nuovo?

Credo che Mandara sia la prosecuzione naturale di un percorso che si era intrapreso con Alatul. Il precedente lavoro era una sorta di viaggio sonoro fino ai confini del Mediterraneo, questo terzo ne è il completamento. Un viaggio che mi ha dato l’opportunità di crescere sia dal punto di vista artistico che professionale attraverso collaborazioni come i tour europei con Il Parto delle Nuvole Pesanti, gli spettacoli teatrali con la compagnia Kripton di Giancarlo Cauteruccio, l'esperienza di Pentole&Computer con Marco Messina e tantissime altre.
Potrebbe essere una sorta di cartina tornasole dei colori e degli umori dell'animo di un musicista, che dopo aver girato in lungo e in largo, incontrando artisti di ogni genere, nazionalità, estrazione e lasciandosi rapire da suoni, luoghi, linguaggi e stili quanto mai disparati, riporta tutte queste esperienze a casa e ne fa materia sonora. Potrebbe essere il mio “Milione”.

Intervista a Captain Mantell il suono di "Rest in Space"

Intervista a Captain Mantell il suono di "Rest in Space"

Il nuovo cd è inserito nel lettore e sin dalla prima traccia suona note dal sapore nuovo per la scena indie italiana. è il nuovo lavoro per i Captain Mantell dal titolo Rest in Space. Una trio Veneto capitanato da Tommaso Mantelli, quasi omonimo del vero capitano Thomas Mantell, primo pilota militare a morire inseguendo un UFO.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo i Captain Mantell per raccontare di questa proficua linea sonora che fra punk ed elettronica si lascia ascoltare. Come vi siete avvicinati al mondo della musica punk?

Data la gestione democratica del progetto rispondiamo tutti e tre: Tommaso Mantelli aka Captain Mantell, Nicola Lucchese aka Doctor Ciste, Omero Vanin aka Sergente Roma.

Dr Ciste: è il punk che si è avvicinato a noi....

Capt Mantell: è la nostra attitudine... naturale predisposizione.

Sgt Roma: diciamo che quello che ci interessa del punk è l'immediatezza della comunicazione. Le nostre canzoni non nascono solo dalla semplicità, nascono invece dalla semplificazione di una composizione complicata e ben attenta ai dettagli.


In questo lavoro: Rest in Space (Irma Records/Hypotron Records) anticipato dlal'Ep Into The Cockpit (2008) qual'è stata la linea musicale che avete seguito?

Sgt Roma: istintività e immediatezza, cercando di cogliere il punto d'incontro per svilupparlo nello stile della band: il viaggio stellare.

Capt Mantell: La canzone è la vera radice delle nostre composizioni. Ogni pezzo deve essere eseguibile con chitarra acustica e voce... Poi ci divertiamo con la produzione.

E questo è quello che ha attratto anche i nostri sostenitori e collaboratori come la label Hypotron, nella veste di Ninfa (che ha da poco sfornato un disco di super canzoni!!) e Marco Obertini del Circolo Forestieri, che cura per noi il booking.

Come si combina secondo Captain Mantell il punk con la musica elettronica?

Dr Ciste: "punk is going to be techno", l'ho letto su una t-shirt che celava grassi seni.

Sgt Roma: è l'amore x la musica suonata, per il sudore che ci sgorga dalla fronte sul palco, l'energia canalizzata. Percepiamo i suoni di synth come la miglior chitarra distorta, timbri che ti ipnotizzano il cervello. Il resto parla da se: una voce melodica e urlata quando ci va, un basso nevrotico, una batteria martellante e i pezzi che devono dare tutto in pochi minuti.

La musica elettronica concepita asetticamente non ci appartiene.

Siete un punto di interruzione musicale rispetto a quello che il panorama indipendente promuove in questo momento, mi riferisco alla musica "cantautorale". Quali i vostri riferimenti musicali, i vostri ascolti?

Probabilmente è giusto che l'Italia cerchi di riscoprire il cantautorato che a suo tempo porto' a così bei risultati (Tenco, Paoli, De André).

E direi che ci stiamo pure riuscendo con personaggi quali Pierpaolo Capovilla de Il Teatro Degli Orrori (con i quali collaboro in veste di nuovo bassista), capace di testi impegnati ma vestiti di una poesia rara. E come lui altri: Alessandro Grazian, Dente.

Noi ci siamo sempre sforzati di guardare oltre ai nostri confini, sempre senza perdere il contatto con la nostra realtà e il nostro territorio.

Intervista a Japanese Gum: "Hey folks! Nevermind, we are all falling down"

Incontriamo Japanese Gum con Paolo Tortora e Davide Cedolin per raccontare del primo album, di recente pubblicazione, su Friend of mine records: Hey folks! Nevermind, we are all falling down.

Un lavoro che soddisfa le vostre aspettative?

Davide & Paolo: L’intera elaborazione dell’album è stata ponderata al dettaglio: è stato un lungo parto, siamo stati oltre due anni in studio, tra registrazioni e mixaggi; ci sono stati momenti anche scoraggianti, nei quali non riuscivamo a vedere una fine del tutto, ma fortunatamente siamo sempre riusciti ad avere l’obiettivo finale abbastanza nitido e a non perderci troppo in fronzoli grazie anche alla pragmaticità e razionalità di Martino Sarolli, indispensabile nella realizzazione del disco. Quindi si, l’album direi che soddisfa le nostre aspettative totalmente, le uniche riserve che abbiamo sono solo circa le tempistiche che ci sono state per la sua definizione, lunghissime, e quindi conseguentemente, per la sua uscita, che sarebbe dovuta avvenire già da un bel po’ di tempo.

Quali le difficoltà incontrate alla pubblicazione del primo disco?

