Intervista a Ciro Imparato: "La tua voce può cambiarti la vita"


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Autore di "La tua voce può cambiarti la vita" (2009 – Sperling & Kupfer) un volume che spiega dettagliatamente come utilizzare le diverse modalità della voce per meglio farsi comprendere. Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Ciro Imparato autore di questo volume.

Il nuovo spot di "Alitalia: Vola con te"

Una connessione fra passato e futuro quella stabilita per il nuovo spot di Alitalia con una serie di foto, rigorosamente in bianco e nero, prese dagli archivi della Compagnia durante il periodo anni '60 e '70.

La musica rimanda ad un effetto nostalgia con i Platters: Only You ed in chiusura un nuovo modello di Airbus A320 che vola verso nuove destinazioni: “Alitalia vola con te!”.

Questa la formula, a mio avviso vincente, studiata per la promozione Alitalia che ricordando il passato guarda al futuro stabilendo così un legame fra esperienza ed innovazione.

Lo spot viene realizzato dall'agenzia Mortaroli&Friends per la direzione creativa di Mauro Mortaroli e Nicola Brunialti. La produzione è di Buddy Film con la fotografia di Massimiliano Gatti per le immagini “live”.[...]

Intervista a Claudio Simonetti: "Ho sempre amato il cinema horror"

E' compositore, arrangiatore, produttore discografico, nato a San Paolo in Brasile studia composizione e pianoforte al conservatorio di Santa Cecilia in Roma. Durante il percorso lavorativo per un lungo periodo è stato al fianco del maestro Dario Argento per la composizione di numerose pellicole genere horror.

Al microfono di Patrizio Longo, incontriamo Claudio Simonetti. Bentrovato, Claudio!

Ciao, eccoci qua!

Mi racconti di Profondo Rock di Gabriele Lucantonio, la prima biografia su Claudio Simonetti?

In realtà non nasce da una mia idea, ma da un'iniziativa della giornalista italo-francese Gabrielle Lucantonio, che vive a L'Aquila ma che lavora con molte riviste francesi che riguardano cinema, colonne sonore... In Italia lavora con il Manifesto: cura tutte le rubriche di Alias, il supplemento del sabato. È una grande appassionata della mia musica e di Dario Argento, e si è offerta di scrivere la mia biografia. Per me è stato un grande onore, soprattutto trattandosi di una giornalista così preparata.

Cosa ricordi del tuo incontro, a 18 anni, con Walter Martino, figlio del cantante e pianista jazz Bruno?

Io e Walter ci conoscevamo già di vista: frequentavamo lo stesso negozio di dischi, ci salutavamo, ma non eravamo mai stati presentati. Ognuno dei due sapeva chi era l'altro, ed anche i nostri genitori erano molto amici: mio padre aveva fatto molti arrangiamenti per Bruno Martino. La chiamavano estate, per esempio, ed altri suoi grandi successi degli anni '60. Con Walter abbiamo fatto conoscenza quando stavamo andando a suonare con Il rovescio della medaglia, un gruppo rock degli anni '70, rimasti senza batterista e pianista. Abbiamo fatto un po' di prove con loro prima di andarcene, incontrare altri musicisti e formare Il ritratto di Dorian Gray: il mio primo vero gruppo rock, dopo tante piccole band nelle cantine. È stata la mia prima esperienza vera.[...]

Intervista audio a Claudio Simonetti: "Ho sempre amato il cinema horror"


19:19 minutes (7.74 MB)

E' compositore, arrangiatore, produttore discografico, nato a San Paolo in Brasile studia composizione e pianoforte al conservatorio di Santa Cecilia in Roma. Durante il percorso lavorativo per un lungo periodo è stato al fianco del maestro Dario Argento per la composizione di numerose pellicole genere horror.

Al microfono di Patrizio LONGO incontriamo Claudio Simometti per raccontare di questo percorso e del libro "Profondo Rock". La prima biografia a cura di Gabrielle Lucantonio.

Addio a Michael Jackson: "il Re del Pop"

Michael Jackson sembra essere un'icona di quelle che non subiscono il passare del tempo. Il cantante americano è scomparso all'età di 50 anni. Una vita inquieta la sua, come accade alle grandi star, che sono sempre al centro dell'attenzione mediatica.

Da alcuni anni circolavano notizie a volte confermate, altre smentite, sulle precarie condizioni in cui era l'Artista.

Ultimamente era stato lanciato un comunicato stampa di una serie di concerti che si sarebbero dovuti svolgere nella capitale inglese. Un tour di chiusura, annunciava il cantante.[...]

Intervista ad Oblivion: "I nostri Promessi Sposi"

Un successo inatteso quello che stanno riscontrando gli Oblivion nel reinterpretare un classico senza tempo di Alessandro Manzoni: I Promessi Sposi.

