Interviste

Intervista a Tony Maiello: "Il linguaggio della resa"

Intervista a Tony Maiello: "Il linguaggio della resa"

L'abbiamo incontrato pochi giorni prima dell'inizio della manifestazione augurandogli di vincere e così è stato.

Al microfono di Patrizio Longo con Tony Maiello, bentrovato?

Ciao Patrizio, grazie per l'invito.

E adesso? Inizia tutto da qui?

Sì, è sicuramente un bell'inizio, un'opportunità che capita poche volte. La sfrutteremo al massimo, e speriamo bene. Veramente un grande inizio... e speriamo che non sia la fine. (ride)

Se hai voglia, ripercorriamo gli attimi che hanno preceduto la nomina a vincitore?

Ero dietro le quinte, ed Antonella stava per ricevere la busta... due minuti prima - e te lo racconto perché è stata la cosa più bella di tutto il festival, al di là delle conoscenze e dell'esperienza in sé - si è avvicinato un microfonista e mi ha messo l'auricolare. Mi sono chiesto, ovviamente: «Perché solo a me l'auricolare? Non vedo nessun altro che lo porti...» E allora mi hanno detto: «Devi mettere l'auricolare, perché se vinci devi ricantare.» E in quel momento ho iniziato a rendermi conto di qualcosa, tanto che sono entrato sul palco piangendo, già emozionatissimo. Non è che io non creda in me stesso, ma quello di vincere è pur sempre un sogno. Partecipare è già tanto. da lì a vincere passa un po' di tempo.

Intervista a Roberto Tardito: "Angelo Branduardi: cercando l'oro"

Intervista a Roberto Tardito: "Angelo Branduardi: cercando l'oro"

Compositore e musicista che spazia le propria creatività fra lo scrivere canzoni e libri.

Durante questo percorso ha avuto l'opportunità di lavorare con artisti come Mauro Pagani e Morgan, ha dato un contributo al progetto WE7, promosso da Peter Gabriel e si è affacciato nel mondo virtuale di Second Life dove ha proposto alcuni live.

Incontriamo al microfono di Patrizio Longo lo scrittore Roberto Tardito autore del libro: Angelo Branduardi: cercando l'oro (2010 – Arcana) per conoscere i motivi che lo hanno portato a rendere tributo al "menestrello" della musica italiana. Bentrovato Roberto.

Bentrovato a te, Patrizio.

Perché un musicista decide di scrivere un libro su un altro musicista?

Ad istinto ti risponderei scherzosamente che l'ho scritto per invidia. Penso che la carriera di Angelo sia tra le più interessanti nel nostro panorama internazionale. Ci sono stati momenti alti, momenti altissimi, momenti normali e momenti bassi, come in ogni carriera. Però ci sono così tanti incontri particolari, intuizioni importanti. Sono sempre stato affascinato da chi è riuscito ad inserirsi in contesti storici senza cavalcare l'onda. Andando, anzi, controcorrente. Sotto un altro punto di vista mi ha sempre affascinato la sua attività dal vivo, più ancora che i dischi. Dal vivo Angelo è sempre stato una forza della natura, ascoltando un disco come Concerto o guardando filmati di concerti, anche e a maggior ragione quelli d'epoca, ci si può chiaramente rendere conto di questo. Probabilmente vedo la carriera di Angelo dal mio punto di vista di musicista, e quindi con un occhio particolare... In questo senso Cercando l'oro non è una biografia tradizionale, è un libro su un musicista scritto con stile da musicista.

Racconti d'Autore l'intervista a Don Backy: l'Essere contro corrente

Racconti d'Autore l'intervista Don Backy: l'Essere contro corrente

Ha conquistato i giovani in Italia degli anni 60/70, con il suo aspetto fuori dai canoni sociali del periodo e con la sua musica, che aveva come tema principale l'Amore universale.