Davide & Paolo: Beh, indubbiamente è stata una bella esperienza, che ci ha fatto crescere molto: non era la prima volta in studio ovviamente, ma tutte le altre volte eravamo concentrati su meno composizioni, e quindi eravamo nella condizione di mantenere il fuoco sulla globalità del lavoro con maggior facilità. Probabilmente la parte più complessa è stata proprio metterci in discussione con l'assemblamento di un disco dal minutaggio che supera sensibilmente la lunghezza dei nostri precedenti e.p.

Poi sicuramente difficoltà ce ne sono state di varia natura, dal scegliere quali pezzi mettere nel disco, e quali no, decidere tra quest’ultimi quali cestinare e quali tenere in considerazione per future uscite, utilizzare un synth piuttosto che un altro, dare l’ordine sequenziale dei brani, trovare l’armonia necessaria d’insieme.[...]

Ascolti Estivi - disordinati

Ecco cosa sto ascoltando adesso:

  • Manuel Gottsching - E2-E4
  • Chet Baker - It never entered my mind
  • Jack Johnsin - Never Know
  • Stefano Rosso - Una storia disonesta
  • Aphex Twin - Drukqs
  • Louis Armstrong - Live in Florence '52[...]

 

Intervista a Gianni Maroccolo: il viaggio di PGR con "Ultime Notizie di Cronaca"

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Gianni Maroccolo protagonista anche in questo ultimo capitolo dei PGR dal titolo Ultime notizie di cronaca.

Un lavoro che sottolinea la lucida coerenza fra tre musicisti che a volte hanno percorso strade differenti e che hanno saputo poi ritrovarsi per concludere il capitolo con questo disco, per nulla semplice nell'ascolto ma di indiscussa bellezza.

Al microfono di Patrizio Longo, incontriamo Gianni Maroccolo. Ciao Gianni!

Ciao Patrizio, bentrovati a tutti!

Ultime notizie di cronaca: l'ultimo capitolo di una storia?

Sicuramente sì. Chiusura del progetto dei PGR, di un periodo, di un ciclo di vita. Di vita di gruppo, per lo meno. Per il resto siamo in ottimi rapporti, ci si vuole bene e ci si stima, quindi non è detto che tra qualche anno non possano esserci degli "incontri incrociati". Non è da escludersi. Però come progetto "permanente", di gruppo, si tratta di un ciclo che si chiude.[...]

Intervista a Giorgio Canali: "Io trafficante di suoni"

Un percorso che partendo dal punk si trasferisce a sperimentare attraverso la tecnologia del MIDI. Accompagnando così quella che durante gli anni '80 viene definita la musica rock-progressiva con i CCCP, CSI, PGR.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Giorgio Canali per ascoltare questo percorso fra punk, sperimentazione elettronica e percorsi riflessioni personali.

Mi piacerebbe iniziare la conversazione con un personale commento a questa affermazione: "beati gli ultimi che saranno primi". Cosa risponde Canali?

Da dove viene? Non lo so, sono ignorante... (ride) No, a parte gli scherzi: tutte le montagne di stronzate che sono scritte nel Vangelo non mi riguardano.

Un percorso da sperimentatore quello intrapreso, dalle sperimentazioni nella musica punk agli anni anni '80, dove avviene l'approccio verso la tecnologia del MIDI. Come avviene il passaggio da cantante ad elaboratore di suoni?

Mentre effettuavo quel passaggio la mia spiegazione al riguardo era: «Siccome nessuno mi paga per ascoltare la mia musica, mi faccio pagare io per ascoltare quella degli altri.» Semplicemente questo. Ho cominciato a fare il fonico, il produttore, il trafficante di suoni.[...]

Intervista a Luca Marino in arte Fucksia per "Photophobie" il primo disco

Ha stabilito fin dall'infanzia un rapporto speciale con la chitarra, sua fedele compagna.

L'impegno costante e la passione per la musica hanno portato questo compositore a collaborare prima nel progetto El-Ghor e successivamente ad intraprendere la carriera da solista.

Incontriamo Fucskia al secolo Luca Marino. per raccontare di questa passione e del primo lavoro come intitolato: Photophobie (2009).

A tuo avviso c'è differenza dall'imparare la musica come autodidatta e studiarla?

Sicuramente, la tecnica è un ottimo supporto alla creatività, ma quando questa viene a mancare ci si limita all'esecuzione di qualcosa di estremamente freddo e impersonale.

La tecnica, spesso vincolante e restrittiva, impone dei canoni che in qualche modo devono essere rispettati. Quindi non essere propriamente tecnici in fondo non penso sia tanto un male.

Quando finisce l'avventura con El-Ghor?

Forse quando inizia Fucksia. Ma in realtà non è proprio così. Le influenze degli El-Ghor e il supporto che mi è stato dato proprio dagli stessi mi ha formato e mi ha fatto crescere, non solo artisticamente.[...]

In Warp Records si festeggiano vent'anni di musica indipendente

In Warp Records si festeggiano vent'anni di musica indipendente. La label,  fondata a Sheffield nel 1989, festeggia il compleanno stampando un disco con 20 dei brani che hanno caratterizzato questo percorso con artisti come: Aphex Twin, Autechre, Battles, Boards of Canada, LFO, Laurent Garnier ed altri Artisti che sono passati per questa label.

A Warp Records il merito di aver rivoluzionato la scena elettronica con produzioni di altissima qualità. La prima stampa ufficiale fu di 500 copie di Track With No Name.

Chiunque voglia partecipare alla selezione dei brani potrà farlo su warp20.net scegliendo dieci canzoni che hanno segnato la storia della Label fra quelle riportate. Le restanti dieci per la registrazione del disco saranno selezionate da Steve Beckett e Rob Mitchell[...]

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