Incontriamo Lorenzo Scuda per raccontare di questo esperimento teatrale fra parole e musica.

Come si incontrano gli Oblivion?

Gli Oblivion si incontrano nel 2002 all'Accademia di Musical di Bologna e nel 2003 mettono in scena il loro primo spettacolo in omaggio al grande artista e autore futurista Rodolfo De Angelis. Da quel momento in poi il nostro lavoro insieme si è articolato in diversi omaggi a protagonisti della scena musicale e teatrale italiana del 900 quali il Quartetto Cetra, Giorgio Gaber, addirittura il Trio Lescano. Per arrivare alle ultima produzioni in cui abbiamo definito con precisione un nostro linguaggio "originale che fosse la sintesi di tutti i "maestri" che avevamo incontrato con l'aggiunta di un nostro personale sguardo sulla realtà che ci circonda.

Mi racconti come è nata l'idea di mettere in scena I Promessi Sposi. in una chiave differente?

Da quando abbiamo conosciuto i Cetra ci siamo scoperti amanti dei "centoni" e delle parodie e abbiamo lavorato a diversi testi fra cui l'Otello e l'Inferno di Dante. Poi a Novembre mentre allestivamo la nostra nuova produzione sentivamo il bisogno di inserire anche lì una parodia importante, ma che fosse veloce, fulminea, sintetica e che prendesse in giro un caposaldo della letteratura italiana. I Promessi Sposi ci è sembrata la scelta ideale.[...]

Intervista alla Bandadriatica: "Maremoto" un viaggio fra musica e paesaggi

Il nuovo lavoro di Bandadriatica s'intitola Maremoto. Un viaggio fra musica e paesaggi marittimi.

Incontriamo Claudio Prima per conoscere questo nuovo disco.

Maremoto è un disco incentrato sull'incontro?

L’arte dell’incontro ce l’ha insegnata, con pazienza, il mare. Il tempo necessario a conoscersi, a capirsi, a parlarsi, è un tempo necessariamente lungo. Aver preso il mare e aver deciso di andare ad incontrare sull’altra sponda i nostri referenti stilistici e musicali è stata una scelta fondamentale per la genesi di questo disco. Incontrarsi musicalmente significa rimanere da soli uno di fronte all’altro con lo strumento nelle mani. Avere qualcosa da dire e da ascoltare, fare musica insieme per la prima volta. Sentire che c’è un solco comune nelle proprie parole e nelle proprie note. E volerlo seguire fino in fondo, perdersi e aiutarsi sulla strada del ritorno. Ogni brano di questo disco è figlio di un incontro. Tormentato, sensuale, necessario come ogni incontro, e come ogni moto del mare.

Un cd e un dvd dal titolo Rotta per Otranto. Racconti di questo viaggio fra musica e paesaggi marittimi?

E’ stata un’esperienza fondamentale. Sentirsi come i marinai che hanno imparato a parlarsi sulle navi di un tempo, pur provenendo da sponde e culture profondamente diverse tra loro. Si sono trovati a dover convivere lontano dal proprio paese e hanno dovuto sviluppare per sopravvivere nuove lingue e nuovi modi di comunicare. A questi marinai ci siamo ispirati per tracciare la rotta di questo viaggio che tocca una Dubrovnik inaspettata, rinata in 10 anni dalle macerie di una guerra folle che l’aveva rasa al suolo. Dubrovnik che rinasce con tutte le sue storie da raccontare, le sue klapa (cori) di voci maschili antiche e profonde, Ivo Letunic e la sua lijerica che suona e canta insieme riportandoci alle origini della musica croata, Mateo Martinovic che risuona con il piano melodie che ci fanno capire che il nostro viaggio alla ricerca della musica adriatica sta toccando la sponda giusta. In Albania è diverso, Tirana ha una forza tutta in potenza, ti assale e ti stravolge. Durazzo invece è un porto commerciale quasi deserto e a noi non può che ricordare chi è partito da lì per donarsi alle nostre fortune, o a quelle del mare. E’ un porto pieno di malinconia e il nostro concerto nella Torre Veneziana ne è intimamente intriso. A Tirana e a Durazzo la chitarra di Bojken Lako riporta la tradizione albanese ad una dimensione ruvida e attuale e le grida della gente ci chiamano all’ordine. C’è una gran voglia di cominciare a ballare.

Un titolo provocatorio?

Una definizione letterale. Il movimento del mare come segno di rimescolamento e di rigenerazione, percezione concreta che abbiamo vissuto facendoci cullare o scuotere dalle onde, in navigazione. Questo disco è figlio di questa sensazione. Il primo “Contagio” era un disco fatto di suggestioni vissute a distanza, quest’ultimo vive di esperienze dirette, intessute sulla pelle. Il contagio avviene per contatto culturale, sotteso, il maremoto ti travolge, ti inonda di sensazioni che abbiamo cercato di tradurre in musica. E’ peraltro quest’ultimo un disco molto più movimentato del precedente, con ritmiche spinte e sonorità più dure a tratti rock, progressive. Sperimentale e inaspettato. Ma sempre con una storia da raccontare. Come quelle che si vivono o si apprendono in viaggio.[...]