La sua creatività è riuscita ad esprimerla non solo nella forma canzone ma anche scrivendo libri e disegnando fumetti. Un artigiano della creatività.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Don Backy. Iniziamo a parlare del nuovo libro, Storia di altre storie: (1970 - 1980). La foto personale di quel periodo?

Sì, la mia storia magica musicale, diciamo. Più che altro, un affresco di tutto questo cinquantennio. Con questo secondo volume approdiamo al 1980, ma la mia intenzione è quella di arrivare quasi ai giorni nostri, infatti ho già iniziato a scrivere il terzo (1980/19..). La mia avventura personale racconta di un'Italia che non c'è più, anche nel sociale. Sullo sfondo di questo mio lungo cammino ci sono descritti molti episodi salienti, che hanno caratterizzato la vita di quel periodo. Per fare un esempio, c'è la citazione del primo lancio dello Sputnik nello spazio, con la cagnetta Laika a bordo. Ora vado a braccio, con quello che mi ricordo: la morte di Marilyn Monroe, di James Dean, l'avvento della televisione nel ‘54. I cambiamenti della moda: il taglio dei capelli alla Vergottini per le signore, le borse di Camerino... svariate citazioni che fanno ambiente, e raccontano un'Italia in bianco e nero che non esiste più. La mia storia è un pretesto, un po' come il viaggio di Dante guidato da Virgilio. Ecco, io sono il Virgilio del lettore, che a questo punto diventa il Dante al quale faccio vivere (o rivivere) quel tipo di Italia.

Intervista ad Alex Britti: "Punto23"

Intervista ad Alex Britti: "Punto23"

I suoi lavori sono cadenzati nel tempo. Solo quando ha qualcosa da dire propone un disco che suona di «pop italiano». È musicista conosciuto a livello internazionale per stile, bravura e cantante. I suoi lavori propongono all'ascoltatore sempre nuovi schemi stilistici che mescolano i vari generi musicali senza mai dimenticare la musica d'autore italiana.

Ha da poco pubblicato .23 un disco che vanta collaborazioni internazionali quali il bassista Darryl Jones, il batterista Paco Sery, il sassofonista Bob Franceschini e l’arpista Cecilia Chailly. All’album ha partecipato anche uno fra i nomi più illustri del momento, il violinista e arrangiatore Davide Rossi.

Al microfono di Patrizio Longo, incontriamo Alex Britti. Bentrovato!

Grazie, eccomi qua!

Una licenza poetica, con .23. Un lavoro che incentra l'attenzione sulla persona e non sull'altro?

Sì, sulla persona. Sul musicista, e soprattutto sull'artista.

Quindi è un album autobiografico?

Senz'altro, perché è il mio modo di scrivere. Io racconto, quindi per me le parole che scrivo sono l'equivalente del diario segreto di qualcuno. Che nel mio caso non è segreto, perché diventa pubblico. È un modo per sfogarsi, come se raccontassi le cose ad un amico immaginario. È più autobiografico dei precedenti perché penso che ormai, dopo anni di questo mestiere, ho imparato a mettere sempre più a fuoco le cose che ho intenzione di scrivere. Le parole focalizzano meglio i concetti. Per quanto riguarda la musica.

Intervista a Tony Maiello che aspetta il Festival di Sanremo con il brano "Il linguaggio della resa"

Intervista a Tony Maiello che aspetta il Festival di Sanremo con il brano "Il linguaggio della resa"

Un percorso segnato da tappe importanti, la prima con l'avventura ad X-Factor, nel 2008 e adesso l'appuntamento al Festival di Sanremo, nella categoria: “Sanremo Nuove Generazioni”.

Al microfono di Patrizio Longo, incontriamo Tony Maiello. Bentrovato Tony!

Ciao patrizio, buongiorno a tutti!

In una parola, cosa ricordi dell'esperienza di X-Factor?