Intervista a Gabrielle Lucantonio: "dalla critica alla teoria sulla critica"

E' critico cinematografico e musicale, nel corso della propria esperienza sembra essere stata attratta dal filone del cinema horror in Italia. In particolare più che della critica s'interessa della teoria sulla critica.

Ha scritto, la biografia analitica del compositore Claudio Simonetti: Profondo Rock - Claudio Simonetti tra cinema e musica, da Profondo Rosso a La Terza Madre (Coniglio Editore).

Incontriamo Gabrielle Lucantonio per scoprire quali gli elementi di questa “attrazione”.

Come nasce l'idea di scrivere la biografia di Claudio Simonetti?

E' una lunga storia. Doveva essere un libro sui Goblin, ho iniziato ad incontrare i diversi componenti del gruppo. Strada facendo, per diversi motivi che non voglio elencare, ho cambiato idea, e ho deciso di centrarlo soltanto sulla figura di Claudio Simonetti. Ciò mi permetteva un discorso più ricco, più interessante. Simonetti non è stato solo un Goblin, ma ha anche una carriera propria che è molta ricca. Profondo Rock comunque è una biografia storica-analitica, perché ho cercato attraverso il suo percorso di descrivere alcuni periodi culturali.

Quali erano gli aspetti artistici che volevi evidenziare?

Ho voluto evidenziare che Simonetti non è soltanto un musicista legato al cinema horror, ma che ha attraversato altri generi cinematografici, altri tipi di musiche (solo per fare un esempio, è lui il compositore del Gioca Jouer di Cecchetto), altri tipi di esperienze (la televisione, il produttore discografico). Non è soltanto un tastierista e un compositore di musica elettronica, ma ha una preparazione musicale classica ed è in grado di dirigere un orchestra.[...]

Intervista a Silvia's Magic Hands: il folk arricchito dal suono metropolitano

Incontriamo James Wood III da Dorset (Inghilterra) e Giuseppe Lovreglio da Taranto (Italia) hanno fatto confluire le rispettive culture musicali, dando vita ai Silvia's Magic Hands. Una Band che ispirandosi al folk contamina lo stesso con ritmi metropolitani.

Il vostro incontro potremmo definirlo un incrocio di culture?

Definire il nostro incontro un incrocio di culture mi sembra non proprio esatto. Per quanto mi riguarda non vedo strascichi di Cultura Italiana in quello che ho messo nei pezzi. Il marchio di "fabbrica made in italy" non mi è mai appartenuto molto, sicuramente avverto le radici inglesi di James (voce e chitarra) ed i trascorsi anni '70 o primi anni '90 sporcati da suoni forse un pò più di matrice americana (miei e di Luca - batteria).[...]

Intervista a Marco Ancona: ecco a voi i Fonokit

Incontrammo i Bludinvidia nel 2004 per raccontare una fra le più interessanti band rock nella scena alternativa del Salento.

Un percorso musicale che si è concluso in occasione del festeggiamento dei dieci anni di carriera con lo spettacolo Bludinvidia Blog Live.

Al microfono di Patrizio Longo incontriamo Marco Ancona leader dei Bludinvidia per raccontare una nuova avventura chiamata Fonokit.

Il nome, ci spiega Marco Ancona, è ripreso da una: «Tecnica usata dalla polizia per identificare una persona attraverso il suono della sua voce, consistente nel confrontare, mediante speciali apparecchiature elettroniche, la viva voce della persona con quella non identificata che risulta da una registrazione. Da FONO(identi)KIT».

Una nuova avventura quella dei Fonokit?

I Bludinvidia si sono fermati concettualmente nel 2007 decidendo di chiudere con quello spettacolo un pò particolare chiamato Bludinvidia Blog Live come ultima data del tour relativo all'ultimo album "Non è abbastanza ancora". Questo evento cadeva ai dieci anni esatti dalla prima nostra uscita discografica.

Dopo un mesetto abbiamo deciso di produrre del nuovo materiale e ci siamo messi a lavoro nel nostro studio, col senno di una sorta di "punto e a capo".

Abbiamo firmato un nuovo contratto e dopo praticamente due anni di lavoro è uscito questo nuovo singolo No money No cash col nome di Fonokit.

Si potrebbe definire una nuova avventura, io la sto avvertendo un pò così, anche se probabilmente per il pubblico che ha sempre seguito i Bludinvidia - di fatto - potrebbe non esserlo.

Vedono sempre me che canto e suono la chitarra e gli altri tre che suonano i propri strumenti, siamo sempre noi.[...]