In una parola: fantastica. A dir poco. Ricordo un sacco di esperienze che mi hanno fatto crescere tantissimo, fino ad arrivare ad oggi.

Adesso, come ti stai preparando per Sanremo?

Sto cantando tantissimo, e per i primi tre o quattro giorni sono stato quasi sulle nuvole. Poi stiamo chiudendo il disco che uscirà subito dopo Sanremo, quindi sono un po' in giro. Mi sto preparando soprattutto psicologicamente, devo dire. Dietro ad un ledwall ci sono già stato ad X-Factor, ed ora ci sarò di nuovo a Sanremo... speriamo bene. Sono molto tranquillo... beh, abbastanza tranquillo, diciamo.

Intervista a Carlo Massarini: "Dear Mr Fantasy" il foto-libro

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Erano gli anni '80 quando un signore vestito di bianco, in uno studio avanguardistico, per i tempi, proponeva video musicali e parlava di videoarte. Anticipando, così, il fenomeno della televisione musicale.
I video trasmessi erano quelli di Lou Reed, Jimi Hendrix ma c'erano anche cantanti come il Gruppo Italiano e Ivan Cattaneo.

Parliamo del programma Mr. Fantasy e del suo ideatore che annuncia ufficialmente la pubblicazione di un foto-libro nella pagina di un social-netowk, per non smentire la passione verso i new media.

Nel precedente incontro, in chiusura, l'Auotre raccontava di questo libro: Dear Mr Fantasy (2009 – Rizzoli) a cui stava lavorando.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Carlo Massarini. Bentrovato Carlo!

Bentrovato a te, ed un saluto a tutti i tuoi abbonati di Yahoo.

Dear Mr Fantasy potremmo definirlo un diario o un foto-racconto?

Tutti e due. Da una parte è un mio racconto personale, una mia biografia, attraverso una serie di incontri e di episodi che si sono succeduti in quegli anni. Diventa anche una cosa generazionale, perché io ho vissuto quello che vivevano molti ragazzi in quegli anni. Non è un'operazione di nostalgia: non mi guardo mai troppo indietro, anche musicalmente parlando. Da venti o trent'anni avevo quest'enorme quantità di materiale: ho scansionato qualcosa come quindicimila fotografie, ho riascoltato la musica di quegli anni, e ho cominciato a scrivere. E' stata una scrittura molto lunga, c'è voluto quasi un anno a finire tutto. Sono molto pignolo, perfezionista: riascoltavo tutti i dischi della persona di cui scrivevo... è stato un po' un bagno di memoria, un riportare alla luce molti ricordi per fissarli. Quello che ne viene fuori è un bel racconto dei tredici anni di una generazione che – letteralmente – scopriva il rock. All'epoca il rock non era trasmesso dai grandi mass media: c'era qualche rivista, ma non era ancora radicato nel tessuto giovanile com'è adesso. Quegli artisti per noi erano dei grandi punti di riferimento.[...]

Intervista ad Andrea Pezzi in "Fuori Programma"

Andrea Pezzi

Un carattere che lo porta cambiare professione per incontrare nuove storie e nuove esperienze.

Ha iniziato un percorso lavorativo come vj per passare, dopo numerose esperienze, a ideare una piattaforma dal nome OVO per la diffusione, in video, del sapere.

Di recente pubblicazione il libro Fuori Programma (Bompiani – 2009) dove racconta questi percorsi di vita.

Un libro stampato su carta riciclata in quanto Bompiani sostiene la campagna Scrittori per le foreste promossa da Greenpeace.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo lo scrittore Andrea Pezzi. Bentrovato Andrea.

Bentrovati a voi.[...]

Intervista a Roberto Vecchioni: "espressioni d'arte fra poesia in musica"

Intervista a Roberto Vecchioni: "espressioni d'arte fra poesia in musica"

È un punto di riferimento della musica italiana, ha scritto e collaborato con i più noti della scena nazionale. I suoi testi fotografano una società in continuo cambiamento. Ha calpestato i palcoscenici dei più rappresentativi festival da Sanremo al Premio Tenco di cui recentemente ha anche prestato la voce per la realizzazione di un Cd di inediti.

Non è solo un paroliere è anche uno scrittore e poeta contemporaneo con all'attivo diverse pubblicazioni.

Un uomo che racconta le proprie emozioni attraverso la parola nelle sue differenti forme espressive dal canto alla scrittura all'insegnamento.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo il professore Roberto Vecchioni che sta promuovendo il disco In-Cantus e il libro e Scacco a Dio espressioni di racconti fra musica e poesia. Bentrovato Signor Vecchioni!

Buonasera Patrizio, grazie per la chiamata!

Iniziamo a parlare di In-Cantus un progetto fra musica e poesia. Quanto le piace sperimentare?

Tantissimo, credo che sia la cosa più importante. Vede, c'è una specie di elemento ricorrente nella mia vita: mi stanco subito della ripetitività. Voglio sempre fare qualcosa di nuovo. Anche nella canzone d'autore, ogni disco è sempre stato più vario di quello di prima. Poi, diventando vecchio, ho pensato: «Adesso basta con le melodie da musica leggera, per quanto si cerchi di farle alte.» Così ho provato il jazz, ho fatto due anni con Fariselli e Dalla Porta, centoventi concerti. Adesso invece provo il sinfonico, e non è una presunzione o un'assurdità: è un modo di provare che, fatto con dignità e umiltà, ha un valore emozionale che può arrivare a tutti. Soprattutto se le parole sono di adesso, di oggi, moderne, e parlano dell'umanità e del mondo.[...]

Intervista a Nicola Conte: "The Modern Sound Of Nicola Conte – Versions in Jazz-Dub"

Nicola Conte "The Modern Sound Of Nicola Conte – Versions in Jazz-Dub"

Prepara un tour mondiale fra Italia, Spagna e Giappone per la presentazione del nuovo disco The Modern Sound Of Nicola Conte – Versions in Jazz-Dub (Schema Records) che partirà il 19 novembre dall’Auditorium Parco della Musica di Roma.

The Modern Sound Of Nicola Conte – Versions in Jazz-Dub è un disco che conferma la classe del produttore, dj, collezionista Nicola Conte. Il quale ripropone con stile unico re-work e brani inediti per questo lavoro che lo vede partecipare come musicista.

Si ascoltano sonorità dalla bossa jazz, al latin jazz a l'elettronica più raffinata. Inoltre numerose ed importanti le collaborazioni fra i più autorevoli nomi della scena nu-jazz.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Nicola Conte per raccontare i possibili nuovi percorsi sonori della scena jazz internazionale. Benvenuto Nicola!

È da un po' che non ci sentivamo![...]

Intervista a Nerio Poggi: "Rhythm of life" le sonorità nu-jazz

Papik è un progetto nato da un'idea del produttore romano Nerio Poggi, autore e arrangiatore che spazia tra sonorità nu-jazz, soul e pop. Il primo lavoro di questo progetto s'intitola Rhythm of life per Irma la Douce.

Sono 14 le tracce sonore con le collaborazioni delle voci di Ely Bruna e Alan Scaffardi. Interessanti le cover con E la chiamano estate di Bruno Martino e Crazy di Gnarls Barkley.

Incontriamo al microfono di Patrizio Longo l'ideatore del progetto, Nerio Poggi per raccontare come sono stati selezionati i brani.

Come nasce la collaborazione con Ely Bruna e Alan Scaffardi?

Ely Bruna l'ho conosciuta a Roma nel 2000 presentatami da un mio amico chitarrista in quanto mi serviva una cantante per le mie composizioni. É stato amore a prima vista. Alan me lo ha presentato e consigliato Mario Biondi, è un grande cantante e un caro amico.[...]

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